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Concorso di progettazione per la riqualificazione, il riutilizzo ed il restauro delle aree e degli edifici dell’ex tenuta Burgstaller già sede della caserma
“Monte Cimone” di Banne.


SOMMARIO

 

Premessa

La storia del comprensorio

La situazione attuale

Servizi a favore della popolazione

Realizzazione del canile sanitario e assistenziale, del gattile e di un polo zoofilo destinati ad ospitare complessivamente trecento animali

Servizi a rete ed infrastrutture.

Modalità di realizzazione dei lavori.

 

CANILE – PROGETTO PRELIMINARE

 


Relazione

 

 

 

Premessa

 

E’ intenzione del Comune di Trieste acquisire a titolo gratuito alcune realità appartenenti allo Stato e ubicate sul territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia, rientranti nelle categorie contemplate dall’art. 17, comma 65, della legge 127/1997. Tra questi immobili, è stata recentemente resa disponibile l’ex Tenuta Burgstaller di Banne, da ultimo sede della caserma “Monte Cimone”, dismessa all’inizio degli anni ’90 nell’ambito del piano di ristrutturazione delle nostre Forze Armate.

 

La storia del comprensorio

 

La Tenuta dei coniugi Bidischini – Burgstaller, il cui primo insediamento risale al XVIII secolo, si estendeva originariamente dal monte Belvedere, su cui attualmente è piantata un’antenna per la radio-televisione, a tutta la zona a Nord, fra la cresta e la località di Banne. Alla morte di entrambi i coniugi con il sopraggiungere della Grande Guerra, l’intera area fu affidata al governo austroungarico che la adibì a caserma. La stessa destinazione fu mantenuta dalle autorità italiane che edificarono nuove strutture con il conseguente insediamento di un vasto contingente di truppe che determinò per il vicino abitato di Banne un notevole sviluppo economico.

Trascorso il periodo del Governo Militare Alleato e con il ritorno nel comprensorio delle unità dell’Esercito Italiano, l’ex Tenuta Burgstaller è da ultimo divenuta sede della Caserma “Monte Cimone” fino alla dismissione degli anni ’90.

 

La situazione attuale

 

L’area occupata dal comprensorio di Banne presenta una complessa e differenziata tipologia di insediamenti. La realizzazione di qualsiasi intervento dovrebbe perciò essere strettamente legata alla possibilità di rispettare la struttura morfologica del territorio e di sfruttare adeguatamente, ottimizzandoli, gli spazi già costruiti. Allo stato attuale, più della metà dell’area è ancora integralmente occupata dal verde che presenta un’alternanza tra la tipica landa carsica e il bosco a pino nero caratteristico della zona, nella quale trovano un ideale habitat animali come fagiani, caprioli e cinghiali. Tutta la parte Sud occidentale del comprensorio in direzione del Monte Belvedere è infatti immersa nel bosco su cui si trovano soltanto tre garitte in prossimità del reticolato che segna, per quella parte, il confine della proprietà.

La maggior parte delle costruzioni è viceversa collocata nella parte Nord orientale, in prossimità dell’entrata principale del comprensorio e parallelamente alla strada vecchia per Opicina, la cosiddetta “camionale”. Qui si trovano infatti gli edifici sede del Comando e degli alloggi degli ufficiali e dei sottufficiali, che rappresentano la parte edilizia più antica del comprensorio. Questi sono articolati rispettivamente su tre e due piani che lasciano poi spazio da un lato, procedendo in direzione Nord-Ovest e costeggiando la stretta arteria che conduce alla frazione di Conconello, alla chiesetta di San Floriano e a dei magazzini, ben presto sostituiti da un ampio piazzale in cemento confinante con il bosco.

Dall’altra parte, in direzione Nord-Est, si trovano delle costruzioni ad un unico livello adibite al ricovero degli automezzi. Collegato a queste strutture, che peraltro occupano nella sostanza solo una piccola area, vi è un vastissimo spazio libero adibito, all’epoca del funzionamento della caserma, al ricovero, riparazione e circolazione dei carri armati che poi uscivano per le esercitazioni, in direzione dell’Area di Ricerca, dall’apertura situata a Sud-Est accanto a un piccolo deposito di munizioni.

Infine, la parte centrale del comprensorio è occupata da numerosi edifici ad un unico livello, con l’eccezione della piccola infermeria disposta su due piani. Queste costruzioni, separate tra loro da viali alberati pavimentati in cemento o asfalto, erano sede delle diverse Batterie, del refettorio, dei bagni e degli spazi ricreativi. Nella stessa zona è inoltre presente un anfiteatro in pietra ricavato da una dolina naturale.

Attualmente il bene demaniale si trova in cattivo stato di conservazione e subisce un continuo, irreversibile, degrado. A causa delle copiose infiltrazioni di acque meteoriche, alcuni edifici presentano il pericolo di caduta di parti di coperture e rivestimenti esterni sulla pubblica via, come rilevato anche dal sopralluogo tecnico effettuato recentemente dalla XII Direzione Lavori del Genio Militare di Udine.

Il comprensorio ha subito notevoli modifiche e parziali demolizioni avvenute durante il periodo di utilizzo da parte dell’Esercito. La locale Soprintendenza, a seguito di un sopralluogo compiuto in data 4 maggio u.s., ha ritenuto di vincolare, ai sensi dell’art. 6 del Decreto Legislativo n°490/99, l’edificio già sede del Comando di Reggimento disposto su tre piani, la costruzione a due piani adibita ad Infermeria e al Centro Trasmissioni, nonché la chiesetta di San Floriano. 

 

In considerazione delle descritte caratteristiche del comprensorio, l’Amministrazione Comunale indica le seguenti soluzioni di utilizzo della zona.

 

 

Servizi a favore della popolazione

 

 

Nello spazio attualmente edificato, situato al centro dell’immobile, dovranno essere previsti interventi a carattere socio- culturale anche connessi alla presenza di numerose famiglie, alcune straniere, di recente stabilitesi nella zona a seguito del sorgere e dello sviluppo del vicino comprensorio dell’Area di Ricerca quali: la costruzione di un asilo nido per 40 bambini da poter riutilizzare nel periodo estivo quale colonia, valutandone la fattibilità tecnica in un’apposita relazione (L. R. n. 32/1987), la realizzazione di un centro di soggiorno diurno per anziani con una capienza di una ventina di posti e una sezione del Museo di storia naturale per un’area, con riferimento ai soli spazi espositivi, di duecento metri quadrati dedicata alla riproduzione degli ambienti e delle caratteristiche morfologiche tipiche del Carso triestino.

Nella parte del comprensorio situata a Nord- Ovest ed attualmente occupata da magazzini e dall’ampio piazzale antistante il bosco potranno invece essere realizzati impianti sportivi, recuperando i campi da tennis e pallacanestro esistenti, dotandoli di relativi spogliatoi e docce, e costruendo una palestra al coperto tale da consentirne l’utilizzo contestuale ad una cinquantina di persone, nonché spazi riservati per l’associazionismo non solo della comunità di Banne ma anche per le altre associazioni culturali, in tutto una decina, le quali, previo versamento di un canone al Comune, potrebbero utilizzare tali spazi per riunioni e per manifestazioni culturali.

Un’area del complesso potrà inoltre essere adibita a magazzino di deposito dei carri realizzati dai paesi dell’Altipiano in occasione del carnevale di Opicina e a idonei spazi per collocare un congruo numero di chioschi enogastronomici in occasione delle sagre estive. Si dovrà inoltre procedere al recupero del locale contiguo alla chiesetta di San Floriano, già sede di un cinema per adibirlo a sala polivalente.

Per quanto riguarda la chiesetta di San Floriano, relativamente alla quale la comunità religiosa di Banne ha già sollecitato un intervento del Comune al fine di bloccarne il progressivo e irreversibile degrado, dovrà esserne previsto il restauro, in conformità al sopra ricordato vincolo posto dalla Soprintendenza per i B.A.A.A.A.S. del Friuli Venezia Giulia.

 

Realizzazione del canile sanitario e assistenziale, del gattile e di un polo zoofilo destinati ad ospitare complessivamente trecento animali

 

Il complesso dell’ex Caserma di Banne costituisce un sito ideale per realizzare una nuova struttura dotata di spazi idonei ad ospitare sia il canile assistenziale e sanitario che il gattile, al fine di risolvere in via definitiva, d’intesa con la locale Azienda per i Servizi Sanitari, il problema del ricovero degli animali.

A seguito di alcuni sopralluoghi effettuati poco più di due anni fa, la locale Azienda per i Servizi Sanitari ha espresso parere favorevole alla collocazione in tale area di un complesso destinato a canile assistenziale e sanitario che consentirebbe all’Amministrazione di adempiere alle prescrizioni della legge n. 281/1991 che, in materia di prevenzione e randagismo, attribuisce ai Comuni la funzione di ricovero e custodia degli animali abbandonati che non possono essere più soppressi. Data l’estensione dell’area in questione, inoltre, troveranno sistemazione all’interno del comprensorio altri servizi collegati a funzioni del Comune in materia di animali, quali ad esempio il cimitero per gli animali di piccola taglia ed un polo zoofilo.

Accanto al canile sanitario (cioè la struttura nella quale l’animale vagante, catturato o abbandonato, viene ospitato temporaneamente per gli accertamenti sanitari) per 25 posti ed al canile e gattile rifugio (destinato invece al ricovero di animali randagi), rispettivamente per 200 e 100 posti, si dovrà prevedere di attivare un servizio di pensione a costi contenuti tale da indurre i proprietari a ricoverare gli animali a pagamento piuttosto che abbandonarli. Per quanto riguarda alcuni particolari costruttivi di tali strutture, si mettono a disposizione dei concorrenti gli allegati studi già effettuati dall’Amministrazione. I concorrenti dovranno tener conto delle soluzioni operative in essi indicate al fine di realizzare delle strutture che garantiscono un livello di funzionalità non inferiore alle medesime.

Gli interventi in argomento costituirebbero uno strumento efficace ed importante nella prevenzione contro il randagismo.

Nella parte terminale del comprensorio in direzione Nord-Est, più precisamente in corrispondenza delle attuali costruzioni adibite al ricovero automezzi e al sopra ricordato enorme spazio dedicato, all’epoca, alla circolazione dei carri armati, dovrebbe trovare collocazione il polo zoofilo, costituito da un cimitero per animali di piccola taglia e da una zona riservata alla sgambatura dei cani, fruibile anche dai privati in mancanza di un’analoga struttura in città, un eventuale centro di addestramento e ad un percorso didattico-naturalistico che consenta di vedere gli animali che già vivono nella zona. 

Il cimitero destinato agli animali di piccola taglia, dovrà essere progettato come un vero e proprio giardino. La realizzazione di strutture simili ha riscosso già notevole successo in altre parti d’Italia, senza contare che si tratta di un’esigenza molto sentita da parte della nostra cittadinanza che ha più volte sollecitato un intervento in tal senso.

L’intera area riservata agli animali ed alle attività correlate dovrà essere dotata di tutti i necessari sistemi protettivi (es. barriere acustiche) richiesti dalla normativa vigente per garantire la contemporanea massima utilizzabilità delle altre zone del comprensorio.

Per la progettazione, soprattutto delle strutture all’aperto, si dovrà tenere conto delle particolari condizioni climatiche del sito, posto a 370 m.s.l.m. ed esposto al vento di Est-Nord-Est (Bora).

 

Servizi a rete ed infrastrutture.

 

L’intero comprensorio è collegato ai servizi a rete, escluso il gas per cui è prevista l’estensione della rete nel 2003, e gran parte dell’area risulta essere stata dotata di un sistema d’illuminazione dei percorsi interni sia pedonali che carrabili. Per quanto riguarda lo smaltimento delle acque reflue, finché la caserma era in servizio veniva utilizzato un depuratore, che scaricava le acque trattate in una vicina dolina, posto al di fuori del comprensorio oggetto del presente concorso. Di conseguenza dovranno essere previsti adeguati impianti autonomi di trattamento e smaltimento delle acque reflue, di riscaldamento oltre che l’adeguamento di tutti gli impianti che eventualmente si prevede di riutilizzare.

L’area dovrà essere inoltre dotata delle necessarie infrastrutture quali i parcheggi e di adeguata viabilità interna, quest’ultima dovrà tenere conto delle reali possibilità di accesso carrabile. A questo proposito si segnala la presenza del divieto di transito (L.R. 15/91) previsto per la strada sterrata che si snoda a sinistra dell’ingresso principale, e la necessità di non incentivare il passaggio delle macchine lungo la strada che collega l’abitato di Banne a quello di Conconello ed il centro città, in quanto l’arteria si presenta con una ridotta sezione ed attraversa parte del Parco del Carso.

 

Modalità di realizzazione dei lavori.

 

Tenuto conto dell’enorme ampiezza del comprensorio e della varietà degli interventi programmati, l’idea progettuale generale di tutte le opere da realizzare, dovrà indicare quelle che dovrebbero avere una priorità su tutte in quanto attinenti ai servizi generali (come ad es. la fognatura), oltre che inserire gli interventi oggetto della progettazione preliminare.

Il progetto preliminare e la soluzione ideativa devono dunque essere tali da prevedere la possibilità di suddividere il complessivo intervento in più lotti esecutivi distinti ed autonomi a seconda delle esigenze prioritarie da soddisfare, la cui realizzazione potrebbe avvenire, in base alle risorse finanziarie disponibili, o congiuntamente o scaglionata nel tempo, compatibilmente cioè con le disponibilità economiche recuperate.

 

                                                                                        Il Direttore di Area

                                                                                  (dott.ssa Giuliana Cicognani)

 


CANILE – PROGETTO PRELIMINARE

TAVOLA 1

TAVOLA 2

TAVOLA 3