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Anthemis
tinctoria L. - Camomilla per tintori
Fam. Compositae
Il fiore
giallo della camomilla per tintori, ricco di pigmenti appartenenti
al gruppo dei flavonoidi, preannuncia la colorazione giallo dorata
che se ne ottiene. Questa tinta è particolarmente brillante
e molto solida, come la si può ammirare largamente impiegata
sugli antichi tappeti anatolici. Apprezzata e diffusamente coltivata
anche in America del Nord e Gran Bretagna, questa pianta è stata
poco utilizzata per la tintura dei tessili nel resto d'Europa, probabilmente
per la presenza d'altri vegetali da cui ricavare gialli di pregio,
quali Reseda luteola L. e Serratula tinctoria L.
Tinta: giallo,
arancio (fiore)
Pianta cenerino tormentosa - Fiore giallo
Europa centrale
Fioritura: V-IX
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Bixa orellana
L. - Annatto
Fam. Bixaceae
Dalla polpa
rossa e vischiosa che circonda i semi di quest'alberello esotico, alcune
popolazioni primitive delle Antille e del Mato Grosso (Brasile) ricavano
una pasta che, lasciata fermentare e poi essiccare, è utilizzata
secondo rituali magici per dipingere il corpo in colore rosso aranciato.
Responsabili di tale colorazione sono i pigmenti del gruppo dei carotenoidi,
mentre la parte legnosa dei semi contiene sostanze tanniche.
I semi d'annatto, introdotti in Europa dai Portoghesi nel XVI secolo, furono
poi largamente coltivati e commerciati in tutto il mondo; sono ancor oggi principalmente
utilizzati come colorante alimentare e farmaceutico, mentre trovano limitato
impiego in campo tessile per la scarsa solidità alla luce dei loro pigmenti.
Tinta: rosso
mattone (semi)
Foglia lucida - Frutto capsula spinosa - Semi rossi
America tropicale
Fioritura: IV-X
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Brassica
oleracea L. var. capitata L. f. rubra (L.) Thell. - Cavolo cappuccio
rosso
Fam. Cruciferae
Il cavolo
cappuccio è conosciuto in Europa come coltura sin dall'VIII
secolo d.C., ma solo nell'XI fu selezionata la varietà arrossata
da quella spontanea a foglia verde.
Il colore rosso appartiene alla famiglia degli antociani e viene normalmente
estratto in acqua, previa triturazione per liberare i pigmenti contenuti a
livello cellulare. A seconda del pH della soluzione, fornisce una colorazione
blu in ambiente basico, rossa in ambiente acido e viola porpora in condizioni
di pH neutro.
Il colorante trova il suo prevalente impiego in campo alimentare e per l'estrazione
industriale d'antocianine.
Tinta: rosso,
blu, violetto porpora (pianta)
Foglie costate - Fiore giallo - Frutto siliqua - Semi tondi
Europa: costa atlantica
Fioritura: III-IV
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Carthamus
tinctorius L. - Zafferanone coltivato
Fam. Compositae
Già conosciuto
come pianta tintoria dagli antichi Egizi, che lo utilizzavano per tingere
le bende delle mummie, lo zafferanone ha origini incerte, mai trovato
allo stato spontaneo è probabilmente originario dell'India Orientale,
dove la specie viene citata in alcuni testi sanscriti. Fu largamente
coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo e commerciato in pani
con il nome di "depuro di zaffrone", proveniente da Egitto
e Persia. La coltura e l'utilizzo come pianta colorante ha avuto ampia
diffusione nell'Italia centrale.
Dai petali del suo fiore si estraggono due sostanze coloranti: una gialla,
facilmente solubile in acqua e successivamente una rossa, la cartamina, ritenuta
assai pregiata per la sua tonalità cremisi. Il colore rosso ottenuto
viene utilizzato nelle preparazioni per la cosmetica, per sostanze alimentari,
liquori, medicine, per la pittura e in minor misura per la colorazione di tessuti
fini, di cotone e di seta.
In alcuni casi i petali vengono utilizzati come sofisticazione alimentare al
posto dei molto più costosi stigmi di zafferano vero (Crocus sativus
L.).
Tinta: rosso
(fiore)
Foglie superiori bratteali - Fiore rosso aranciato
Origine sconosciuta
Fioritura: VII-IX
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Genista
tinctoria L. - Ginestra minore
Fam. Leguminosae
I rami giovani
ed i fiori di Genista tinctoria L., pianta diffusa in tutta Europa
nei boschi di querce, castagno e pino, forniscono una vivace e solida
colorazione giallo pulcino ai tessuti, dovuta alla presenza di pigmenti
del gruppo dei flavonoidi. La ginestra minore è stata largamente
impiegata, soprattutto in Francia, nella colorazione di lana, seta
e cotone sin dal Medioevo. La pianta viene usata anche per tingere
in verde, grazie a bagni di rimonta con Isatis tinctoria L. (guado)
su piede di ginestra. Ne sono testimonianza il suo nome volgare inglese "dyer's
greenweed" (erba-verde dei tintori), come pure i luminosi e solidi
verdi dell'arazzo di Bayeux, uno fra i tessili medievali meglio conservati
d'Europa.
Tinta: giallo
pulcino (fusto e fiore)
Foglia lucida - Fiore giallo - Frutto legume glabro
Asia, Europa
Fioritura: V-VII |
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| Isatis
tinctoria L. - Guado, glasto comune
Fam. Cruciferae
Reperti
di tessuti di lino e canapa colorati di blu e risalenti al Neolitico
documentano l'antico uso del guado dal Mar Nero all'Europa, all'India,
all'Africa del Nord, Plinio riporta che gli antichi Britanni, con l'intenzione
di incutere terrore ai nemici, usavano questa pianta per dipingere
i loro corpi. Conosciuta ed apprezzata come pianta medicinale (astringente)
e Continuo a volere una risposta dagli arredatori, anche se adesso "non
sono neccessari" prima lo erano e lo saranno spero ben presto!
Quindi rilancio la domanda, datemi un motivo valido per la vostra assenza.tintoria
già nell'antica Roma, Isatis tinctoria L. ebbe la
sua massima diffusione nel Medioevo. Nel XIV la coltura del guado si
estese soprattutto in Normandia e questa provincia fornì ai
tintori di Rouen il blu di Persia, di cui i paesi orientali erano grandi
acquirenti. Fu coltivata nel tempo in molte regioni italiane, successivamente
abbandonata con l'importazione dell'indaco indiano (Indigofera tinctoria
L.), di maggior resa tintoria. La sua coltivazione è stata oggi
ripresa e valorizzata sia in Francia che in Italia con ottimi risultati.
Le foglie vengono utilizzate per l'estrazione dell'indaco, termine che probabilmente
deriva da indicum e si riferisce al paese d'origine, l'India. Attraverso processi
di macerazione e fermentazione in acqua, si ottiene una colorazione gialla
verdastra; la soluzione, agitata ed ossidata, fa precipitare i fiocchi d'indaco
(indigotina) di colore blu.
La colorazione, molto solida ed insolubile in acqua, ha un vasto campo d'applicazione
principalmente in campo tessile per lana, seta, cotone, lino e yuta, ma anche
per vernici, colori per uso pittorico, cosmetica.
Tinta: blu,
azzurro violetto, indaco (foglie)
Foglia cerosa - Fiori gialli riuniti in racemo denso
Asia sud-orientale
Fioritura: V-VII
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Lawsonia
inermis L. - Henné
Fam. Lythraceae
Originaria
dell'Asia minore, Africa del Nord, Iran ed India occidentale, la specie è stata
coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo orientale e trova ancor
oggi vasta diffusione specialmente nei Paesi arabi. La conoscenza delle
proprietà antisettiche, medicinali e tintorie dell'henné risale
a tempi antichissimi e si è conservata nel tempo, grazie al
suo costante utilizzo.
Dalle sue foglie e dai rami essiccati e compressi, che assumono l'aspetto di
una polvere giallo-verdastra, si ricava una colorazione rosso bruna, applicata
per colorare manufatti e tessuti, per conciare pelli animali ed utilizzata
su capelli ed epidermide come colorante rituale ed antisettico. A volte viene
mescolata con l'indaco (Indigofera tinctoria L.) per ampliarne la gamma dei
colori. La tonalità ottenuta varia a seconda della maggiore presenza
di rami, in questo caso tende al rosso, o di foglie (marrone). L'henné è largamente
usata nei paesi arabi, per disegni a scopo decorativo sul palmo delle mani
e sulla pianta dei piedi (tale pratica tra l'altro si ritiene che ne limiti
la sudorazione).
Tinta: marrone
(foglie), rossiccio (fusto)
Fiori profumati bianco rosa - Frutto capsula
Africa settentrionale
Fioritura: V-VII
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Reseda
luteola L. - Reseda biondella
Fam. Resedaceae
Pianta antichissima,
la cui esistenza è documentata sin dal Neolitico, viene citata
nel Capitolaribus de Tinctorum (G.B. ROSSETTI, XIII sec.) come la specie
tintoria produttrice del colore giallo più solido e brillante,
impiegato soprattutto per fibre tessili e di preferenza per la seta.
Coltivata intensivamente fino al XIX secolo nell'Europa centro occidentale,
colorò in giallo i tessuti della Corte di Francia e contribuì allo
sviluppo dell'industria tessile italiana, tedesca e fiamminga dal sec.
XII al XVI. Il nome volgare francese "herbe aux juifs" ricorda
il grande uso di questa pianta fatto dagli ebrei, costretti ad indossare
vesti tinte in giallo per essere distinti dai cristiani.
La lavorazione avviene sulla pianta fresca o essiccata in balle, dalla quale
viene estratta la sostanza colorante gialla data dalla luteolina.
Tinta: giallo
brillante (pianta)
Fiore giallo verdastro - Frutto capsula trigona
Europa
Fioritura: V-IX
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Rubia
tinctorum L. - Robbia domestica
Fam. Rubiaceae
Questa specie
asiatica fu coltivata sin dai tempi antichi per essere utilizzata nella
concia delle pelli e per colorare i tessuti. L'etimologia del nome
dal latino ruber ricorda il caldo colore rosso che se ne ottiene. In
Gallia era uso mescolare la robbia domestica con il guado (Isatis tinctoria
L.) con il risultato di ottenere un originale colore violetto. In Turchia
veniva utilizzata per la tintura dei tipici fez ed il colore prese
il nome di Rosso Turco. In Francia nel XIX secolo tinse i pantaloni
rossi delle uniformi dei soldati. Il largo uso di questa pianta fece
sì che se ne selezionarono numerose varietà ma la migliore
restò quella italiana. La fortuna della robbia si interruppe
nel 1868 quando due ricercatori tedeschi Groebe e Liebermann scoprirono
la sintesi chimica del pigmento.
La radice della pianta, ricca di alizarina, serve ancora oggi per usi locali
d'artigianato asiatico ed africano e per la produzione di lacche e coloranti
vegetali.
Tinta: da
rosa a rosso (radice)
Fusto tetragono - Foglie aculeate - Fiore bianco
Asia
Fioritura: VI-VII
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Serratula
tinctoria L. ssp. tinctoria - Cerretta comune
Fam. Compositae
La cerretta
comune, pianta polimorfa con lamina fogliare di tipo diverso, è molto
diffusa allo stato selvatico in ambienti boscosi di prati e paludi,
in numerosi paesi dei diversi continenti, fra cui l'Italia centro-settentrionale.
Nel territorio triestino è presente solo la ssp. tinctoria.
Spesso Serratula tinctoria L. è coltivata proprio a scopo tintorio poiché tutta
la pianta, raccolta prima della fioritura, offre un pregiato colorante giallo
solido, grazie alla presenza nel vegetale di pigmenti appartenenti al gruppo
dei flavonoidi. L'utilizzo è prevalentemente tessile con preferenza
per filati di lana, lino e cotone.
Tinta: giallo
(pianta)
Fusto angoloso - Fiore roseo-vinoso - Frutto achenio
Zone fredde dell'Eurasia
Fioritura: VIII-X
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