Foiba di Basovizza e Centro di Documentazione > oggi


guaina metallica La prima sistemazione monumentale del pozzo minerario di Basovizza era una semplice lastra di pietra grigia segnata da una grande croce con sullo zoccolo riportato un passo della «Preghiera dell’Infoibato » dettata dall’arcivescovo Antonio Santin. Su un lato era stato alzato un cippo,opera di Tristano Alberti, raffigurante la sezione della cavità e le ipotetiche stratificazioni.

Nel corso del tempo il sito fu arricchito con una recinzione in muratura,piante ornamentali, cippi, un pilo porta-bandiera e alcune targhe in ricordo del punto in cui era custodito un elenco degli scomparsi in seguito alle deportazioni e delle visite dei presidenti della Repubblica.

Nel 1980 il sito ottenne il riconoscimento di “monumento di interesse nazionale ”,sottoposto a particolari vincoli di conservazione e cura.

Negli anni successivi il Comune di Trieste garantì una miglior sistemazione del sito di Basovizza che divenne col passare del tempo il principale memoriale per tutte le vittime degli eccidi nella Venezia Giulia, a Fiume e in Dalmazia del 1943,1944 e 1945.

Nel 1992 il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro dichiarò il pozzo “Monumento Nazionale ”.
Nel 2006 la lastra originaria è stata coperta con una guaina metallica su progetto dell’architetto Ennio Cervi sulla quale è stata innalzata un’impalcatura sormontata da una croce che ricorda la caratteristica biga utilizzata per le esplorazioni di molte foibe in Istria e sul Carso, opera dell’artista Livio Schiozzi.

Centro di documentazione

Il 10 febbraio 2008, all’interno dell’area monumentale,è stato inaugurato il Centro di documentazione, prezioso punto di riferimento didattico gestito dalla Lega Nazionale in convenzione con i Civici Musei di Storia ed Arte.