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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 26/7/2009

FILI FATALI DI CLAUDIO MASSINI, APRE DOMANI, DOMENICA 26 LUGLIO, AL “SARTORIO” E IN ALTRE SEI SEDI MUSEALI COMUNALI.


150 PEZZI DI ARTE CONTEMPORANEA


Aprirà al pubblico a partire da domani (domenica 26), al Civico Museo Sartorio di Trieste, in largo Papa Giovanni XXIII, e contemporaneamente in altre sei sedi museali comunali, la mostra “Fili Fatali“ del pittore Claudio Massini, promossa dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Associazione Juliet.

Claudio Massini, artista dell’arte “totale”, impegnato su fronti disciplinari diversi, dalla pittura alla foto, nasce a Napoli, nel 1955, anche se poi è vissuto ed ha studiato a Trieste, presso il locale Istituto d’Arte “Nordio” fino all’età di diciotto anni, dove ha avuto come maestri Riccardo Bastianutto, Ugo Carà, Dino Predonzani. A Napoli consegue il diploma di pittore presso la Reale Accademia di Belle Arti. Avverso a teorie e pratiche di quanti hanno caro lo “shock del nuovo”, spirito indagatore, anche se poco disposto a deviare più del lecito dal proprio cammino di conoscenza, ha solcato con il peso della sua opera anni di mode e tendenze, correnti e ismi vari, sempre alla ricerca del giusto modo di stabilire il rapporto tra forza impositiva dell’immagine e coerenza stringente del pensiero. Tra le sue presenze più significative, ricordiamo: “Ambiente come sociale”, Biennale di Venezia, 1976; “Duello”, Lucio Amelio, Napoli, 1989; “Paysages”, Museo Revoltella, Trieste, 1994; “L’altra metà del cielo”, Rupertinuum, Salzburg, 2000; Galleria d’arte moderna, Bologna, 2003; Mücsarnok, Kunsthalle, Budapest, 2003; Die Galerie, Francoforte, 2007; Allegra Ravizza, Milano, 2008. Il progetto della mostra di Claudio Massini, per i Civici Musei della città di Trieste, si compone di un insieme di tele volutamente dedicate alla città della sua infanzia, grazie all’allusione di alcuni titoli e di alcuni soggetti facilmente riconoscibili: stelle, fiori, calici, architetture. In questi quadri troviamo fissata una realtà carezzevole e istigatrice al sentimento del lusso e della voluttà, grazie alla preziosità del pigmento che è ricollegabile all’antica pittura di tradizione medioevale e presente ancora nella modalità espressiva di Crivelli. Una luce uniforme, falsificatrice, investe le cose raffigurate, quasi immobilizzandole, per poi espandersi e abbracciare orizzonti lontani: disegna l’oscillazione di un mondo orientale che si ricongiunge con quello occidentale, disegna una luce moderna che incontra quella antica.

In sede di presentazione alla stampa, l’Assessore comunale alla Cultura Massimo Greco ha parlato della scelta di ospitare una mostra di Massini come di “una ‘puntata’ alta nel campo dell’Arte contemporanea, ma in omaggio di un artista che non è omologato, che opera al di fuori delle correnti ‘riconosciute’ e che è quindi, a suo modo, un ‘inattuale’ “.
La mostra di Massini – articolata come detto in più sedi museali – intende anche essere – ha detto ancora Greco - “un segnale forte dell’Amministrazione verso formule e modalità artistiche innovative e originali, anche per smentire chi ritiene che Trieste sappia essere soltanto “passatista” o guardare all’indietro”.
In tal senso – ha concluso l’Assessore alla Cultura – “il Comune, con Massini, concretizza assieme a “Juliet” un “trittico” di proposte del tutto ‘speciali’, aperto con la mostra di Zivko Marusic e che si completerà con quella di Carlo Fontana alle Serre di Villa Revoltella.”
Claudio Massini stesso ha poi parlato di sé e della sua opera in termini nettamente filosofici e quasi alchemici, sottolineando la necessità di “un impegno al servizio dell’estetica e per il ritorno a una ricerca della bellezza, a un omaggio alla bellezza…” e, in spiccata controtendenza con le passate, “vecchie” avanguardie che ricercavano per principio la frattura con tutto quanto preesisteva, sostenendo invece che “ogni evoluzione dell’arte va comunque svolta come innovazione e integrazione certo, ma rispettando tutto quanto c’era prima, tutto ciò che di bello si è via via stratificato nella storia umana…”

“Tale è lo stupore e la sorpresa – osserva dal canto suo il curatore dell’esposizione Roberto Vidali - che si prova di fronte a queste alchimie pittoriche che, ci pare lecito pensare a un’opera di antica fattura, quasi a un effetto rocaille, mentre, all’opposto, il senso forte della vita, seppure in sottofondo e meno avvertibile, è dato proprio dalla fede in una visione gremita di sensi, nella pagina scritta col segno, che si snoda talvolta a rilievo e talaltra in profondità”.
“Siamo – prosegue Vidali - dentro una spontanea e genuina esuberanza espressiva; un’esuberanza che vuole meravigliare (accantonando la centralità del corpo umano), catturare (alimentando l’idea di una vita iperdecorata), colpire con forza (come fossimo investiti dalla caduta repentina e fragorosa di una montagna di rocce e terra), e che pone il suo punto di forza in una tecnica particolarissima e ingannevole. Ma, al di là di ogni squisito appiglio tecnico, è sostanziale il richiamo indiretto alla testimonianza di artisti di somma levatura: da David a Matisse, da Picasso a Duchamp”.

Le opere di Claudio Massini sono collocate – come detto – in sette Civici Musei triestini, accanto e fra gli altri reperti e oggetti normalmente presenti, per un totale di 150 “pezzi” esposti. E si potranno ammirare, fino al 5 novembre al Museo Sartorio (largo Papa Giovanni XXIII 1, da martedì a domenica, dalle ore 9 alle 13); al Castello di San Giusto (da lunedì a domenica, dalle ore 9 alle 19); al Museo di Storia e Arte (via della Cattedrale 15, da martedì a domenica, dalle 9 alle 13); al Museo Teatrale “Carlo Schmidl” (via Rossini 4, da martedì a domenica, dalle 9 alle 19); al Museo d’Arte Orientale (via San Sebastiano 1, mercoledì e sabato, dalle ore 9 alle 13); al Museo Morpurgo (via Imbriani 5, martedì e domenica, dalle 9 alle 13); fino al 15 settembre al Museo del Mare (via di Campo Marzio 5, da martedì a domenica, dalle ore 8.30 alle 13.30).
Il catalogo, di 300 pagine, a cura di Juliet Editrice, sarà pubblicato a fine ottobre e conterrà i testi di Giulio Ciavoliello, Massimiliano Forza, Paolo Magris, Francesca Tavarado, Pietro Valle, Roberto Vidali.
Il progetto espositivo, curato da Roberto Vidali e coordinato da Gary Lee Dove, è stato sostenuto da Pasticceria Penso, Cheni & Tutta Immobiliare, Museo Ferroviario, Associazione Metastorica, Parco Foundation, Studio Tommaseo-Istituto per la documentazione e diffusione delle arti, Twins Club. Sponsor principali, la LAMBDA Scientifica srl e C.T.S.
(Per ulteriori informazioni: info@twinsclub.it - 040/300241)

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