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In posizione felice dal punto di vista scenografico, la chiesa si specchiava nell'acqua con il suo pronao monumentale fino all'interramento di una parte del canale, avvenuto nel 1934.
L'attuale edificio sostituisce uno ben più modesto risalente al 1776, non gradito alla popolazione, che non era sufficiente a contenere i fedeli, sempre più numerosi, residenti nella "città nuova", e che ormai non era più consono allo sviluppo architettonico di tutta la zona.
Per questi motivi nel 1808 viene indetto un primo concorso al quale presentano progetti Pietro de Grandi, Ulderico Moro, Matteo Pertsch e Pietro Nobile: è il progetto di quest'ultimo che viene preferito. Una delle condizioni imposte dal bando era di conservare parte della struttura muraria del manufatto precedente. Ma nulla segue a causa del terzo intervento francese (1809-1813) e tutto è rimandato nel tempo. Nel 1823 si riapre un altro concorso che vede partecipare l'I.R. Direzione delle Fabriche di Trieste, il K.K. Hofbaurath di Vienna, gli architetti Pietro Nobile, allora residente a Vienna, Carlo Amati e Francesco Lazzari di Venezia, Matteo Pertsch e Giovanni Righetti già operanti a Trieste e i giovani Giovanni Battista de Puppi e Zecchini Leonelli. Viene scelto il disegno di Nobile, quello giudicato, in una lunga relazione, il più consono sia per la conformazione della pianta sia per l'aspetto monumentale di tutto il complesso. Soltanto nell'aprile del 1842 la nuova chiesa, seppure non completata in tutte le sue parti, viene aperta al culto e sette anni dopo adibita ufficialmente alle cerimonie sacre.
Per questo edificio che si vuole non solo come il "Tempio", ma anche come il monumento alla potenza della "città nuova" ormai in piena espansione, Nobile adotta alcune soluzioni di particolare interesse. Lo spazio a disposizione, molto ristretto, gli suggerisce di preferire una pianta a forma di parallelogramma, che comprende tutto il corpo della chiesa, memore nella sua forma di analoghe planimetrie di terme, di basiliche romane e di templi greci. Proprio a quest'ambito artistico Nobile si richiama per l'impostazione della facciata a sei colonne ioniche, riprese dal Portico di Minerva Poliade ad Atene; il soprastante attico è decorato da sei statue di Francesco Bosa e le colonnine dal fusto liscio, ma scanalato alla base e al capitello, richiamano motivi del tempio di Apollo a Delo. Al centro campeggia la cupola ellinica e sul retro dell'edificio sono collocati due campanili che fanno corpo unico con la costruzione. Il motore dell'ispirazione rimane per Nobile, come per gli altri architetti di questo periodo in analoghe costruzioni, il Pantheon.
L'esterno ha subito delle mutazioni rispetto al progetto iniziale, poiché non sono state realizzate le statue che avrebbero decorato il prospetto e i lati della chiesa, il bassorilievo nel timpano e altri particolari ornamentali. Più fedele è l'interno a navata unica, con due passaggi laterali, che conferisce ampiezza spaziale in sintonia con l'architettura bramantesca e con quella rappresentata da Raffaello negli affreschi delle Stanze Vaticane (Walcher, 1967). Sei colonne con capitello ionico alternate a paraste e i sottarchi decorati acassettoni dipinti guidano t'occhio all'abside ornata nella parte semicircolare da un affresco di Sebastiano Santi raffigurante l'ingresso di Gesù a Gerusalemme la domenica delle palme 11836).abile progetta anche l'assetto dell'altare e della mensa, n due angeli a bassorilievo, sormontata da un tempiet aperto a cupola, sorretto da colonne corinzie; forma, lesta, impiegata in altre chiese del periodo, in partico e nell'ambito.,tombardo. sei pale, incorniciate dagli altari che raffigurano m'Anna che educa lavergine (Michelangelo Grigolet ,-la presentazione al tempio (Felice Schiavoni), Saneppe (Johann Schonmann), Sant'Antonio (Odorico),la passione di Eufemia, Tecla, Erasma e Dorotea udovicoLipparini), il Crocifisso (Ernest Tunner). .Inserita nel progetto presentato al secondo concorso, la scala di accesso alla sacrestia mostra una pianta semi circolare con due colonne lisce che si ripetono per tre piani. Interessante il capitello della colonna non molto slanciata, dall'echino dilatato, ripreso da modelli pe stani.
Per la decorazione della chiesa di Sant'Antonio Nuovo, Domenico Rossetti e Pietro Nobile avevano oreso con tatti con lo scultore Antonio Bosa fin dal 1826: Il progetto iniziale era molto ambizioso: esso comprendeva un bas sorilievo, rappresentante la religione, nel timpano della facciata principale e diverse statue per entrambe lefac ciste e i lati della chiesa. `Per varie vicende questo progetto non venne rea .lizzato. Parecchi anni dopo, nel 1842, quando il tempio fu com pletato, la facciata principale venne ornata da sei statue scolpite dal figlio di Antonio Bosa; Francesco (1803 ti1 870). Esse dovrebbero rappresentare i santi protettori della città; San Sergio, San Servolo, Sant'Apollinare, San Giusto, Santa Eufemia e Santa Tecla.In queste statue manca la ricerca della bellezza e dell'ar monia che contraddistingue l'opera paterna: c'è meno scioltez,za e una maggiore semplificazione delle for me.È certamente di fattura migliore, nella cura dei particolari e nell'eleganza del panneggio, il bassorilievo sull'altare maggiore rappresentante due angeli ai lati del taberna colo, eseguito dallo stesso Francesco.La mancata presenza del progettista, l'estremo dilatarsi nel tempo dei lavori di costruzione e le ricorrenti difficol tà economiche vengono in parte superate grazie all'inte ressamento di Domenico Rossetti che mantiene anche un contatto epistolare continuo con Nobile a Vienna. Per questo edificio che si vuole non solo come il «Tempio», ma anche come il monumento alla potenza della «città nuova» ormai in piena espansione, Nobile adotta alcune soluzioni di particolare interesse. Lo spazio a di sposizione, molto ristretto, gli suggerisce di preferire u na pianta a forma di parallelogramma, che comprende tutto il corpo della chiesa, memore nella sua forma di a naloghe planimetrie di terme di basiliche romane e di templi greci. Proprio a quest'ambito artistico Nobile si ri chiama per l'impostazione della facciata a sei colonne ioniche, riprese dal Portico di Minerva Poliade ad Atene; il soprastante attico è decorato da sei statue di Francesco Bosa e le colonnine dal fusto liscio, ma scanalato al la base e al capitello, richiamano motivi del tempio di Apollo a Delo. Al centro campeggia la cupola ellittica e sul retro dell'edificio sono collocati due campanili che fanno corpo unico con la costruzione. Il motore dell'ispirazione rimane per Nobile, come per gli altri architetti di questo periodo in analoghe costruzioni, il Pantheon.
Dove:
Piazza S.Antonio Nuovo

Come:
autobus n. 9-10-11-17- 18