GENTI DI SAN SPIRIDIONE. I SERBI A TRIESTE 1751-1914


Facciata della prima chiesa di San Spiridione, 1853 circa, disegno acquerellato, 60  44 cm, Trieste, Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa, ArchivioLa prima chiesa di San Spiridione
Il progetto della costruzione di una prima chiesa, dedicata a San Spiridione e alla Santissima Trinità, di una sede comunitaria, di un cimitero e relativa cappella per la Comunità greco-illirica ebbe il suo avvio a seguito della Patente del 1751. La chiesa venne eretta nei pressi del Canal Grande, sui terreni delle vecchie saline, che in quegli anni venivano bonificati per ospitare gli edifici del nuovo borgo Teresiano. La prima messa fu celebrata nel 1755. L’edificio, a navata unica, aveva l’entrata sul lato dell’attuale via San Spiridione. La facciata, scandita da paraste con capitello, era chiusa da un frontone con finestra circolare; una porta d’entrata timpanata e grandi finestre l’abbellivano sul fronte. La facciata era connotata da un grande rilievo decorativo, in rame dorato e sbalzato, raffigurante San Spiridione seduto su uno scanno mentre si rivolge a un fedele, ed in alto la Trinità. Ai lati si ergevano due campanili, con relativa porta d’accesso, culminanti con cuspide a cipolla (costruiti nel 1782, grazie alla generosità di Giovanni Miletich, mercante viennese nativo di Sarajevo). All’interno spiccava la ricca iconostasi; le pareti laterali erano dipinte, e sul soffitto si trovava un grande dipinto su tela. Nel 1782 la chiesa si arricchì di un manufatto prestigioso: il futuro zar Paolo Romanov e la moglie Maria Fedorovna – durante una visita alla città di Trieste – donarono una preziosa lampada votiva in argento, opera di oreficeria veneziana, che tuttora pende nell’endonartece del tempio triestino. Nel 1781, dopo la separazione dai Greci e a seguito del pagamento di una quota concordata, ai Serbi rimase la proprietà del tempio. Purtroppo però il terreno su cui era stato costruito non era molto stabile: già prima del 1850 fu demolito il campanile posto sul lato destro, perché pericolante, e nel 1860 si dovette demolire l’intera chiesa.

 

La chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione a TriesteIl concorso per la nuova chiesa di San Spiridione
La nuova chiesa di San Spiridione sorge nello stesso luogo dell’antica e omonima chiesa settecentesca. Già prima della sua demolizione la Comunità, desiderando edificare un tempio particolarmente importante – essendo aumentate di molto anche le possibilità economiche dei suoi membri – bandì, nel settembre del 1858, un pubblico concorso, cui vennero invitati i più rinomati architetti di Vienna, Venezia, Milano, Monaco di Baviera, Roma, Firenze e San Pietroburgo.

Veduta interna della chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione a TriesteI progetti dovevano essere presentati entro e non oltre il 31 marzo 1859; la scelta del vincitore venne affidata all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Bisognava rifare la palazzina della scuola e dare una bella vista alla struttura ecclesiale, come avvenne: cioè entrata diretta sulla pubblica via, quella di San Spiridione, e visibilità dal Canale; un altro accesso alla chiesa doveva essere predisposto sulla via Genova. Al concorso parteciparono sette progetti, tra cui risultò vincitore quello dell’architetto Carlo Maciachini (Induno, Varese 1818-Varese 1899), allievo dell’Accademia milanese di Brera, sostenitore degli “stili storici”.Si conoscono con sicurezza i nomi di altri due concorrenti: il milanese Angelo Colla, e Carlo Ruffini, ambedue presentatisi con sigle o scritte in greco.

Veduta interna della chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione a TriesteLa nuova chiesa di San Spiridione
La costruzione della nuova chiesa fu avviata nel 1861 e i lavori si protrassero per alcuni anni. Il terreno venne rinforzato con palafitte, come nella laguna veneziana. Nel suo progetto l’architetto lombardo Carlo Maciachini disegnò un edificio monumentale ispirato all’architettura bizantina, nell’impianto a croce greca tri-absidata, sovrastata da una grande cupola centrale e attorniata all’esterno da quattro campaniletti cupolati angolari. La facciata principale richiama il romanico italiano. Anche i mosaici e gli affreschi dell’interno rivelano un senso di magnificenza: tutto è rappresentato a grande formato e cosparso d’oro, sull’esempio delle chiese bizantine di Ravenna e della basilica di San Marco a Venezia. Per motivi economici, i mosaici furono eseguiti soltanto negli esterni, mentre all’interno si cercò di darne l’impressione, imitandone la tecnica negli affreschi.

Veduta interna della chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione a TriesteL’architetto venne coadiuvato per gli esterni dal pittore Pompeo Bertini, dal decoratore Antonio Caremi e dallo scultore Emilio Bisi, tutti milanesi; i lavori vennero diretti all’architetto triestino Pietro Palese. Al pittore milanese Giuseppe Bertini, fratello di Pompeo, venne affidata la decorazione pittorica interna, come pure la progettazione dei mosaici decorativi esterni, eseguiti in parte con il fratello. I marmi pregiati usati per la costruzione e per il pavimento, senza risparmio di mezzi, vennero da Carrara, Verona, dal Carso e da Brioni in Istria. Il tempio, alto 40 metri, lungo 38 e largo 31, può accogliere fino a 1600 fedeli. Venne aperto al culto il 2 settembre 1868, ma l’inaugurazione ufficiale avvenne il 20 settembre del 1869. Dopo vent’anni, il 24 dicembre 1885, il sacro edificio fu finalmente completato con il compimento dei mosaici esterni, e vi si tenne una solenne liturgia.