Il Civico Museo di Storia ed Arte - Orto Lapidario - Giardino del Capitano > storia: descrizione - scavi archeologici
Descrizione
L'area, nota
come Giardino del Capitano, ha forma rettangolare, è delimitata a
Occidente dall'edificio del Museo e a Settentrione dall'imponente
muraglione che sostiene l'Orto Lapidario. Questo muraglione ricalca
verosimilmente l'andamento delle mura urbane della Trieste trecentesca,
nelle quali, in corrispondenza dell'ingresso al Museo di via della
Cattedrale, si apriva la porta con torre detta di San Lorenzo (la stessa
che con ogni probabilità viene poi detta di San Servolo), una delle cinque
principali porte della città.
Sui lati Est e Sud l'area del Giardino
del Capitano è delimitata da mura con torri molto ben conservate, databili
al 1470 o alla prima metà del secolo XVI.
Nel tratto che si innesta sul
Museo, l'ampio scavo, condotto tra il 1927 e il 1932, permette di vedere
per una quarantina di metri le mura: sono in corsi regolari di pietra
arenacea, scandite sul lato interno da una serie
continua di archi che sorreggevano i camminamenti. Nell'angolo Sud-Est del
Giardino le mura conservano la porta, le torri pentagone e la merlatura.
Sono ora fruibili dal pubblico. Le torri e gli archi interni sono stati
interrati in seguito ai lavori di consolidamento della metà del
Seicento.
Le torri, in origine, dovevano essere internamente vuote, con
i loro ripiani collegati da scale.
Sulla linea del Museo correva il
terzo lato del quadrilatero murato; aveva un andamento mistilineo con una
torre e una rientranza in prossimità della porta di San Lorenzo. Il
Giardino del Capitano, addossandosi alle mura, creava uno sperone
rettangolare, un giardino fortificato con orti e frutteti, che allo stesso
tempo rinforzava come un barbacane le mura civiche e la porta di San
Lorenzo.
Secondo alcuni studiosi la costruzione delle mura del Giardino
rientra nei lavori di riedificazione della cinta e delle torri ordinati
nel 1470 dall'Imperatoreederico III, che nella stessa occasione fece
erigere in cima al colle di San Giusto anche la torre con annesso edificio
in cui prese residenza, da allora, il Capitano cesareo; ma i ripetuti
solleciti (richiesti ancora nel 1483) di portare a termine i lavori sulle
mura fanno pensare che l'opera non fu né veloce né forse mai
ultimata.
È più facile supporre che la costruzione appartenga alla
serie di interventi seguiti alla guerra (occupazione veneta 1508-1509) e
al terribile terremoto del 1511: infatti è documentato che dal 1520 il
Capitano cesareo Nicolò Rauber fece ricostruire le mura e potenziare il
Castello, a cui alla metà del secolo venne aggiunto il bastione detto
Lalio, posto proprio a protezione del lato Sud orientale della città,
subito a monte del Giardino del Capitano.
Inoltre la forma stessa delle
torri del Giardino, che sono pentagone e non più quadrilatere, fa
propendere per una datazione al XVI secolo.