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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 24/11/2017

UN SECOLO DI PRODIGI.LA MUSICA MITTELEUROPEA IN ETÀ TERESIANA


DOMENICA 26 NOVEMBRE, ALLE ORE 11.00, AL CIVICO MUSEO TEATRALE C.SCHMIDL


Doppio appuntamento, nella mattinata di domenica 26 novembre, al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella sua sede di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4).
«Un secolo di prodigi: la musica mitteleuropea in età teresiana» è il titolo dello spettacolo scritto da Luciano Santin che ‘va in scena’ alle ore 11.00, con la soprano Veronica Vascotto, l’attore Adriano Giraldi e la pianista Cristina Santin, nell’ambito delle manifestazioni proposte dal Comune di Trieste nella ricorrenza del terzo centenario della nascita di Maria Teresa d’Austria.
L’esecuzione sarà preceduta, con inizio alle ore 10.00, da un visita guidata alle collezioni permanente del Museo, a cura di Stefano Bianchi, Conservatore dello “Schmidl”.
Si accede con il biglietto di ingresso al Museo

La musica ebbe un ruolo importantissimo nella cultura viennese del Settecento. La capitale austriaca attirò compositori ed esecutori e si trovò ad essere il luogo dove più compiutamente il barocco evolse nel classicismo.
L’epoca teresiana è, per certi versi, il momento più alto di questo secolo: come ha scritto Franz Herre, biografo della Landesmutter, sotto di lei “a Vienna stava nascendo l’età d’oro della musica”.
Vanno ricordati, a questo proposito, i forti influssi della scuola partenopea e veneziana (Carlo VI, padre di Maria Teresa, era stato per un periodo re di Napoli, e intratteneva rapporti con Vivaldi), nonché i fondamenti di musica suonata e cantata che facevano parte integrante dell’educazione di corte.
Bambina e adolescente, Maria Teresa si esibì alla Hofburg, in occasione di ricorrenze domestiche, ma calcò anche le scene. Avrebbe continuato anche dopo la sua incoronazione, ma dovette rinunciare perché l’etichetta non lo consentiva (la Kaiserin si piegò, facendo però notare che il Re Sole si era esibito quale ballerino pur essendo da tempo insediato sul trono). Per dare l’idea dell’intrinsecità tra musica e corte basta un esempio: quando l’arciduca Giuseppe d’Asburgo, figlio di Maria Teresa e futuro imperatore, prese in moglie la principessa Maria Josepha di Baviera, a Schönbrunn andò in scena Ipermestra, musicata per l’occasione da Gluck su versi di Metastasio, e il cast fu integralmente composto da figli della sovrana.


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