GENTI DI SAN SPIRIDIONE. I SERBI A TRIESTE 1751-1914


Giuseppe Tominz (Gorizia 1790-Gradiscutta del Vipacco 1866) - Ritratto di Drago Popovich- 1830-1835 circa, olio su tela, 123  87,5 cm , Trieste, Civico Museo Revoltella, inv. 684Popovich
Il primo esponente della famiglia Popovich presente a Trieste è Cristoforo, nato alle Bocche di Cattaro attorno al 1750, capitano marittimo e armatore della Repubblica di Venezia, sotto la cui bandiera aveva preso parte, distinguendosi, a diverse battaglie della Serenissima. Cristoforo Popovich si trasferì a Trieste attorno al 1806 e qui si arricchì, possedette diverse imbarcazioni e attorno al 1820 assunse cariche direttive in campo assicurativo. Nel 1827 acquistò un palazzo tra la riva Nazario Sauro, via dell’Annunziata e via Cadorna 13. Si spense a Trieste nel 1836. Capitani marittimi e armatori furono anche i suoi figli, avuti da Anastasia Cetcovich: Spiro (o Spiridione; Cattaro 1791-Trieste 1874), Nicolò (1797-1842) e Drago (1799-1887). Spiro Popovich, capitano e proprietario di diverse navi (come “La Navigazione”, “Il Ripatriato”, “Marietta”), fu presidente della Comunità illirica per ben nove volte. Drago Popovich nacque a Risano, alle Bocche di Cattaro, nel 1799. A Trieste portò a compimento gli studi nautici e a 18 anni fu nominato capitano di diverse navi di famiglia. Assieme al fratello Spiro prese parte alla guerra di indipendenza della Grecia. Dal 1837 Drago aveva avviato una fiorente attività commerciale a Berdjansk sul Mar d’Azov, e aveva costruito diversi palazzi a Odessa e a Kerć in Crimea. Nel 1839 sposò a Trieste Eugenia D’Angeli, sorella del futuro podestà di Trieste Massimiliano D’Angeli, da cui nel 1842 ebbe il figlio Eugenio. Eugenia morì di febbre puerperale e, pochi mesi dopo la nascita, Drago portò il piccolo Eugenio a Trieste da suo fratello Spiro che, con la moglie Marietta Cizevich, si incaricò di allevare il bimbo. Gli affari di Drago Popovich ebbero un momento difficile durante la guerra di Crimea (1853-1856). Per riprendersi economicamente Drago vendette la casa di famiglia e, seppure in età avanzata, si rimise in mare, diventando in breve uno fra i più autorevoli nella cerchia dei piccoli armatori triestini. Drago Popovich, che parlava in maniera eccellente l’italiano, il russo, il serbo e il greco, ed aveva una conoscenza di base del turco, era anche un entusiasta sostenitore della causa serba ed era in rapporti di amicizia con i principali uomini di Stato europei. Si spense a Roma, in casa del figlio Eugenio, nel 1887. Eugenio Popovich, nato a Berdjansk nel 1842, passò l’infanzia e l’adolescenza a Trieste, e a scuola fu condiscepolo del futuro re del Montenegro, Nicola Petrovich Njegoš. Durante l’Università partecipò a diverse campagne garibaldine, dedicandosi nel contempo all’attività giornalistica. Nel 1869 sposò Giulia de Giuliani Manfredi, da cui ebbe due figli – Eugenia, detta Gina (Torino 1870-1905) e Giorgio (1872-1873) – e da cui si separò nel 1881. Stabilitosi a Roma, divenne un esponente di spicco del giornalismo nazionale, per la profonda conoscenza della questione adriatica, della causa irredentista e per la non comune familiarità con la politica balcanica, e diventò redattore capo del giornale “Il Diritto”. Come amico di Nicola Petrovich Njegoš, Eugenio Popovich si occupò degli affari interni ed esteri del Montenegro ed ebbe un ruolo di fiducia negli accordi che portarono, nel 1896, al matrimonio fra Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena Petrovich Njegoš, che Popovich aveva conosciuto bambina. Superati gli 80 anni Eugenio Popovich ritornò nella sua Trieste, dove si spense nel 1931. I Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, grazie ai numerosi doni da lui effettuati a partire dal 1909 e culminati con il dono del 6 febbraio 1931, detengono un prezioso fondo di materiale archivistico, bibliografico e artistico documentante le vicende familiari e i legami personali e professionali del donatore e dei suoi antenati.