LE MILLE E UNA STORIA DI SIR RICHARD BURTON (1821-1890)
Vita nomade e fine triestina di un inglese d’oriente 


Inaugurazione: mercoledì 20 ottobre ore 18.30
ore 17.00 - proiezione del documentario Il leone e la leonessa. Vita di Sir Richard Francis Burton e di sua moglie Isabel di Riccardo Cepach

ore 17.30 - tavola rotonda su Richard Burton.
Interventi di Riccardo Cepach, Renzo S. Crivelli, Elisabetta D’Erme, Corinna Valentini, Michael Walton

Civico Museo Sartorio, Largo Papa Giovanni XXIII, 1
21 ottobre – 21 novembre 2010
Orario: dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 13, mercoledì anche 15-19, lunedì chiuso
Ingresso libero

Mostra documentaria
a cura di Riccardo Cepach e Michael Walton

Proroga
Biblioteca Quarantotti Gambini di via delle Lodole 6
Inaugurazione: martedì 23 novembre, ore 17
23 novembre -18 dicembre 2010
17 - 31 gennaio 2011
orari
: lunedì martedì e giovedì 15-19, mercoledì venerdì e sabato 9-13, chiuso la domenica


Il 20 ottobre di 120 anni fa (1890) moriva a Trieste, dopo una vita ricca di straordinarie avventure e caratterizzata da un gran numero di pubblicazioni, Sir Richard Francis Burton, console di Sua Maestà Britannica, viaggiatore, orientalista, traduttore, studioso. Burton è stato un uomo eccezionale sotto molti punti di vista: da un lato un perfetto rappresentante della sua patria e della sua epoca, – l’Inghilterra vittoriana – dall’altro una personalità originalissima e irripetibile. La sua biografia è di quelle che comunicano una vertigine tanti e tali sono gli ambiti nei quali si è provato e in cui, quasi sempre, ha trionfato: è stato un soldato nell’India coloniale, un esperto di scherma e di boxe, un arabista competente e appassionato (celebre per il suo pellegrinaggio alla città santa dell’Islam, La Mecca, travestito da arabo), un esploratore con decine di spedizioni al suo attivo fra cui, famosissime, quelle africane alla ricerca delle sorgenti del Nilo, uno straordinario poliglotta (i biografi gli attribuiscono la padronanza di un minimo di 20 fino a un massimo di 40 fra lingue e dialetti), un traduttore dal sanscrito, dall’hindi, dall’arabo, dal portoghese, dall’italiano (famoso soprattutto per le sue versioni delle Mille e una notte e del Kama Sutra), un antropologo, un naturalista, un archeologo, un diplomatico oltre che l’autore di molte decine di libri, opuscoli e articoli. Ma soprattutto è stato un instancabile viaggiatore che ha conosciuto buona parte dell’Asia sub-himalayana, molto Medio Oriente, tutta l’Europa, molte zone inesplorate dell’Africa Orientale e di quella Occidentale, buona parte dell’America del Sud e qualcosa di quella del Nord, fino a comprendere l’Islanda a Nord e Zanzibar a Sud.
Quella di Trieste fu l’ultima sede consolare che gli fu assegnata dal Foreign Office inglese e Burton vi soggiornò per diciotto anni, fra il 1872 e il 1890. Qui condusse un’esistenza molto più tranquilla e stanziale di quanto avesse fatto in tutta la sua vita precedente. Assieme alla moglie Isabel si dedicò principalmente alla scrittura di numerosi libri sulle sue esperienze di viaggiatore ed esploratore e alla traduzione di capitali opere della letteratura orientale, Le mille e una notte e il Kama Sutra su tutte. Ma, come sempre aveva fatto, dedicò interesse anche al territorio in cui viveva, pubblicando opuscoli e articoli sui castellieri dell’Istria, sulle terme romane di Monfalcone, sul porto di Trieste.