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- Rete Civica Trieste -

RESTAURO E INTEGRAZIONE della FONTANA DEI QUATTRO CONTINENTI
opera di Giovanni Mazzoleni 1751-1754
danneggiata e mutilata da atti vandalici

Martedì 30 giugno 2009 alle ore 18.30 a Trieste, in piazza Unità d’Italia verrà inaugurato il restauro e l’integrazione delle parti danneggiate e mutilate da atti vandalici alla presenza del Sindaco Roberto Dipiazza e dell’Assessore alla Cultura Massimo Greco.

L’intervento è stato realizzato grazie al generoso contributo di Fulvia e Fulvio Costantinides offerto alla città per ricordare Giorgio Costantinides.
Il restauro è stato curato dal Laboratorio restauri d’arte di Viviana Deffar e Donatella Russo Cirillo; le parti rimodellate e sostituite sono state realizzate da Giordano Sossi, con la direzione di Adriano Dugulin direttore Area Cultura e Civici Musei di Storia ed Arte che hanno competenza sui monumenti e le aree monumentali della città con particolare riguardo alle piccole manutenzioni a seguito di atti vandalici e alla creazione e collocazione di nuovi monumenti e lapidi e la supervisione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Demoetnoantropologici del Friuli Venezia Giulia

Durante l’inaugurazione, dopo i discorsi ufficiali avrà luogo un intervento di parole e musica a cura di Casa della Musica – Scuola di Musica 55.
L’attrice Ornella Serafini, accompagnata dalla musica di Angelo Comisso al pianoforte, leggerà “Acqua passata” di Carpinteri & Faraguna e “La fontana malata” di Aldo Palazzeschi.


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LA FONTANA DEI QUATTRO CONTINENTI A TRIESTE
opera di Giovanni Mazzoleni, 1751-1754

Per volontà dell’imperatrice Maria Teresa, i proventi sul dazio del pesce furono impiegati per coprire le spese di costruzione di un nuovo acquedotto necessario per dissetare la città in rapida espansione e soprattutto le aree di nuova edificazione del Borgo Nuovo o Teresiano.
Questo acquedotto fu compiuto nel 1751 e raccolse le acque che venivano intercettate dalle gallerie scavate nella collina d’arenaria retrostante il Capofonte di San Giovanni, presso la chiesetta dei Santi Giovanni e Pelagio. Da qui, le tubature passavano lungo il passeggio del Boschetto, proseguivano a monte del viale dell’Acquedotto (odierno viale XX Settembre) e infine giungevano ai tre pubblici sbocchi cittadini, dove vennero erette tre fontane monumentali realizzate dallo scultore bergamasco Giovanni Mazzoleni che, attivo a Venezia e a Gorizia, per l’occasione venne chiamato a Trieste:

- la Fontana del Giovanin nella piazza del Ponterosso (1753)
- la Fontana del Nettuno in piazza della Borsa (1755)
- la Fontana dei Quattro Continenti in piazza Grande, ora piazza dell’Unità d’Italia (1751-1754)

Secondo le disposizioni impartite dalle autorità, la principale, al centro della piazza Grande doveva rappresentare al mondo Trieste come città investita dai favori della fortuna, mercé il Porto Franco e la politica degli imperatori Carlo VI e Maria Teresa.
In cima a una piramide pietrosa, una figura alata, suonando la tuba, annuncia al mondo la fama dell’emporio nascente e si rivolge alla giovane Trieste, che sta adagiata sulle rocce del suo Carso e, circondata da casse, botti, balle di cotone e cordami, si volge ad un mercante in abiti orientali. Presso gli angoli, quattro statue simboleggiano i quattro continenti allora conosciuti – Europa, Asia, Africa e America –, accompagnati dalle allegorie dei loro fiumi principali, che riversano l’acqua da orci nelle quattro vasche della fontana.
L’aspetto rozzo della fontana, che fu molto criticato in tutte le epoche, venne ispirato al Mazzoleni dal naturalismo di gusto inglese e trova una precisa derivazione dalla fontana del Parnaso di Fischer von Erlach a Brno, che ricalca molto fedelmente.

Nel settembre 1938 la fontana venne completamente smontata e le sue pietre furono ricoverate nel Civico Orto Lapidario per essere rimontata nel 1970, ma non più al suo posto originario, in considerazione del fatto che ormai la piazza aveva mutato aspetto.
Il 10 ottobre 2000, nell’ambito della ristrutturazione dell’intera piazza, la fontana è stata spostata nuovamente al centro, riponendola in asse con il municipio.

Atti vandalici compiuti ripetutamente hanno spezzato e asportato le braccia dell’America e dell’Asia, mentre la notte del 15 maggio 2008 è stata staccata dal collo la testa della statua dell’Africa, che per fortuna non è stata portata via, ma recuperata e conservata dai Civici musei di storia ed arte. Rimessa al suo posto la testa e rimodellate le parti mancanti basandosi sulle più antiche testimonianze fotografiche conservate nella Fototeca dei Civici musei di storia ed arte, la fontana riassume il suo originario aspetto.