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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 6/12/2018

TRASPORTO E COMUNICAZIONE MARITTIMA


DOMENICA 9 DICEMBRE, ALLE 10.30, NUOVA VISITA GUIDATA GRATUITA AL CIVICO MUSEO DEL MARE CON IL CAPITANO WALTER MACOVAZ


Domenica 9 dicembre, alle ore 10.30, al Civico Museo del Mare di via del Campo Marzio 5, visita guidata gratuita con il capitano Walter Macovaz che affronterà temi, aspetti e curiosità storiche su “Trasporto e comunicazione marittima”.

Solo undici anni dopo che il “Clermont”, la prima nave mossa dalla potenza del

vapore ne dimostri le capacità mercantili, in Italia, o più correttamente nel borbonico Regno delle due Sicilie e nell'Asburgico Impero, iniziano regolari servizi commerciali con navi fornite di motrici a vapore e propulsione a pale. Il “Ferdinando I” e il “Carolina”. Costruito in legno nello squero Panfilli, lo stesso cantiere che dieci anni dopo costruirà il “Civetta” per il primo esperimento di un elica navale, il “ Carolina” è lungo circa 22 metri, ha un albero per la vela, e a centro nave, in corrispondenza della caldaia e delle tambure (pale) ha un altissimo fumaiolo, caratteristica questa che resterà quasi immutata per più di un secolo per tutti i piroscafi (tecnicamente : nave con motrice a vapore e caldaie alimentate a carbone), e che avrà la funzione di non far cadere sul ponte della nave eventuali residui di combustione del carbone.

Il 4 dicembre il “Carolina” mette la prora per 240 ° e arriva a Venezia 22 (!) ore dopo. Valutato con i parametri odierni, potremmo sorriderne, ma al tempo, il viaggio in diligenza tra Trieste e Venezia durava più di 24 ore, bagagli e merci al seguito erano quelli strettamente indispensabili, il numero dei viaggiatori era estremamente limitato. Il mezzo navale può imbarcare decine e decine di persone, bagagli e merci si caricano a tonnellate, la vita a bordo -mare consentendo- era sicuramente più agevole che stretti in una carrozza dondolante, a bordo si può dormire e mangiare, così che risultano inutili le fermate di posta per il necessario riposo dei viaggiatori e dei cavalli. A bordo del “Carolina” sono anche imbarcati dei cavalli, circa una decina, ma sono cavalli meccanici, la misura, in quel tempo e per 150 anni a seguire, della potenza di un motore ( 1 cavallo (cv), in inglese HP ( horse power) = la forza necessaria per sollevare 75 kg a un metro in 1 secondo). Per di più la mancanza di vento – che bloccava nei porti il naviglio mercantile e militare- fa solo un favore a queste navi, mentre il vento, ed il conseguente mare agitato rendevano problematica la loro navigazione. Ma il mondo del commercio mondiale – e della sua difesa militare- era ormai aperto. L'aquila con due teste, lasciate le Alpi, si avventurava, per 100 anni sul mare.


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