From:
Assisi boys & girls
To: Oratorio Salesiani Trieste
Object: Campo Mobile nei luoghi di S. Francesco
Lunedì 16/08/99
PARTENZA: ore 850 da
Trieste
viaggio via Rimini, Riccione e chi più ne ha più ne metta.
DESTINAZIONE: Gualdo Tadino presso i Frati Zoccolanti.
La parte formativa del campo è cominciata già in treno quando alla ridente stazione di
Riccione, don Ico ci ha consegnato il foglio con il primo tema: SCEGLIERE.
Poi alla sera durante la Messa abbiamo condiviso le nostre riflessioni con un folto
pubblico di anziane che assistevano.
Martedì 17/08/99
SVEGLIA: ore 600 (!!!)
e
alle 730 stavamo già seguendo i passi di S. Francesco sul monte
Subasio, luogo in cui il santo amava spesso andare a pregare e riflettere; così anche noi
ci siamo presi del tempo personale (5 ore
) per immergerci nella natura e
"guardarci dentro" anche se distratti da greggi di pecore invadenti, tori
infuriati e mosce a go-go. La sera abbiamo dormito allaperto sotto le stelle cadenti
e un silenzio incredibile rotto solo dalle nostre voci.
Mercoledì 18/08/99
SVEGLIA: ore 700
la
notte alla ghiaccio ci ha inumiditi fino alle ossa ma noi imperterriti dopo le lodi siamo
ripartiti per lEREMO delle CARCERI. Lungo il viaggio dovevamo accudire (come buone
madri) uno del gruppo pescato a sorte la mattina prima di partire. Qui siamo stati guidati
da un frate che ci ha mostrato il luogo; qui san Francesco si recava a pregare nei boschi
e nelle grotte, prima da solo e poi con i primi discepoli
poi alla sua morte è stato
costruito un convento. Sempre allEremo cè stato proposto il tema del giorno:
la LIBERTA. Dopo pranzato siamo ripartiti per Assisi dove ci siamo sistemati
e
lavati!!! Poi ci siamo recati nelle chiesetta di S. Damiano per i Vespri recitati
assieme alla comunità dei frati minori. Alla sera abbiamo condiviso riflessioni e
provocazioni raccolte durante tutto larco della giornata a riguardo della libertà.
Giovedì 19/08/99
SVEGLIA: ore 700
dopo
una sana e "robusta" colazione ci siamo recati alla basilica di S. Francesco
dove abbiamo ricevuto delle provocazioni sulla vita del santo da padre Egidio, frate
conventuale francescano. In seguito abbiamo visitato la basilica e meditato davanti alla
tomba di S. Francesco. Al pomeriggio ci siamo recati nella chiesa di S. Maria degli Angeli
nel cui interno è posta la chiesetta della Porziuncola (risalente ai tempi di S.
Francesco) e il luogo in cui il santo è morto.
Nella seconda parte del pomeriggio cè stata data via libera a smodate compere e
mangiate mega-galattiche, mentre i "capi" erano scomparsi in un bar. Alla sera
ci siamo ritrovati per parlare più approfonditamente della VOCAZIONE cercando di
finalizzare la nostra attenzione sul cammino fatto fino ad adesso e sulle difficoltà
incontrate.
Venerdì 20/08/99
SVEGLIA: ore 700
auguri,
tanti auguri a Bobo tanti auguri
e in programma cinque ore di cammino
senza, però, i nostri bene amati zaini!
Obbiettivo è la cittadina di Spello. Nel viaggio abbiamo cercato di concretizzare il
lavoro di questi quattro giorni scrivendo una lettera in cui erano fissati i nostri
impegni personali per il cammino del prossimo anno. Il deserto è stato interrotto dalla
presenza di una grande star internazionale (!): Lello Arena.
Allora di pranzo siamo giunti e ci siamo sistemati in una fattoria in cui vivono tre
famiglie comunitariamente, condividendo fatiche e gioie della dura vita dei campi. Al
pomeriggio abbiamo scritto la sintesi del campo (
che ancora adesso in treno verso
Trieste stiamo concludendo). Come degna conclusione del campo abbiamo vissuto il dono
dellEucarestia, durante la quale abbiamo pregato per lesperienza vissuta e
ringraziato il Signore per il suo ultimo dono: don Roberto.
Prima della cena Rand, uno della fattoria, ci ha presentato i suoi campi e, soprattutto le
sue zucche
ad Erika è piaciuto molto tutto ciò: ma non si sa se le piacevano di più le
zucche o gli occhi cerulei del cow-boy umbro.
Ultima cena
auguri, tanti auguri a Bobo, tanti auguri
ma non è finita qui, i
cambusieri Elena ed lia hanno offerto: brodino(!), frittata, patatine, brachetto (!!!),
Coca Cola, ciambelle, anguria!!!!!!!!!
Prima della buona notte ci siamo riuniti per lultima volta per lodare e ringraziare
il Signore attraverso delle semplici preghiere personali.
Sabato 21/08/99
SVEGLIA: ore 630, sveglia
bagnata sveglia fortunata. Visto la difficoltà a trovare le docce, il Signore ha pensato
bene di lavarci tramite il cielo, ma neanche questa difficoltà ha fermato i nostri eroi
(in verità sono cadute solo 2 gocce). Prima della partenza abbiamo ringraziato le
famiglie per lospitalità facendo anche una foto ricordo (contenta Erika?).
Ora siamo sul treno che sfreccia verso Trieste dopo aver viaggiato per unora in un
EuroStar tanto gremito che abbiamo dovuto sederci per terra, anche se i biscottini che ci
hanno offerto erano buoni.
Per concludere ringraziamo Elena ed Elia per la loro grande disponibilità; i Salesiani
don Ico, don Bobo e Claudio SdB per il loro esempio di santità, Damiano e Francesca per
il loro amore materno e tutti quelli che abbiamo incontrato nel nostro cammino.
Quelli del Campo Mobile
ovvero Paola, Elena , Erika , Ettore, Lorenzo, Berto, Lone, Demelzia, Franca
|
| 08:30 - Ritrovo in stazione.
08:58 - Partenza.
Lancio di "La parola si, ma per ciò che conta".
17:45 - Arrivo a Gualdo Tadino.
Sistemazione.
Dopo cena incontro sul Tema : La scelta.
17/08/99
Spostamento a Pontecentesimo con il treno.
Sentiero degli Ulivi.
Madonna della Spella.
Lancio del silenzio.
Deserto sul monte Subasio con spunti per la riflessione
personale.
Pranzo dal sacco. Preparato dallo Staff.
17:00 - Accoglienza in cima al monte.
17:30 - Messa.
Cena insieme sulla cima o dintorni.
Serata di condivisione delle riflessioni fatte.
Nanna in tenda o fuori.
18/08/99
Lancio della giornata dei folletti
Personali.
Discesa verso Assisi.
Visita alle carceri con spazio per riflettere e/o condividere.
Pranzo dal sacco.
Arrivo ad Assisi, lavaggi e sistemazione.
Vespri a San Damiano.
.Cena.
Serata sul tema: Libertà, siamo liberi di scegliere, liberi di
comprometterci.
19/08/99
Lancio dei folletti collettivi.
Incontro sul Tema: Vocazione, la strada della felicità.
Rilettura dellintervento.
Pranzo.
Visita ad Assisi, mostra vocazionale, tour sui luoghi di San Francesco.
Cena.
Rilettura del campo.
Inizio della lettera.
20/08/99
Spostamento a Spello.
Pranzo.
Stesura della lettera.
Cena.
Serata di festa "fino allalba".
21/08/99
10:09 - Partenza da Spello.
Pranzo dal sacco.
18:49 - Arrivo a Trieste.

SCELTA
Oggi non è
facile per un giovane scegliere, non è facile lesercizio della coerenza. Perché? I
giovani sono figli di società non più unitaria nei suoi presupposti culturali, ma di una
società articolata e incerta. Il giovane d'oggi non definisce la sua identità a partire
da appartenenze forti, dalle appartenenze ad istituzioni specificamente preposte alla
funzione educativa. Il giovane sta in queste realtà: famiglia, scuola, gruppi di
appartenenza diversi, lavoro, ma sta in molte altre realtà. In termini soggettivi, siamo
di fronte ad una generazione che attribuisce molto valore alla molteplicità delle
esperienze. Oggi si ritiene più interessante, più valido soggettivamente il fare molte
esperienze più che condurre la propria vita con un unico polo di riferimento, più che
vivere un'appartenenza in modo totalizzante. Lunivocità di appartenenza viene
considerata dal giovane come intrinsecamente povera di quegli stimoli culturali ed
esperienziali che egli giudicherà ricchezze per la propria personalità. Una persona
abituata a spartire la propria vita in molte appartenenze, a non avere più un baricentro
rischia di dissociarsi. Basti un esempio: la sensazione che il tempo sia una risorsa
scarsa rispetto alle molte opportunità che si hanno a disposizione. Questa situazione
determina una condizione di "fedeltà passiva in cui la persona è presente in un
impegno ma mai totalmente identificata con esso. Dal punto di vista educativo questo
orientamento alla dissociazione rende assai arduo operare delle scelte coerenti, forti,
coinvolgenti. È proprio la scelta coerente, l'opzione fondamentale che è difficile,
problematica per i giovani perché questa scelta, viene vista come qualcosa che fa perdere
opportunità, che preclude esperienze e possibilità, che obbliga in ambiti ristretti. Le
scelte oggi devono essere non più irreversibili ma reversibili. Il più delle volte si ha
a che fare con un giovane più disponibile, più tollerante, ma in qualche modo meno
facilmente afferrabile, meno coinvolgibile su proposte di coerenza, è un giovane che può
fare molte esperienze senza essere totalmente identificato, che ha il distacco da
appartenenze impegnative, che matura atteggiamenti di selettività, che diventa lui il
filtro, il giudizio di ciò che lo interessa. Così il valore della coerenza finisce per
offuscarsi.
Siamo quello che decidiamo di essere
La proposta evangelica comporta una scelta
coerente, una decisione, una presa di posizione che ha il carattere della radicalità.
Già nell'Antico Testamento Dio è presentato come Dio geloso che non accetta di avere
accanto a sé altri idoli, chiede invece la piena dedizione del suo popolo. Notiamo la
formula dell'Alleanza: IO SONO IL VOSTRO DIO E VOI SARETE IL MIO POPOLO. Si tratta di una
formula di reciprocità. Proprio perché Dio è per noi, incondizionatamente, chiede al
suo popolo eguale dedizione. Siamo anche noi chiamati a scegliere se servire il Signore
oppure no: "Se vi dispiace servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire..
Allora il popolo rispose: Lungi da noi l'abbandonare il Signore per servire altri
dei...(Giosuè 24). E nel Nuovo Testamento Gesù chiede una scelta per lui e per il
vangelo: "Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria
vita per me, la salverà ~ Lc 9,23ss.; 57ss; 14,25ss
L'episodio del giovane ricco (Lc18,1~) si conclude
con una domanda di Pietro che esprime una diffidenza che può esser in noi di fronte alla
radicalità della coerenza: "Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo
seguito. E Gesù rispose: In verità vi dico non c'è nessuno che abbia lasciato
casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il regno di Dio che non riceva molto più
nel tempo presente e la vita eterna nel tempo che verrà cfr. Matteo 19,16 ss.
In altri termini la radicalità nel seguire Gesù
e il Vangelo se a prima vista sembra perdita, spoliazione, abbandono di opportunità e
quindi impoverimento umano, in realtà è condizione di grande ricchezza, di grande
pienezza.
Don Giuseppe Grampa
Il giovane ricco
Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse:
"Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?". Egli
rispose: "Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi
entrare nella vita, osserva i comandamenti". Ed egli chiese: "Quali?".
Gesù rispose " Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare
il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso". Il giovane
gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?". Gli
disse Gesù: "Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai
poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". Udito questo, il giovane se
ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
Francesco era giovane, era ricco.
RIFLESSIONE
PERSONALE
Oggi ti viene chiesto di guardarti dentro, di
vuotarti come un sacco, di mettere per terra tutte le tue cose e di guardarle onestamente
senza falsità, senza prenderti in giro, senza filtrare la tua persona con la nostra
cultura.
Fermati lungo il sentiero, nasconditi un po se riesci, lascia che Gesù si sieda
accanto a te, non aver paura.
Prova a pensare al motivo per cui lui è morto in croce, pensa al suo messaggio, cerca di
lasciare che il tuo cuore trovi la sostanza delle cose semplici che Gesù ci ha detto.
Aiutati tranquillamente con il Vangelo.
Ora che hai da una parte la tua vita poggiata a terra e dallaltra la proposta di
questo Amico, vedi un po cosa si può fare per rendere Dio più felice di te.
Aiutati con gli spunti di ieri e con le riflessioni emerse in serata.
Quali scelte hanno cambiato la tua vita?
Come le hai affrontate, paure, difficoltà?
Cosa hanno cambiato?
Quale scelta ti piacerebbe fare? E perché?
Le scelte di oggi, più sono importanti e più
porte chiudono nel tuo domani, impegnano il domani, lo coinvolgono,
La vita di Francesco ci racconta di scelte molto
radicali, che gli stravolgono la vita.
Ti capita di aver paura di questo tipo di scelte, di aver paura di non essere sostenuto da
chi ti sta vicino, di non essere nemmeno compreso da chi ti sta vicino e per questo
rinunciare?
Quante modi conosciamo per giustificare le nostre scelte incoerenti, quante volte troviamo
il modo di schivare le scelte coerenti perché la società, gli altri, la cultura
Che messaggio ci mandano Gesù, Francesco, Giovanni Bosco, e gli altri?
La paura , la mancanza di coraggio nel dire quello che penso, che sono , che vorrei
essere. Paura di perdere la faccia, il consenso. Paura di scoprirmi, di essere giudicato e
giudicato malamente, di essere ridicolizzato. Viene messa a nudo la mia convinzione
debole, la mia scelta debole. E la pigrizia? Di rimandare ad altri o ad altre circostanze,
laffermazione di un principio, di un opinione. La fretta di voler ottenere dei
risultati che mi fa abbandonare , alla prima sconfitta, la strada che mi sono scelto per
arrivare ad una meta in cui credo.
Invece di cercare di cambiare, di convertirmi, di superare gli ostacoli , di muovermi, mi
fermo. Arrivo così allimmobilismo. Al così fan tutti e il circolo si chiude.
Saper scegliere tra il bene difficile e il male facile, che tutti seguono, che rientra
nella natura delluomo, questo è un problema.
Giocare te stesso, tutto, completamente, sempre.
Giocare te stesso, quando serve, come serve, non più di quanto facciano gli altri.
Prega
Dio di aiutarti, poi apri il Vangelo tre volte leggi ogni volta la prima cosa che vedi e
confrontati con le parole di Gesù.
Cerca, scorri nel Vangelo, qualcosa che ti
possa stimolare nella riflessione.
LIBERTA'
"Volli essere ricco come mio padre Bernardone,
banchettare con gli amici, cantare i godimenti damore. Ma sentii che tutto era
vanità.
Sognai di essere un principe guerriero e conquistare nelle Puglie molti onori. Ero già in
cammino quando compresi che tutti i signori del mondo non sono niente più che vassalli,
nessuno mi avrebbe fatto più grande o migliore.
Entrai allora nellabbazia per fare penitenza, lavorare e pregare. Lo Spirito mi fece
comprendere che non era il posto per me.. Dio voleva essere servito sulle strade dei
poveri piuttosto che nella stabilità monumentale dei monasteri. Ascoltai più a fondo la
volontà di Dio. Conobbi le lacrime dellangustia, la disillusione degli amici e la
perplessità dei genitori. Sentii fino in fondo il richiamo della libertà. Fu allora che
scoprii il Vangelo.Il Vangelo mi da la libertà dei pazzi e dei bambini. La libertà
evangelica, fratello mio, ti permette di digiunare e di interrompere il digiuno per
mangiare con il fratello che grida di notte:" muoio di fame ", ti invita ad
apprezzare la tradizione e ad aprire strade nuove, a parlare con i ricchi e a baciare i
lebbrosi. Fratellino mio, vivrai la libertà del Vangelo solo se crederai nel sogno, se
alimenterai in te la tenerezza verso tutte le cose e se ti disporrai a soffrire con
allegria.
Non smettere, fratello, di sognare il sogno di Gesù Cristo. Allora sarà il Vangelo il
tuo cammino e non avrai bisogno di seguire i miei fragili passi. In lode di Cristo.
Amen".
Un giorno Francesco era sulla strada per San Leo e
pieno di ammirazione guardava verso il monte della Verna. Gli chiese allora frate Simone
:"Padre, sappiamo della lotta tua e della nostra amata Chiara per la libertà
evangelica. Sappiamo che il Signor Papa approva il nostro cammino. Ma dimmi con parole
semplici, che significa possedere libertà di spirito?".
A questa domanda Francesco, lieto nellanimo, diresse lo sguardo lontano, verso il
monte Feltro, come chi fissa lorizzonte in contemplazione. Poi si voltò e con tutto
il fervore dellanimo suo disse a fratello Simone: "Carissimo, se andando per il
mondo riuscirai a vedere le formiche che portano pesanti fardelli e non le pesterai, avrai
la libertà di spirito. Se nel contemplare i boschi sul tuo cammino noterai tutte le
tonalità di verde, il verde chiaro dellerbetta, il verde dorato dei germogli, il
verde cupo degli alberi, e infine lazzurro delle montagne in lontananza, allora
avrai la libertà di spirito. Se in mezzo al vociare umano presterai attenzione al
gorgheggio dellallodola, ascolterai il canto della cicala e il cricrì del grillo,
allora avrai libertà di spirito. Se infine sulla porta del convento vedrai un povero
tanto miserabile e timido che neppure apre la bocca per chiederti pane e ugualmente
ascolterai la richiesta gridata dai suoi occhi supplicanti, allora sì, fratello Simone,
possiederai veramente la libertà di spirito".
Nulla vede di ciò che incontra sul suo cammino, niente distingue di quel che gli occhi
scorgono in un bosco, niente intende dei suoni nellaria, né legge negli occhi del
povero chi ha lo spirito occupato e preoccupato solo di se stesso, e come una chiocciola
si chiude sul suo proprio guscio. Solo è libero di spirito chi è libero da se stesso per
essere libero per la sorella formica, per il verde, per la sorellina cicala, e per i
nostri fratelli, che sono i poveri tra noi. Sia onore e gloria per sempre a Cristo libero
e liberatore. Amen.
Il punto di partenza per capire la natura dellascesi come esperienza spirituale è
la scoperta della propria libertà. Nella conversione la persona sperimenta la chiamata di
Dio, percepisce come la proposta della grazia richieda una libera risposta. Luomo
scopre la sua fondamentale libertà. Gesù stesso formulava così le sue chiamate
:"Se vuoi
essere perfetto
seguire me
essere mio discepolo",
facendo riferimento alla libertà fondamentale della persona.
Lascesi perciò primariamente non è unesperienza negativa collegata al senso
della percezione della propria miseria, dei propri limiti, della gravità dei propri
peccati, bensì si propone come unesperienza positiva che ha come contenuto il
desiderio di conquistare la propria libertà. Difatti, i santi vivevano lascesi
proprio in questa maniera, cioè come uno sforzo di acquistare la piena libertà. Li
spingeva un grande desiderio di essere liberi dai vincoli del corpo, dal sonno, dal cibo,
dai pensieri indesiderati. I tre voti religiosi di povertà, obbedienza e castità sono
espressioni istituzionalizzate di questo desiderio di essere liberi.
In una conferenza tenuta nel 1947 Martin Buber affermava "Cominciare da se stessi:
ecco lunica cosa che conta
Il punto di Archimede dal quale posso da parte mia
sollevare il mondo è la trasformazione di me stesso". Il primo significato del
messaggio della conversione biblica è quello di nascere alla coscienza che
"lunica cosa che conta nella vita" è di "cominciare da se
stessi". Certo: fenomenicamente e ad una lettura immediata, prima che delle proprie
scelte, il nostro io è il risultato delle scelte altrui: si parla la lingua del paese in
cui si è nati, si aderisce al Dio della religione nella quale si è educati e si
condividono gli ideali e i valori del gruppo o della cultura in cui si è formati. Ancora
prima che delle scelte altrui, lio è il risultato di una pluralità di
condizionamenti: da quelli biologici, a quelli sociali ed economici per finire a quelli
che mostrano interessi crescenti come i condizionamenti astrologici.
Proclamando la "conversione", la possibilità del cambiamento, il racconto
biblico non ignora la trama dei condizionamenti ma introduce in essi una fessura, uno
squarcio o una rottura che apre lio alla possibilità di slegarsi e di evadere. Il
miracolo della conversione biblica e di sottrarre lio al potere dei condizionamenti
e di istituirlo come de-cisione: come possibilità di recidere i fili del passato che lo
legano (è questo il significato del termine de-cisione, dalla radice latina che vuol dire
"tagliare") e di accedere alla libertà della soggettività.
Il racconto ebraico-cristiano annuncia allio
la possibilità di sottrarsi alla forza dei condizionamenti perché abitato da una Parola
che lo interpella e, interpellandolo, lo libera radicalmente: luomo così non è
più solo la trama dei suoi condizionamenti, ma colui che il Tu di Dio costituisce
"tu" attraverso la parola che gli rivolge e si attende.
Attestando lalterità di Dio come Compagnia
delluomo, la festa cristiana attesta che, in ogni istante, per lio si apre la
possibilità di sottrarsi al peso del suo passato, ricominciando daccapo e da se stesso.

VOCAZIONE
Genesi 32, 23-30
Durante quella notte Giacobbe si alzò, prese le due
mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece
loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e
un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell`aurora. Vedendo che non riusciva a
vincerlo, lo colpì all`articolazione del femore e l`articolazione del femore di Giacobbe
si slogò, mentre continuava a lottare con lui. Quegli disse: "Lasciami andare,
perché è spuntata l`aurora". Giacobbe rispose: "Non ti lascerò, se non mi
avrai benedetto!". Gli domandò: "Come ti chiami?". Rispose:
"Giacobbe". Riprese: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché
hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!". Giacobbe allora gli chiese:
"Dimmi il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il nome?". E qui
lo benedisse.
La fede è latto maturo attraverso cui il
cristiano si affida liberamente a Gesù Cristo, lasciando che sia Lui a determinare
lintera propria esistenza, sia nelle scelte fondamentali sia in quelle ordinarie.
Da quando luomo si consegna interamente a Cristo, è solamente da Lui che attinge la
speranza per una riuscita piena nella vita, poiché Cristo è luomo perfetto,
luomo pienamente uomo. Solo Lui è in grado di aprirlo a una vita in pienezza,
facendogli conoscere e percorrere i sentieri della vocazione.
Egli, che ama di un amore personale e conosce ogni uomo, sa cosa cè dentro ognuno e
attraverso quali vie ciascuno può conseguire la propria felicità, mediante
lattuazione della sua vocazione personale.
Perciò, se la fede è la prima e fondamentale scelta a cui il Signore ti chiama, la
seconda, e altrettanto basilare, è la scelta della tua vocazione. Si tratta di scoprire e
poi collocarti al "tuo posto" nella Chiesa, quel posto che ti assegna una
fisionomia inconfondibile nel momento stesso in cui ti attribuisce la tua missione
allinterno del popolo di Dio.
Vocazione è, dunque, assumere nella fede il disegno di Dio per la pienezza della vita.
Si tratta di un dono che Dio affida alla tua libertà e alla tua accoglienza responsabile.
E una pretesa ingiusta, la tua, quando vuoi scorgere la tua strada già tutta
chiara, o la tua fisionomia definitiva tutta delineata fin dallinizio. Il Signore,
attraverso lo Spirito, ti disegna un tratto per volta della tua figura. Devi accettarti
come sei e diventare, a poco a poco, come Dio ti vuole. Il Signore sa meglio di te quale
sia la tua vera perfezione di grazia e la tua felicità.
Non pensare che la tua vocazione sia il concederti alle tendenze più istintive o più
frivole. Spesso si può avvertire che il Signore ci sta conducendo dove noi non gradiremmo
arrivare. Eppure, tra la sua volontà e i nostri capricci e le nostre resistenze, deve
prevalere ciò che Egli ci chiede. La gioia verrà dopo.
La vocazione diventa, così, il gesto supremo della tua libertà, mediante il quale vai
incontro al tuo futuro in obbedienza alla volontà di Dio e in risposta damore
allazione preveniente dello Spirito di Cristo.
Solo attraverso laccoglienza libera e gioiosa della vocazione, luomo dà a Dio
il proprio assenso di fede in maniera fruttuosa e crescente per la comunità ecclesiale.
La ricerca della vocazione, del resto, non si limita alle scelte più determinanti;
continua per lintera vita, si può dire, allinterno di ogni vocazione.
Rifletti
Come traduci lappello che Cristo nella Chiesa rivolge a
tutti di seguirlo? Vivi la tua vita come ricerca della vocazione che il Signore affida
proprio a te? Come rispondi? Ti metti innanzitutto in atteggiamento di ascolto di Dio che
ti comunica i suoi progetti di vita su di te? A quali criteri ti affidi per decidere? Ti
consulti con un padre spirituale? Sai quali sono le vere urgenze del popolo di Dio oggi? E
le urgenze della società contemporanea?
E VOLARE VOLARE
E il sole
uscì color cinese
e il suo ventaglio al cielo aprì
E in quel fantastico paese,
Francesco dentro un quadro naif.
E tutto il cielo è sceso in terra
e uccelli a frotte ai piedi miei.
Buongiorno piccoli fratelli
felicità dalla tribù di Dio.
Rit. E volare volare, volare volare
Noi siamo l'allegria.
E volare volare, volare volare
Leggero il cuore sia..
E volare volare, volare volare
Chi ha piume volerà.
Na na nana nane nana. (bis)
E come tanti fraticelli
a gufi e passeri parlò.
Attraversate monti e valli
e dite al mondo quello che dirò. Rit |