Trieste Liberty
Costruire e abitare l’alba del Novecento


Dove: ex Pescheria - Salone degli Incanti, riva Nazario Sauro 1, Trieste
Quando: inaugurazione: 12 marzo 2011, ore 19
dal 13 marzo al 19 giugno 2011
Orario:  aperto tutti i giorni 10-20
Biglietto: biglietto unico € 3; gratis fino a 14 anni
Info: tel. +39 040 3226862  mail: info_gopcevich@comune.trieste.it 
Info visite guidate e didattiche: tel. +39 040 6754480;  mail: serviziodidattico@comune.trieste.it

La mostra, promossa e realizzata dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura-Direzione Area Cultura-Civici Musei di Storia ed Arte, intende illustrare i caratteri architettonici e gli aneliti modernisti di una città, Trieste, all’alba del Novecento.
La corposa serie di materiali documentali e di fonti archivistiche provenienti da archivi e istituzioni culturali triestine e non, ai quali si è attinto e che sono qui esposti, intende evidenziare la doppia accezione del “costruire” e dell’“abitare” illustrando, con un approccio mirato al tema della residenza e del progetto architettonico di tipi edilizi, le peculiarità e gli aspetti salienti, ma anche la complessità e le contraddizioni di un’epoca di grande interesse e ancora troppo poco conosciuta.
All’interno di un contenitore che è esso stesso un “pezzo” della mostra – la Pescheria costruita nel 1911 –, l’esposizione si articola in più direzioni, illustrando le “microstorie” architettoniche di una quarantina di edifici, prescelti su una mappatura di 150 edifici del periodo che, nel loro complesso o per la presenza di parti significative (portoni, balconi e ferri battuti, apparati decorativi), possono essere ascritti al periodo. Progettati in precisi tasselli urbani, essi compongono e ridisegnano la forma della città conferendole un carattere Liberty, anche grazie alle inedite e ardite sperimentazioni nel campo dei materiali e delle tecniche, da parte di progettisti e maestranze di cui vengono indagate la formazione e la cultura di riferimento. Una sezione è espressamente dedicata all’arredamento con la ricostruzione di tre ambienti abitativi e la riscoperta dell’attività di due mobilieri triestini.