GENTI DI SAN SPIRIDIONE. I SERBI A TRIESTE 1751-1914


Gopcevich
Cristoforo Gopcevich, nato a Castelnuovo alle Bocche di Cattaro attorno al 1765, giunse a Trieste verso il 1805. Dal matrimonio con Sofia Kvekich (Castelnuovo alle Bocche di Cattaro 1792-Trieste 1854) nacquero i figli Giorgio nel 1814 e Spiridione nel 1815. Alla fine degli anni ’20 dell’800 Cristoforo, armatore e commerciante come la maggior parte dei suoi compatrioti, muoveva da Trieste tre brigantini.
Spiridione studiò a Vienna, parlava correntemente tredici lingue e fu in contatto con il primo ministro britannico Gladstone e con Giuseppe Garibaldi. Coraggioso commerciante e armatore, le sue navi battevano le rotte del Mar Nero. Presidente della Comunità illirica per tre volte (1847, 1851 e 1854), nel 1850 affrontò il restauro, a cura dell’architetto Giovanni Berlam, del palazzo sul Canal Grande di Trieste che porta il suo nome. La facciata riprende il motivo ornamentale del Palazzo Ducale di Venezia, ed è arricchita da quattro sculture che rappresentano gli eroi della battaglia del Kosovo (1389): la zarina Milica, lo zar Lazar, il condottiero Miloš Obilić e la fanciulla del Kosovo, soccorritrice dei feriti.
Purtroppo una speculazione commerciale azzardata, durante la Guerra di Crimea (1853-1856), portò Spiridione Gopcevich al fallimento, fatto che nel 1861 lo spinse a togliersi la vita.
Suo figlio Spiridion Gopcevich (Trieste 1855-Vienna 1936) fu giornalista politico ed astronomo di fama mondiale anche se controversa.
Un altro illustre discendente della famiglia fu Marino Gopcevich (1899-1965), neurologo, che nel 1945 fondò a Trieste la divisione neurologica dell’Ospedale cittadino.