Trieste e la Sublime Porta
da Pio II all’arciduca Massimiliano d’Asburgo


La politica austriaca nel Litorale

Sul fronte dell’Impero austriaco l’imperatore Massimiliano (1493 - 1519) fu impegnato a difendere i territori asburgici. Nell’Archivio Diplomatico si conserva una sua missiva inviata il 17 marzo 1494, in cui egli annunciava una Dieta a Marpurg, lungo l’alto corso del Reno, e ordinava ai Triestini di mandarvi loro rappresentanti in vista dell’adozione di una comune strategia politica nei confronti degli Ottomani (14).

[Pio II ad Antonio de Senis e alle città sottoposte al governo di Francesco Sforza Duca di Milano, Siena 10 febbraio 1459
Membr.; mm 170x75 - Pius II to Antonio de Senis and to the cities subject to the government of Francesco Sforza, Duke of Milan, Siena 10 February 1459; Parchment - Museo petrarchesco piccolomineo ms Picc II 51/4 - Lascito di Domenico Rossetti de Scander]

Alla morte dell’imperatore nel 1519, i possedimenti austriaci passarono al successore del ramo austro-tedesco Ferdinando I. Il 7 maggio 1523 scrisse una lettera ai Triestini in cui confermava la volontà di conservarli esenti dalle imposte che gravavano sui sudditi della Carniola, ma li esortava a concorrere sia con gli abitanti di quella regione, sia separatamente alla guerra contro i Turchi (15).
Quando, nel 1526, l’Impero Ottomano invase l’Ungheria e re Lodovico morì nella battaglia di Mohács senza lasciare figli, gli Asburgo ereditarono la monarchia danubiana. Il partito nazionale dei nobili ungheresi si oppose all’annessione all’Impero e l’incertezza politica diede l’occasione alla Sublime Porta di scatenare un’offensiva nelle regioni meridionali ed orientali del Paese. Infatti il 17 gennaio 1528 Fedinando inviò una lettera di avvertimento ai Triestini affinché stessero all’erta rispetto a probabili incursioni turche (16). Il crollo del Regno d’Ungheria accentuò il pericolo di un’invasione ottomana in Austria. Dopo la riconquista del paese danubiano da parte della Sublime Porta, Solimano il Magnifico nel 1529 invase l’Austria e pose l’assedio a Vienna. La città resistette e nel 1532 il sultano tentò nuovamente di raggiungere la capitale. Alle operazioni militari parteciparono anche i Triestini come dimostra la missiva loro inviata dall’imperatore Ferdinando I da Vienna il 28 settembre 1532 (17). Nel 1566 Solimano il Magnifico riprese la guerra occupando i territori asburgici in Ungheria, ma perì nell’assedio della fortezza di Szigeth.
Dopo la Guerra dei Trent’anni, nella seconda metà del XVII secolo il conflitto contrappose il nuovo imperatore Leopoldo I (1658-1705) al Sultano per la successione in Transilvania. L’esercito imperiale asburgico, anche grazie agli aiuti dei principati tedeschi, dei Francesi, del Papa e degli stati italiani riuscì vittorioso nel 1664 presso Mogersdorf, a est di Graz: il Gran Visir chiese la pace.
Un secondo assedio fu posto a Vienna nel luglio 1683 dal Gran Visir Kara Mustafà. I soldati cristiani riuscirono vittoriosi il 12 settembre 1683 sotto la guida del re polacco Giovanni Sobieski. La Sublime Porta nel 1687 fu sconfitta definitamente a Mohàcs, città nota per la vittoria degli Ottomani del 1526. Quando il comando delle truppe fu affidato al principe Eugenio di Savoia, nominato nel 1697 comandante supremo delle truppe imperiali in Ungheria, egli riportò presso Zenta, sul fiume Theiss in Ungheria, una vittoria decisiva: l’evento ebbe una vasta eco in Europa. A Trieste ne fu perpetuata la memoria nella lapide che ornava la facciata del magazzino del sale edificato in via del Pesce 2, demolito nel 1821. Oggi sulla scala di servizio di casa Fontana è ancora visibile il facsimile affrescato della lapide (18).