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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 13/4/2018

INAUGURATA OGGI A OPICINA LA RESTAURATA STORICA STELE DI ZINZENDORF.


RICOLLOCATA, DOPO ANNI DI ATTESA, NEL PUNTO DOVE DA SEMPRE ERA POSIZIONATA


Con una festosa e partecipata cerimonia, alla presenza del Sindaco di Trieste, è stata inaugurata oggi pomeriggio, venerdì 13 aprile, in prossimità della rotatoria centrale di Opicina, posta sul marciapiede tra via Nazionale e via dei Salici, nel punto dove da sempre era posizionata, la restaurata storica Stele di Zinzendorf, la cui ricollocazione era attesa da anni dalla popolazione opicinese e da tutti i triestini amanti della cultura e della storia della città e del nostro territorio.
Intervenuti per l'occasione, accanto a molti cittadini e a fianco - come detto – del Sindaco e dell'Assessore comunale ai Lavori Pubblici, numerose autorità, pubblici amministratori e rappresentanti locali, tra i quali Nadia Bellina presidente del Consorzio Insieme a Opicina-Skupaj na Opčinah, sodalizio principale organizzatore dell'evento, con il vice Boris Bogatec, Adriano Kovacic presidente della Banca di Credito Cooperativo del Carso-ZKB che ha sottolineato la costante vicinanza dell'Istituto alle iniziative di valorizzazione del territorio, il Presidente in carica della II Circoscrizione Altipiano Est (ma non hanno voluto mancare i due, più anziani, Presidenti precedenti!), il Soprintendente Luca Caburlotto, il direttore della divisione Energia elettrica di AcegasApsAmga Massimo Carratù con il responsabile dei rapporti istituzionali Trevisan (da ricordare infatti che la stele sarà illuminata negli orari serali-notturni da due proiettori luminosi appositamente installati dall'Azienda, collegati alla rete dell'illuminazione pubblica); e ancora, i dirigenti e funzionari comunali dei Lavori Pubblici come il direttore del Servizio Spazi Aperti, Verde Pubblico, Strade ing. Enrico Cortese e l'ing. Silvia Fonzari.

Con la gradita cornice di un gruppo di donne dell'Associazione “Grad” di Opicina e Banne con il tradizionale costume carsico e dopo un'ouverture musicale con la voce della giovane cantante Daria Vitez, anch'essa opicinese, che ha proposto tre successive romanze, simbolicamente nelle tre lingue storiche del nostro territorio, italiano, sloveno e tedesco, la cerimonia ha preso avvio con un intervento dello storico locale Marco Simic, presidente dell'Associazione Culturale Marino Simic, che ha brevemente tracciato l'interessante vicenda del Conte Zinzendorf (Karl von Zinzendorf, Dresda 1739–Vienna 1813, politico dell’Impero e Governatore di Trieste nella seconda metà del decennio 1770-1780, promotore della direttrice Trieste–Vienna) e dello sviluppo dei commerci e delle vie di traffico da Trieste verso l'allora entroterra asburgico danubiano; traffici – ha spiegato Simic – che trovavano nella zona di Opicina un punto chiave di passaggio per cui si potè registrare, in quella fine del '700 (la stele commemorativa dell'apertura della “via Zinzendorfiana” è del 1780) e sicuramente almeno fino alla costruzione della ferrovia, una sorta di crescita parallela della città-porto da un lato e del borgo carsico verso il quale salivano e passavano le merci per poi proseguire verso le regioni interne dell'Impero (spesso con lunghi e pesanti carriaggi trainati da file di buoi) dall'altro (vedi “profilo storico” qui allegato).
Sempre Marco Simic ha anche ricordato le più recenti e piuttosto tormentate vicende delle Stele, già danneggiata anni fa da un automezzo pesante in transito, poi spostata nel 2009 per consentire la progressiva realizzazione della rotatoria all'incrocio tra tra via Nazionale, Strada per Vienna, via di Prosecco e via dei Salici (il monumento venne allora depositato all’ex caserma di via Cumano) e infine finalmente ora ricollocata nello stesso punto dal quale era stata tolta.

Dopo lo storico, il Sindaco per sottolineare, esprimendo una grande e visibile soddisfazione, come anche questa promessa sia stata mantenuta e la Stele di Zinzendorf sia tornata, dopo anni, restaurata e illuminata, a Opicina, nel luogo indicato e condiviso con i cittadini e con la Circoscrizione. Il Sindaco, per questo significativo risultato, ha vivamente ringraziato tutti coloro che vi hanno contribuito: il Consorzio “Insieme a Opicina”, la Circoscrizione, la Soprintendenza, la Banca ZKB, l'AcegasApsAmga, i privati che hanno concesso lo spazio per spostare e ri-alloggiare la preesistente cabina di trasformazione elettrica permettendo così alla Stele di ritrovare quella più adeguata collocazione che le è propria; e, ancora, tutte le varie figure professionali coinvolte nel progetto e i funzionari che hanno seguito tutto l'iter burocratico e amministrativo per il raggiungimento di questo importante risultato, così sentito da tutti i cittadini di Opicina.
Se Trieste è quella che conosciamo oggi – ha aggiunto il Sindaco - lo dobbiamo anche all'intuizione e alla perseveranza di un personaggio, quale fu il conte Karl Johann Christian von Zinzendorf und Pottendorf, governatore della Città dal 1776 al 1782, favorito di Maria Teresa, “l'uomo che proiettò il nome di Opicina nel mondo” - come ha scritto lo storico Marco Simic - e che rimase legato alla nostra terra anche dopo aver portato a termine diligentemente e brillantemente l'incarico affidatogli dalla Sovrana.
Ma anche oggi importanti opere sono in dirittura d'arrivo – ha rimarcato il Sindaco – per dare sempre più lustro al più grande borgo del nostro Carso: procedono nuovamente e alacremente i lavori per il ripristino della Trenovia Trieste-Opicina, l'iter per la definitiva sistemazione e valorizzazione del Poligono di Opicina quale sito commemorativo, il progetto di viabilità per la costituzione di una “zona 30” nel centro dell'abitato e quello, ormai prossimo, per una non più rinviabile riqualificazione urbanistica di Piazzale Monte Re.

Un futuro immediato che si prospetta quindi per Opicina molto positivo e pieno di luci, ha concluso il Sindaco prima di procedere all'atteso scoprimento della Stele, tra l'altro efficacemente abbellita con fiori di carta colorati appositamente creati da Nonna Bruna e dalle ospiti del Centro diurno comunale “Capon” di Villa Carsia. Non sono mancate la benedizione del monumento e una serie di preghiere beneauguranti formulate dal parroco di San Bartolomeo Apostolo di Opicina, don Franc Pohajac, che ha pure lui espresso la più grande soddisfazione “per la restituzione dopo nove anni di questo storico monumento della nostra Comunità”.
In proposito, diversi dei presenti hanno anche espresso l'auspicio di un pronto ritorno nel borgo dell'altro “pezzo storico” ancora mancante, ovvero della cisterna con vera in pietra risalente anch'essa ai tempi di Zinzendorf, installata per l'abbeveramento degli animali da traino, presente a Opicina fino a cinquant'anni fa e oggi provvisoriamente depositata all'Orto Lapidario, recante un'iscrizione per ricordare in perpetuo l'allora nuova disponibilità d'acqua per tutti gli Opicinesi.
La conclusione dei festeggiamenti è stata “affidata” al taglio - e pronta degustazione da parte di tutti i presenti - di una gustosissima torta raffigurante la Stele, con relativo brindisi, mentre il Coro d'Argento di Villa Carsia e le “Canterine di Trieste” eseguivano pezzi tradizionali nostrani, in primis, ovviamente, l'immancabile “El Tram de Opcina”.

I lavori per la ricollocazione della Stele di Zinzendorf, affidati dal Comune nel dicembre 2017 all’impresa Giovanni Cramer & Figli con sede a Trieste, consegnati il 15 gennaio e ultimati il 28 marzo scorso, con una spesa di 22.325 Euro più 1.000 Euro per oneri di sicurezza, hanno comportato tra l'altro la posa di una pavimentazione in pietre di Aurisina per la delimitazione perimetrale del basamento e attente opere di restauro della stele mediante pulitura delle superfici con solventi basici e microsabbiatura, rimozione delle stuccature non più idonee e risarcitura delle lacune e delle fughe con malte a base di calce e sabbia di cromia e granulometria adatte alla superficie, bonifica degli elementi in ferro e stesura di un film protettivo sulla superficie lapidea. Inoltre, mediante appalto di segnaletica, sono stati anche posati dei paletti parapedonali sul marciapiede, tra i due attraversamenti pedonali della rotatoria in prossimità del monumento.

Da segnalare ancora, soprattutto per i cultori della nostra storia, l'opportunità di una visita alla bella e interessante mostra fotografica su “Opicina Antica” allestita per l'occasione da Zoran Sosič in collaborazione con l'associazione Mitja Čuk, nella pizzeria-trattoria “Veto” di via di Prosecco.

COMTS - FS



Karl von Zinzendorf, il Governatore di Trieste (1776 – 1782) che proiettò Opicina nel mondo.
(profilo storico a cura di Marco Simic)

Se c'è stato un motivo per cui il nome di Opicina è diventato famoso nel mondo, prima ancora della nascita del "tram de Opcina" e della nota corsa automobilistica "Trieste Opicina", questo è legato certamente all'opera di Karl von Zinzendorf, il governatore di Trieste favorito da Maria Teresa che progettò la grande via di commercio dal centro città (attuale via Commerciale) attraverso Opicina verso Lubiana, Maribor, Graz e Vienna.

Il conte Karl Johann Christian von Zinzendorf und Pottendorf aveva 37 anni quando giunse a Trieste nel 1776 per risollevare i destini economici della città. Era nato a Dresda in Sassonia e per far carriera nell'amministrazione austriaca il giovane Karl, dopo gli studi a Jena, aveva dovuto entrare nell'Ordine Teutonico.

Dall'età di venticinque anni Karl von Zinzendorf iniziò una serie di viaggi per approfondire la conoscenza dell'economia, del commercio e delle lingue. Fu in Italia, in Francia, in Svizzera, in Olanda, in Danimarca, a Malta e nell'Europa orientale. Al rientro a Vienna Maria Teresa volle affidargli l'incarico del governo di Trieste e del suo territorio per avviare quella crescita e quell'espansione che la Sovrana aveva immaginato. Occorreva la guida di un uomo che avesse conoscenza dell'Europa e del mondo di allora, che sapesse valorizzare le risorse triestine e che godesse della fiducia completa di Maria Teresa e di suo figlio Giuseppe e quell'uomo era Karl von Zinzendorf.

Karl notò la precaria condizione delle strade e delle infrastrutture fra la città, il territorio circostante e l'interno dell'Austria. Ideò quindi e fece progettare una grande strada commerciale, la “via Commerciale”, che andava dalla città al Carso per collegarsi da un lato alla via che portava all'Italia - l'attuale strada provinciale che da Prosecco conduce verso Monfalcone - e dall'altro proseguisse verso Sesana e Lubiana fino a Vienna.

A Opicina, luogo dell'incrocio di queste strade, per ricordare l'impresa collocò nel 1780 un monumento detto Stele Zinzendorfia che ricordasse i due Sovrani che l'avevano resa possibile, Maria Teresa e Giuseppe II.

Conosciamo nel dettaglio questa vicenda perché Zinzendorf compilava un diario giornaliero e gli ottanta volumi si trovano nell'archivio degli Asburgo. Karl annotava i progressi dell'opera, le sue cavalcate lungo il ciglione del Carso, le sue visite a Opicina, i suoi colloqui con gli operai e l'architetto. Fino al 1782 continuò a seguire i lavori della via Commerciale gioendo del raggiungimento dei paesi interni del Carso (Sesana, Razdrto, Vrhnika) e di Lubiana, fino a Vienna. E a Opicina fece costruire una grande stazione di posta all'incrocio fra le due strade, le attuali Strada per Vienna e via di Prosecco, al centro della quale venne creata una cisterna con una vera in pietra (oggi provvisoriamente depositata all'Orto Lapidario) recante un'iscrizione che ricordasse in perpetuo la nuova disponibilità d'acqua per tutti gli Opicinesi.

L'opera prestata a Trieste fu di tale importanza che nel 1782, morta Maria Teresa e rientrato a Vienna, Karl von Zinzendorf venne nominato Presidente della Camera Aulica dei Conti. Fu uno dei pochi uomini di Stato a servire ben quattro sovrani, Maria Teresa, Giuseppe II, Leopoldo II e Francesco I. Nel 1809 era diventato Ministro di Stato per l'Interno. Prima della morte, avvenuta nel 1813, non si dimenticò dei triestini e delle cavalcate giovanili a Opicina e nel testamento destinò una cospicua somma alla creazione della Fondazione Zinzendorf, destinata ad assicurare borse di studio a giovani studenti poveri ma meritevoli; provvidenza che sarebbe durata fino al 1918 quando, per effetto della svalutazione monetaria, il suo patrimonio si sarebbe depauperato.

A Trieste il suo nome non venne quindi dimenticato, ma è a Opicina che la storia affidò la sorte di tramandare la sua memoria e il ricordo. Attraverso la Stele Zinzendorfia, preservata attraverso i secoli e sempre presente agli occhi degli abitanti, attraverso la vera da pozzo, che rimase nel sito originario fino a una cinquantina di anni fa e che attende di essere restituita alla cittadinanza, e attraverso la targa, oggi perduta, a ricordo della “via Bonomea”, pure da lui ideata e promossa. A Opicina, dall'inizio degli anni Duemila, proprio a ricordo di Karl von Zinzendorf, è stato restituito il nome di “Strada per Vienna” alla parte finale di via Nazionale e si è intitolata una via al Governatore che proiettò il nome di Opicina nel mondo.

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