Retecivica Comune di Trieste - Il Comune per te
Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 12/10/2017

I LUNEDÌ DELLO SCHMIDL. NÉ D’ORIENTE NÉ D’OCCIDENTE. I RAPPORTI TRA LA MUSICA OTTOMANA E QUELLA EUROPEA NEI SECOLI XVI-XIX


CONVERSAZIONE CON ASCOLTI DI GIOVANNI DE ZORZI: LUNEDÌ 16 OTTOBRE, ORE 17.30, CIVICO MUSEO TEATRALE “CARLO SCHMIDL”


“Né d’Oriente né d’Occidente: i rapporti tra la musica ottomana e quella europea nei secoli XVI-XIX” è il titolo dell’appuntamento in calendario lunedì 16 ottobre, con inizio alle ore 17.30, presso la Sala “Bobi Bazlen” al piano terra di Palazzo Gopcevich, nell’ambito del cartellone dei Lunedì dello Schmidl e nel segno dalla collaborazione tra il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e il Circolo della Cultura e delle Arti.
È Giovanni De Zorzi il protagonista di questo incontro che si configura come la seconda tappa di un percorso dedicato alle Migrazioni sonore, nell’ambito del progetto “PROSPETTIVE DI CRESCITA INTERCULTURALE, ECONOMICA E SOCIALE - Temi e sfide regionali, soluzioni internazionali” del Circolo della Cultura e delle Arti, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La conversazione di Giovanni De Zorzi fa da controcanto all’intervento di Daniele Spini dello scorso maggio nell’ambito del medesimo progetto, il cui titolo recitava “Rondò alla turca: processi di integrazione nella musica dei Maestri del Classicismo”. Il presente incontro capovolge la prospettiva consueta secondo la quale l’Occidente descrive in musica l’Oriente, dando vita a mode musicali e sociali come le “Turcherie” settecentesche o l’Esotismo ottocentesco. In questo caso l’approccio è tutto di parte orientale, in un ex cursus con ascolti che si soffermerà su alcuni momenti di contatto che si ebbero tra la musica (e la cultura) ottomana e quella occidentale dal XVI al XIX secolo. Curiosamente, spiega De Zorzi, “le reazioni orientali varieranno nel tempo dalla sdegnosa ripulsa verso generi “molli” e “debosciati” sino alla curiosità e al totale innamoramento esterofilo”.
Giovanni De Zorzi (PhD) è musicista e ricercatore universitario in Etnomusicologia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Si occupa di musica classica e sufi di area ottomano-turca e centroasiatica. Alterna l’attività concertistica (flauto ney della tradizione ottomana), la ricerca sul campo, la scrittura, la direzione artistica di programmi musicali diversi, realizzati sinora soprattutto con il festival MiTO Settembre Musica (Milano, Torino) e con l’IISMC (Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati) della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Tra le sue novanta pubblicazioni si segnalano: Musiche di Turchia. Tradizioni e transiti tra Oriente e Occidente, con un saggio di Kudsi Erguner (2010); Con I dervisci. Otto incontri sul campo (2013). Tra le sue registrazioni: Ensemble Marâghî, Anwâr. From Samarqand to Constantinople on the Footsteps of Marâghî (2010); Ensemble Bîrûn (dir. Kudsi Erguner), Composers at the Ottoman Court, (2013); Armenian Composers of Ottoman Music (2014); The maftirîms and the Works of Sephardic Jews in Ottoman Classical Music (2016); Greek Composers of the Ottoman Maqâm (2017).

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Info: Tel. 040 675 4039 - www.triestecultura.it - www.museoschmidl.it

Comts


Nella foto:
Lagouto, strumento musicale turco, costruito a Istanbul nel 1864 da Emmanouil D. Vénios [particolare]
Collezione Roberto Starec - Dono Fondazione CRTrieste 2000
Civico Museo Teatrale Carlo “Schmidl”, Trieste



distanziatoreComunicati stampa