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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 24/10/2017

Il 28 ottobre 2017 incontro letterario alla Casa Circondariale di Trieste con Maurizio Miglia Autore del libro “Io continuo in te”.


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“Ero una persona svuotata da ogni sentimento, ferita, affranta, sola, ancora non consapevole di quanto stava succedendo. Solo una certezza tra i miei offuscati confusi pensieri, quello di essere rimasto solo”.
Questa la descrizione dell’Autore del proprio stato d’animo, della propria esistenza nei momenti successivi la perdita della compagna, di Sonia.
Questo potrebbe essere lo stato d’animo in cui si trovano molte persone private della libertà. Gestire un contesto di vita nuovo, diverso, una convivenza forzata con persone sconosciute, con esigenze e vissuti diversi, in un luogo, ove nonostante il sovraffollamento, si rischia di essere profondamente soli.
La perdita di una persona importante, unica causa una terribile malattia.
La perdita della libertà, diritto fondamentale di ogni persona, in ragione della commissione di un reato. Indubbiamente due eventi diversi e lontani tra loro ma forse accumunati da una possibilità: dopo l’esperienza emotivamente devastante, dopo il percorso di sofferenza, scoprire di essere un uomo diverso con la consapevolezza che “le esperienze, anche quelle dolorose, devono insegnare qualcosa”.
Il 28 ottobre 2017 ad ore 10.00 l’Autore – Maurizio Miglia – presenterà il libro “Io continuo in te” presso la Casa Circondariale di Trieste a favore delle persone private della libertà.
Il libro narra l’esperienza personale vissuta dall’autore dove il legame profondo tra due persone rimane saldo, oltre i confini della vita terrena; il libro diventa uno strumento a mezzo del quale Maurizio Miglia - proseguendo nella sua esperienza - decide d’impegnarsi nella realizzazione de “il sogno di Sonia” e fonda l’omonima Associazione di Promozione Sociale per supportare le difficoltà economiche e sociali dei bambini disagiati. Dopo le difficoltà che la vita – alle volte - ci riserva, dopo aver vissuto un’esperienza “distruttiva”, ci si può rialzare, forse migliorare, sicuramente progettare nuovi percorsi; dalle vicende negative (in alcuni casi, dagli errori) si può trarre la forza per realizzare qualcosa di positivo. Per sé e per gli altri.
La presentazione del libro da parte dell’Autore vuole essere un primo incontro, cui si spera possano seguirne altri, e si pone nel contesto rieducativo della pena conseguito attraverso il trattamento delle persone private della libertà.

Il Garante comunale dei diritti dei detenuti di Trieste
Elisabetta Burla


distanziatoreComunicati stampa