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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 10/2/2019

GIORNO DEL RICORDO 2019: SI E' TENUTO STAMANE A BASOVIZZA, CON LA CERIMONIA SOLENNE ALLA FOIBA, L'APPUNTAMENTO PRINCIPALE DELLE INIZIATIVE COMMEMORATIVE


ORGANIZZATE DAL COMUNE DI TRIESTE E DAL COMITATO PER I MARTIRI DELLE FOIBE.


PROSEGUE NEI PROSSIMI GIORNI L'AMPIO PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE COLLATERALI

Si è svolta stamattina, domenica 10 febbraio, con inizio alle ore 10.30, l'annuale Cerimonia solenne alla Foiba di Basovizza, sul Carso Triestino, evento centrale di un ampio programma di manifestazioni e iniziative, commemorative, culturali e di approfondimento storico, curato dal Comune di Trieste e dal Comitato per i Martiri delle Foibe in occasione del Giorno del Ricordo, la ricorrenza fissata appunto al 10 Febbraio (data in cui, nel 1947, fu firmato il Trattato di Pace di Parigi che, tra l'altro, assegnava alla Jugoslavia l'Istria, il Quarnaro e gran parte della Venezia Giulia) e istituita nel 2004 con apposita legge dello Stato (L. 30 marzo 2004, n. 92) per ricordare le vittime delle foibe, l'esodo giuliano-dalmata e le drammatiche vicende del confine orientale negli anni a cavallo del secondo dopoguerra.
In precedenza, anche quest'anno, si era tenuta la collegata e più breve commemorazione alla Foiba di Monrupino.

La Cerimonia solenne, che ha visto quest'anno la presenza di importanti esponenti del Governo, della politica nazionale e delle istituzioni europee, tra i quali il Ministro dell'Interno e Viceprimoministro Matteo Salvini e il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, è stata aperta, come di rito, dall'ingresso sulla spianata della Foiba dei Medaglieri delle Associazioni d'Arma e dai Gonfaloni dei Comuni, in primis quelli di Trieste e Muggia, seguito dall'Alzabandiera sulle note dell'Inno di Mameli, e dalla deposizione di corone commemorative da parte del Presidente Tajani, del Ministro Salvini e quindi dei vertici delle Istituzioni locali (Regione con il Presidente Fedriga, Prefettura con il Commissario del Governo prefetto Valerio Valente, Comune di Trieste con il Sindaco Dipiazza) e delle associazioni dell'Esodo istriano-giuliano-dalmata (Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, Unione degli Istriani, Associazione delle Comunità Istriane).

E' seguita la Santa Messa officiata dall'Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi che, nell'omelia, ha sottolineato in particolare la fondamentale importanza dei valori di giustizia, amore e libertà, rispetto ai quali “un'ideologia che prometteva il paradiso portò invece l'inferno”.

Dopo la lettura della Preghiera per gli Infoibati, scritta dall'allora Arcivescovo di Trieste e Capodistria mons. Antonio Santin, e di una serie di poesie e riflessioni sul tema lette dai giovani studenti presenti, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha tenuto il discorso ufficiale nel quale, dopo aver rimarcato l'importanza del Giorno del Ricordo, istituito dal parlamento italiano nel 2004 “dopo troppi anni di colpevole silenzio”, ha ricordato le violenze avvenute “su queste terre dove una lunga scia di sangue è stata tracciata dai partigiani jugoslavi di Tito e dove, purtroppo, i comunisti italiani hanno svolto un ruolo non marginale”. Ma ora – ha aggiunto - “Il buio dell’oblio finalmente è stato squarciato dalla luce della verità”. (vivi applausi dei presenti).
Ricordando poi ancora come queste violenze e la contemporanea revisione dei confini siano stati “la causa principale dell’esodo di 350 mila italiani di Istria, Fiume e Dalmazia costretti ad abbandonare i propri affetti, le proprie radici, per diventare esuli nel Mondo”. Esuli e vittime rispetto ai quali “per non tradirli ancora … è nostro dovere ricordare”.
Il Sindaco Dipiazza non ha mancato di citare le più importanti testimonianze su questi gravi avvenimenti, come quelle del Vescovo Antonio Santin “anche lui aggredito nel 1947”, dell'oggi 98enne Giuseppe Comand, ultimo testimone oculare del recupero dei corpi degli italiani infoibati, o del cantautore Gino Paoli la cui madre ebbe diversi familiari pure infoibati; rendendo inoltre “grande merito ai produttori del film 'Red Land – Terra Rossa' che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica questa parte della storia per troppo tempo tenuta nascosta”, raccontando il dramma di Norma Cossetto violentata e infoibata; e viceversa stigmatizzando – sempre Dipiazza - la diffusione di tesi negazioniste (applausi dei presenti) e il permanere di “nostalgici che continuano a sventolare a Trieste la stella rossa in determinate date rinnovando il dolore e alimentando l’odio e le divisioni” mentre “in Istria continuano ad esserci piazze e strade dedicate a Tito” (ancora applausi).
“Personalmente – ha concluso Dipiazza - sono per un processo di pacificazione che si fondi sul riconoscimento e rispetto delle reciproche sofferenze. Da sempre seguo concretamente questa strada con i fatti e ho chiesto scusa per i crimini delle Leggi Razziali e della Shoah. Ad oggi aspetto, aspettiamo ancora tutti, che qualcuno, dall’altra parte del confine, venga su questo terreno sacro e davanti a questo Monumento Nazionale chieda scusa. Onore ai Martiri delle foibe!”
(vedi anche Discorso integrale allegato)

Il presidente del Comitato per i Martiri delle Foibe e della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini ha sottolineato quindi come “le vittime del titoismo, gettate nelle foibe e in altri siti del territorio dell'ex Jugoslavia, furono certamente italiane ma anche, e in gran numero, slovene e croate”, seguendo in ciò un più ampio progetto di trasformazione della società, in chiave comunista, attraverso una vasta repressione ed eliminazione di tutti i dissidenti e refrattari, di qualunque livello sociale e nazionalità, per cui “Basovizza, simbolo di tutti gli infoibati, può diventare il memoriale di una vicenda sì locale e nazionale ma anche, più ampiamente, europea”.

Sono seguiti infine gli attesi interventi del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e del Ministro dell'Interno e Viceprimoministro Matteo Salvini.
Tajani, in un ampio e intenso discorso, ha ricordato con commozione il “dovere di rendere onore a questi Caduti, ai tanti militari in servizio come ai sacerdoti cattolici uccisi solo per la loro fede, e l'obbligo di non dimenticare il dramma degli esuli, affinchè il sacrificio di tutti non sia stato vano”, proponendo anche una forte perplessità su un Trattato di Osimo (1975) “che doveva venir scritto in maniera diversa”.
Da parte sua il Ministro Salvini, anche rivolgendosi ai circa 400 giovani studenti presenti provenienti da oltre 10 città italiane (in base al progetto “Le tracce del Ricordo”, ideato dal Comune e dalla Lega Nazionale di Trieste, n.d.r.), ha sottolineato l'impegno affinchè “su tutti i banchi di scuola del Paese la storia italiana non si fermi a un certo punto, e non ci siano stragi e martiri di serie A e serie B, poiché da Auschwitz a Basovizza sono tutte vittime di un'unica follia”. Rivendicando quindi e ribadendo il proprio intendimento di voler “difendere l'onore, la memoria, i confini e la dignità di questo grande Paese!”. E osservando come “Un albero che non ha radici profonde è destinato a morire”, Salvini ha espresso un ringraziamento “a chi in questi anni ha preservato e tramandato la memoria di questi Caduti e delle vicende di queste terre”.

Dopo l'odierno appuntamento di Basovizza, proseguirà nei prossimi giorni l'ampio programma delle iniziative collaterali organizzato dal Comune di Trieste, dal Comitato Martiri delle Foibe e dalle altre associazioni aderenti (vedi programma allegato nella sua versione originaria, rispetto alla quale un'importante modifica riguarderà l'interessante Convegno su “Il ruolo del giornalismo italiano nella diffusione della memoria dell'Esodo giuliano dalmata”, con la partecipazione straordinaria di Vittorio Feltri e Marcello Veneziani, promosso dall'Unione degli Istriani, che avrà luogo martedì 26 febbraio (anziché venerdì 22), nella sede della Regione, in piazza dell'Unità, alle ore 16.30).

COMTS – FS


  • Discorso Sindaco Dipiazza [pdf]

  • Programma [pdf]



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