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LO spacchio di AliceLo specchio di Alice di Alice Zen. - Mostra personale
Sala Comunale d’Arte, piazza dell’Unità d’Italia, 4
30 novembre - 20 dicembre 2006.
Inaugurazione:
giovedì 30 novembre ore 18.00
Orario feriale e festivo 10 – 13 e 17 - 20.

Presentata dall’architetto Marianna Accerboni, propone 15 originali pannelli fotografici realizzati con tecnica digitale, elaborati al computer e suddivisi in tre argomenti dal titolo Infinito (Wanda Wulz), Gaia (maternità) e Omaggio a Magritte.
Giovedì 14 dicembre alle ore 18.30 nella sede espositiva avrà luogo un dibattito sul tema Lo specchio, cui interverranno Walter Gerbino, preside della Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste e Pier Aldo Rovatti, docente di filosofia nello stesso Ateneo.
Laureata in filosofia e studiosa di teologia, Alice Zen è stata allieva della fotografa triestina Wanda Wulz, con cui ha avuto un profondo legame artistico e affettivo. Ha curato numerose mostre e libri a tema fotografico ed è stata responsabile fino ai primi anni ottanta del patrimonio dei fotografi Wulz. Da più di un decennio organizza nel proprio atelier di fotografia degli incontri culturali intitolati “Tertulia”. Attualmente sta lavorando a un testo teatrale dedicato a Wanda Wulz e a una biografia per immagini su Alois Rebula.
Un’installazione di sogno ci attende negli spazi della Sala Comunale: Alice Zen, nome profetico nell’ambito dell’immagine e della comunicazione fantastica – scrive Accerboni - vi ha composto un incantevole e significativo trittico di “visioni” fotografiche realizzate con lo strumento digitale su un originale supporto di poliestere specchiato, fascinoso e innovativo. In tre grandi pannelli, alti, volutamente, quanto l’artista, compaiono tre importanti momenti della sua vita e del suo pensiero, realizzati con quell’intuito sperimentale e quella fantasia onirica e surreale, che riscopriamo in questa virtuosa dell’arte del terz’occhio. Per altro già assai apprezzata, per molti lavori condotti sul “mito”, sull’attività e sulla conservazione della memoria di Wanda Wulz e dello storico studio fotografico della famiglia, di Anita Pittoni nonché per un volume d’immagini sui protagonisti a Trieste di arte e scienza.

Un istinto fortemente visionario guida la mano e l’animo dell’artista per uscire dalla  realtà, come la giovanissima protagonista del romanzo di Lewis Carroll intitolato “Alice nel paese delle meraviglie”, e risorgere attraverso la catarsi dell’arte per volare verso altre mete creative. Come in un romanzo autobiografico, lieve e profondo al tempo stesso, Alice Zen stende la trama dei suoi pensieri, recupera visioni, ricordi e sensazioni, li intreccia al presente e li orienta al futuro.
E’ presente, in secondo piano ma in realtà con effetto dominante, né poteva mancare, il
mago del surrealismo nordico, René Magritte, con le sue allitterazioni e i suoi misteri: in questa mostra speciale chi entra si trova infatti di fronte, reinterpretata in chiave fantastica, l’atmosfera della casa della pittrice triestina, di padre greco, Elettra Metallinò, amica e maestra di Alice. E il riferimento a Elettra è esplicitato attraverso l’immagine rivisitata della figlia e della nipote, abbigliate, secondo il suggerimento dell’autrice, di profondi veli neri…
Il secondo polittico d’immagini fotografiche propone un riferimento criptico e fascinoso alla celebre creazione di Wanda Wulz intitolata “Io + gatto”, oggi conservata al Museo Nazionale della Fotografia Alinari e dalla stessa Zen, intarsiata nell’armadio magrittiano e nella cornice di un “giardino dell’amore” inglese, circostante a una torre abitata da due amanti. La terza opera – conclude Accerboni - racconta ancora l’amore, con ardita modernità e tenerezza neoromantica, in cui l’incontro/ scontro tra i cristalli di un’architettura moderna e la tenerezza dell’angelo e dell’amore materno, colto da immagini cimiteriali, compone un lirico momento di silenzio.