Retecivica del Comune di Trieste
 canale youtube del Comune di Trieste  facebook del Comune di Trieste  twitter del Comune di Trieste indirizzi e contatti  pec  RSS
home  in comune  organi istituzionali  comunicati stampa  urp  centri civici  amministrazione trasparente  come faccio per 

fabio ferfogliaOlii e disegni di Fabio Ferfoglia
Sala Comunale d’Arte piazza dell’Unità d’Italia, 4
11 ottobre – 5 novembre 2006.
Inaugurazione:
mercoledì 11 ottobre 2006 ore 18.30 -  Intervento critico di Maria Campitelli.
Orario: feriale e festivo 10 - 13.00 e 17 - 20

“I lavori di Fabio Ferfoglia” scrive Maria Campitelli “sono curiosamente mescolati di naiveté e riferimenti colti. La forma, il segno marcato, le campiture di colore spesso appiattite, lo svolgimento del racconto chiaramente riconoscibile, riconducono ad Antonio Ligabue di cui l’artista ha visto una mostra di recente. Così gli animali, che compaiono specie negli ultimi disegni a pastelli colorati, discendono da quella potente matrice che ha colpito la sensibilità di Fabio Ferfoglia, svelandogli delle affinità con il maestro del naiv italiano. “
“Tutto il lavoro di Ferfoglia - secondo la Campitelli -, sin dagli inizi, si svolge in bilico tra affondi realistici e sconfinamenti surreali, con una modalità espressiva ridotta e semplificata che risucchia nel flusso dei colori i dettagli, alterando alla fine il soggetto affrontato.”
“Il punto di partenza, il soggetto prescelto, nella stesura pittorica, - a giudizio del critico - sembra man mano inghiottito nell’imprevedibilità di un mondo onirico che trascina l’artista altrove. La casualità, all’inizio del suo percorso creativo, è stato un fattore determinante proprio nella procedura del lavoro, tanto che si richiamava alle pratiche di William Bourroughs, invocando quel nagual, che nella definizione di Carlos Castaneda, apre la strada ‘all’universo sconosciuto, imprevedibile e incontrollabile’. Un primitivismo dunque che registra ciò che lo sguardo assorbe ma nel contempo si dilata in dimensioni ‘altre’, unendo spesso presente e passato, partendo dalla citazione di un fatto o di un’immagine catturata anche alla storia dell’arte (Dürer, Watteau…), di recente spesso dall’identità storica di Trieste, per sovrapporvi memorie ed esperienze personali, spesso supportate da scritture, testi inglesi di canzoni anni ’70, che si prolungano di solito sul retro del quadro.”

 “Cioè il lavoro di Fabio Ferfoglia – conclude Maria Campitelli - è fatto di materia viva e pulsante; dentro ai colori dentro alle immagini che si configurano, ci trapassa la sua passione, il suo vissuto, le sue aspirazioni, i suoi sogni. E non importa allora la definizione formale; lui insegue la sua definizione personale, in cui travasa, nella libertà di segni, gamme cromatiche, duri tratti ad inchiostro – nel fluire naturale dunque della pittura e del disegno, per lui necessari e insostituibili - un mondo complesso ed incantato, fatto di memorie e di emozioni.”