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FIUME

IL PORTO DI FIUME
Sala Leonardo – Palazzo Gopcevic  - via Rossini 4, Trieste


SINO A DOMENICA 25 GIUGNO 2006
ORARIO FERIALE E FESTIVO 9-19; INGRESSO LIBERO.

A Trieste presso la Sala Leonardo di Palazzo Gopcevic in via Rossini 4, sarà visitabile sino a domenica 25 giugno con orario feriale e festivo 9 – 19, ingresso libero, “Il Porto di Fiume”, una mostra del Museo Civico di Fiume-Muzej Grada Rijeke, promossa dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura-Civici Musei di Storia ed Arte, con la collaborazione del Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Trieste-Generalni Konzulat Republike Hrvatske u Trstu e della Comunità Croata di Trieste- Hrvatska Zajednica u Trstu.

La mostra, che è stata già visitata da oltre 1.000 persone, viene presentata a Trieste nell’ambito dei rapporti di scambi culturali, collaborazione e cooperazione tra le città di Trieste e Fiume-Rijeka e dei loro musei – Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste e Muzej Grada Rijeke-Museo Civico di Fiume – che ha avuto il suo esordio nel 2005 con le esposizioni L’era di Adamić e Trieste. Le fortune del porto e delle sue genti tra Settecento e Ottocento, due mostre realizzate nell’ambito del progetto Adamićevo doba-L’era di Adamić, presso il Museo Civico di Fiume-Muzej Grada Rijeke, ed è un’occasione di riflessione sui parallelismi della storia delle due città, sviluppatesi entrambe a seguito della concessione del Porto Franco da parte dell’imperatore Carlo VI nel 1719.

I Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste presentano una sezione di immagini storiche della città di Fiume, conservate nelle proprie collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe e dell’Archivio Fotografico.

La mostra “Il porto di Fiume – storia, edificazione, comunicazioni” è stata allestita per la prima volta al Museo Civico di Fiume il 21 dicembre 2000, dopo che erano state effettuate dettagliate ricerche negli archivi di Vienna, Budapest, Fiume e Trieste. A queste ultime hanno collaborato sia gli autori dell’ampia monografia omonima (pubblicata nella primavera del 2001), come pure ricercatori e studiosi provenienti da Fiume, Zagabria, Budapest, Graz, Roma e New York. Ervin Dubrović, direttore del Museo Civico di Fiume, è il responsabile del progetto, che comprende numerose mostre, manifestazioni, proiezioni e pubblicazioni, mentre l’autrice dello stesso è la sovrintendente Milica Trkulja; ha curato il design della mostra e delle pubblicazioni ad essa attinenti Klaudio Cetina. La mostra viene presentata a Trieste nella stessa forma in cui è stata allestita al Museo delle Comunicazioni di Budapest e al Museo Civico di Zagabria, ed è concepita su un doppio binario: storico e artistico. La parte storica, allestita su pannelli, presenta lo sviluppo della città e del porto dal XVI alla fine del XX secolo. Un grande plastico rappresenta la situazione agli inizi del XX secolo, epoca in cui il porto fiumano raggiunse il vertice nell’ambito delle comunicazioni conquistandosi un posto tra i dieci maggiori porti europei. Una proiezione cinematografica ripercorre la storia del porto, da Carlo VI e la proclamazione del porto franco (1719) fino all’attività portuale odierna, compresi i piani di sviluppo del porto di Fiume. La parte artistica della mostra, intitolata “Impressioni”,  fa da contrappunto alla parte storica, e consiste in una scelta di lavori di quattro artisti, due fotografi e due designer – Ranko Dokmanović, Branko Kukurin, Vesna Rožman e Klaudio Cetina –, che con un taglio figurativo ed autentico offrono un’immagine personale del porto fiumano. La città di Fiume ed il suo porto sono cresciuti e si sono sviluppati insieme per ben due millenni: la favorevole posizione geografica ha fatto sì che Fiume diventasse centro d’intersezione di vie commerciali marittime e terrestri. Il porto originario si trovava alla foce della Fiumara, e l’abitato adiacente fino al IX secolo portava il nome di Tarsatica, distrutta dai Franchi all’inizio del IX secolo. Le fonti storiche riprendono a parlare dell’abitato sulla foce della Fiumara agli inizi del XIII secolo, con toponimi che nominano sempre il corso d’acqua: Flumen, Flumen Sancti Viti, Reka, Rika, Fiume. La città era fortificata, cinta da grosse mura turrite; i commerci comprendevano legno, pelle, oli, vino, ferro, cera, gestiti dai signori feudali della città – i signori di Duino, i Walsee, gli Asburgo – e venivano continuamente contrastati dalle flotte veneziane. Nel 1717 l’Imperatore Carlo VI proclama la libera navigazione sul mare Adriatico, e nel 1719 concede a Trieste e Fiume lo status di Porti Franchi dell’Impero: così entrambe le città conoscono una grande prosperità commerciale ed economica, con conseguente fioritura urbanistica ed industriale. Nel 1776 l’Imperatrice Maria Teresa collega amministrativamente la città di Fiume alla cancelleria della corte ungherese, e nel 1779 Fiume diventa parte delle terre sotto la corona di Santo Stefano. L’ulteriore sviluppo del porto dipese dallo sviluppo delle vie commerciali con l’entroterra, a partire dal XIX secolo, e tra il 1847 ed il 1890 hanno luogo diverse campagne di lavori per la costruzione di un nuovo porto dinanzi alla città, con operazioni di interramento, di costruzione di moli e l’edificazione di una diga frangiflutti, accompagnate dall’edificazione di adeguati magazzini. In base a dati statistici, alla vigilia della prima Guerra Mondiale, il porto fiumano contava 6300 metri di riva, 62,2 ettari di bacino e 61 ettari di superficie sulla terraferma ed il traffico di merci raggiunse il record di due milioni di tonnellate, per il settanta per cento rappresentate da zucchero, legname e grano, che costituivano le principali esportazioni ungheresi. dopo i dolorosi avvenimenti e le distruzioni delle due guerre mondiali, la ricostruzione nel 1947 e il massimo sviluppo dopo il 1960, con la proclamazione della repubblica indipendente di Croazia il porto di Fiume diventa il  porto nazionale più importante.