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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 11/10/2017

BILANCIO DI “TRIESTE ESTATE 2017”: I LUSINGHIERI RISULTATI DI UNA “STAGIONE” CULTURALE E ARTISTICA PIÙ CHE POSITIVA ANALIZZATI DALL'ASSESSORE COMUNALE ALLA CULTURA GIORGIO ROSSI.


DELINEATO ANCHE UN PERCORSO DI ULTERIORE APPROFONDIMENTO E 'MESSA A PUNTO', IN PARTICOLARE PER IL MIGLIOR UTILIZZO FUTURO DEL “SALONE DEGLI INCANTI” DELLE RIVE. SOTTOLINEATA ANCHE L'IMPORTANZA DELLE POLITICHE CULTURALI RIVOLTE AI GIOVANI


Con un'ampia disamina di dati e risultanze, pareri e raffronti, ma anche presentazione di nuove proposte e prospettive di “rilettura” di alcune scelte fin qui effettuate, l'Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi ha voluto, con una conferenza stampa svolta oggi in Municipio, tracciare un puntuale bilancio consuntivo delle attività culturali promosse dall'Amministrazione cittadina nell'appena trascorsa estate 2017, con particolare riferimento alla rassegna Trieste Estate – nelle sue principali sedi “deputate” di piazza Verdi e del Castello di San Giusto (e del Polo “Toti” per quanto concerne le attività giovanili) - nonchè alle mostre ed eventi tenutisi al Salone degli Incanti.
Il tutto, rivolto allo svago estivo ma anche alla scoperta del nostro ricco patrimonio culturale, a beneficio dei triestini e dei sempre più numerosi turisti che – come vedremo – hanno risposto con riscontri più che positivi.
A presenziare e integrare questo “punto” di quanto fatto sono intervenuti, a fianco dell'Assessore Rossi, la direttrice del Servizio Promozione e Progetti Culturali del Comune Francesca Locci, la funzionaria responsabile per i progetti giovanili Donatella Rocco, il responsabile del Museo Sveviano/Joyciano Riccardo Cepach, il direttore artistico di “Trieste Estate” Gabriele Centis con il responsabile per gli spettacoli teatrali Lino Marrazzo, il curatore del recente evento con l'artista di street art Eron Paolo Cavallini, nonché la presidente della Commissione consiliare per la Cultura e le Politiche giovanili Manuela Declich e il consigliere comunale Piero Camber.

Rossi ha aperto ponendo una serie di “punti di domanda” per una sorta di “auto-interrogazione” su quanto fin qui svolto, con l'obiettivo di un'opportuna verifica per, naturalmente, far di più e verso obiettivi ancor più mirati nel prossimo futuro: “abbiamo 'centrato' le nostre proposte culturali?”, “quanto fatto è stato apprezzato, o dobbiamo comunque far qualcosa di meglio e/o di diverso?”, “cosa faremo nei prossimi anni?”.
Questi i quesiti in ballo, rispetto ai quali Rossi ha subito e in primo luogo posto il problema di un più adeguato utilizzo del prestigioso spazio del “Salone degli Incanti” delle Rive (l'ex Pescheria Grande), osservando come il Salone, ristrutturato 13 anni fa, “pur rappresentando una delle sedi più scenografiche tra i contenitori museali della città, è stato (da sempre) poco utilizzato rispetto alle sue potenzialità”. “Per rilanciarlo, anche a livello sperimentale, sono state programmate una serie di manifestazioni, di diversa natura, con l'obiettivo di occupare gli spazi fino a tutto il 2018 ma anche, così facendo – ha detto Rossi –, di poter 'sondare' e valutare i reali interessi dei cittadini e dei turisti.”

In tal senso, e avendo noi già previsto tre successive fasi di calendarizzazione di varie mostre e spettacoli, in una prima fase un proprio ruolo specifico – ha spiegato Rossi – lo ha avuto la mostra, organizzata di concerto con la Fondazione Cavallini-Sgarbi, dedicata appunto alla collezione personale di Vittorio Sgarbi.
Sulla quale l'Assessore, al di là e oltre le varie discussioni e polemiche insorte, ha voluto ampiamente puntualizzare fornendo una serie molto chiara e incontrovertibile di dati. “Conosciamo il personaggio, per molti 'scomodo' e in molti casi certamente 'provocatore'. Ma va detto che la sua indubbiamente molto bella mostra (“Le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi”, n.d.r.) in 10 mesi di apertura nella cittadina di Osimo aveva conseguito l'ottimo risultato di 40.000 visitatori! A Trieste ci proponevamo – con un'apertura più limitata - l'obiettivo di 20.000. La mostra è durata 4 mesi (da fine aprile a fine agosto) e abbiamo raggiunto i 15.225 visitatori. Un esito non eccezionale ma neanche trascurabile – ha detto Rossi –, tra l'altro ricordando che la mostra è iniziata con un mese di ritardo rispetto a quanto inizialmente previsto, per problemi organizzativi della Fondazione proponente”.
“Ciò che va ancora rimarcato su questa iniziativa – così ancora Rossi – è che, per la prima volta nell'organizzazione di un evento, è stato adottato un sistema di co-partecipazione con la proprietà della collezione la quale ha provveduto a sue spese all'allestimento della mostra, mentre il Comune ha sostenuto i costi della sorveglianza, dello sbigliettamento e altre attività di servizio. Il che ha consentito al Comune di realizzarla con una spesa relativamente modesta di circa 140.000 Euro (di cui però 100.000 coperti da un contributo della Fondazione CRTrieste). E, conteggiando e riepilogando tutti i dati, e raffrontandoli con altre precedenti esposizioni, organizzate nell'anno precedente dalla precedente Amministrazione - ha ulteriormente puntualizzato Rossi – va osservato che, con una durata della mostra di 123 giorni, la presenza di 15.225 visitatori, ovvero di una media di 145 visitatori/giorno, con un costo per il Comune di 140.000 Euro, ovvero di 9,20 a visitatore (che però si riduce fortemente se si tiene conto del contributo della Fondazione CRTrieste) e paragonandola quindi con i risultati e i costi delle due principali precedenti mostre (“14-18 Due Fronti una Città”: durata 194 giorni, visitatori 11.417 pari a 68,78 al giorno, costo per il Comune Euro 351.400, pari a Euro 30,78 a visitatore; mostra ”Lloyd. Le navi di Trieste nel mondo”: durata 212 giorni, visitatori 11.437 pari a 62,84 al giorno, costo per il Comune Euro 411.300, pari a Euro 35,96 a visitatore), allora si può ben dire che, da ogni punto di vista, la mostra sulle “Stanze Segrete” di Sgarbi non è stata affatto un flop come ha voluto scrivere qualcuno! Al contrario, pur se ci si aspettava magari qualcosa di più - ed è probabile che la stessa abbia risentito della collocazione in un periodo dedicato più alla balneazione che alle arti, oltre che della singolarità controversa di un personaggio tanto geniale quanto scomodo come il professor Vittorio -, resta il fatto che, raffrontata alle altre due organizzate in precedenza nel Salone degli Incanti e in Porto Vecchio, la mostra di Sgarbi le sbaraglia sia per numero complessivo di visitatori che per numero di visitatori al giorno, per non parlare del costo... lasciando agli aridi numeri le considerazioni che ciascuno può fare!”

“Ma nell'insieme, e al di là di tutti questi pur diversi risultati e raffronti, si evidenzia tuttavia l'esigenza – ha osservato quindi l'Assessore Rossi, proseguendo nella sua analisi -, in seguito a mostre di questa natura, di comunque dover riflettere sulla miglior utilizzazione possibile per questi spazi. Probabilmente prefigurando – ha aggiunto – una strategia di “utilizzazione mista” dove accanto ad attività prettamente culturali-espositive più tradizionali possano proficuamente inserirsi e intervallarsi altre iniziative, anche di genere diverso e nuovo”.

“In questa direzione, sempre in questa prima fase sperimentale, abbiamo ritenuto, ad esempio, di collocare al “Salone degli Incanti” la inconsueta performance del writer Eron, chiamato a Trieste anche per fare da “testimone” al progetto Chromopolis che l'Amministrazione sta avviando per rilanciare la Street Art in città. Un evento questo – ha spiegato sempre Rossi - durato 7 giorni, con un costo di 23.000 Euro e un ottimo successo non solo di pubblico (con più di 2.000 presenti alla serata finale) ma ancor più mediatico, essendo stato seguito dalla televisione nazionale che ne ha ripreso tutte le fasi”.

“Nella seconda fase e “tipologia” di utilizzo si è poi previsto un impiego specifico del Salone per eventi di carattere nazionale e internazionale, organizzati però da enti e istituzioni locali “nostre” quali la “Barcolana”, o l'ormai tradizionale e affollata rassegna sul tatuaggio “Tattoo”, o la mostra mercato dell'antiquariato “Trieste Antiqua”, avvenimenti, localizzati in un periodo autunnale, che vanno supportati essendo ormai degli appuntamenti non solo fissi ma anche di notevole richiamo e di alto o altissimo (come la “Barcolana” appunto) interesse turistico e di immagine della Città.”

“Nella terza fase, che inizierà ai primi di dicembre e si protrarrà per tutta la primavera ed estate del 2018, verranno quindi organizzate due importanti ma anche molto peculiari e inedite mostre, la prima, in collaborazione con la Regione FVG, che tratterà dell'archeologia subacquea, la seconda, con la Fondazione Benetton, è in fase di studio e progettazione. Poi, anche a seguito di tali ulteriori esperienze – ha rilevato infine Rossi, concludendo quest'ampia analisi tutta dedicata all'importante e “strategico” spazio dell'ex Pescheria -, alla fine del 2018 tireremo le somme, anche a fronte dell'interesse di pubblico, per dare un definitivo assetto organizzativo al “Salone degli Incanti” quale contenitore di eventi culturali e non.”

Con più delineate e consolidate certezze, l'Assessore comunale alla Cultura ha quindi “salutato” il nuovo e ancor più ampio successo dell'edizione 2017 di “Trieste Estate”. Un grande e diversificato “contenitore” dell'ormai quasi totale offerta culturale e di spettacolo triestina per l'estate, in grado – come è stato ribadito in più occasioni – di soddisfare tutte le esigenze e le preferenze culturali e musicali, ad ogni livello ed età degli spettatori. Una sorta di “rassegna madre” che incorpora anche i diversi festival, come il “TriesteLovesJazz” (giunto quest'anno alla sua 11° edizione), o il “Maremetraggio ShortTS International Film” (alla 18° edizione) o il “Trieste Summer Rock Festival”, oltre a mobilitare e coinvolgere – come ha sottolineato con soddisfazione Rossi – accanto alle realtà maggiori e più strutturate, centinaia di associazioni e gruppi artistici e culturali cittadini “minori”, offrendo così un prodotto davvero variegato, multiforme e genuino delle potenzialità e dell'”humus” culturale autentico della nostra città.”
“E proprio in ciò sta l'ulteriore bellezza di un'”operazione” - ha tenuto a sottolineare ancora Rossi – che punta, cogliendo anche questa grande occasione del 'mega cartellone' estivo, a coinvolgere e a valorizzare tutte le molteplici realtà e ricchezze culturali di cui la città è dotata; in un'ottica che vogliamo sia molto 'liberale' e aperta, lontana da scelte “di parte” che tendano a suddividere fra “i nostri” e “gli altri”, cercando invece di offrire un'opportunità a tutti!”

“Forse anche per questo abbiamo potuto vedere risultati che sono stati davvero grandi, in tutte le sedi e per tutte le diverse tipologie di iniziative che il Comune ha organizzato e/o supportato: dai numeri sempre altissimi dell'ormai consolidata 'sede' di piazza Verdi (dove, dalla musica fino al cinema, si sono svolti ben 39 spettacoli, con un totale di circa 31.600 spettatori, più i 2.000 del solo “Concerto all'Alba” sul Molo Audace), fino al grande successo del rilancio – anche nell'intento della sua riscoperta come sito turistico e culturale – degli spettacoli al Castello di San Giusto, uno specifico obiettivo di questa Amministrazione, subito 'premiato' con l'afflusso di 11.400 spettatori ai 45 spettacoli organizzati al Bastione Rotondo e altri 18.800 ai 31 spettacoli messi in scena nel piazzale delle Milizie. Non dimenticando, anzi – poiché vuole essere questo un altro 'punto di forza' e di vanto dell'Amministrazione -, i più che ottimi risultati, in ambito giovanile, della rassegna “parallela” di “Trieste Estate Giovani”, organizzata dal “PAG – Progetto Area Giovani” e svoltasi essenzialmente al Polo Giovani “Toti”, anch'esso come noto di base a San Giusto, che ha visto la realizzazione di ben 81 spettacoli, con 4.700 giovani spettatori e, dato questo forse ancor più significativo e interessante, con l'”accreditamento” presso il Comune – ha tenuto a sottolineare l'Assessore Rossi, che, come noto, è anche il referente per le politiche giovanili – di ben 50 associazioni giovanili cittadine che hanno poi presentato e sviluppato le loro proposte e performances artistiche. Ed è forse questo – ha ribadito – il vero e più forte successo di quest'estate! Oltre a rappresentare un ulteriore rilevante contributo per rilanciare, anche in questo senso, il nostro Colle Capitolino come vasto 'polo' culturale (comprendendovi naturalmente anche le mostre all'Alinari Image Museum e le pregevoli iniziative al vicino Civico Museo di Storia e Arte e Orto Lapidario, n.d.r.)”.

“Il risultato complessivo di questa 'multiforme' e sfaccettata attività estiva si è tradotto dunque, sulle diverse 'piazze' di “Trieste Estate 2017” – ha concluso Rossi – in un totale di 196 spettacoli, con la presenza di 68.500 spettatori e un costo di 488.000 Euro. Un'esperienza più che positiva e che sarà perciò senz'altro ripetuta e, se possibile, ancora ampliata, nel 2018 !”

Dopo l'Assessore, hanno preso la parola la presidente della Commissione consiliare per la Cultura e le Politiche giovanili Manuela Declich, tra l'altro firmataria assieme al consigliere Piero Camber di una mozione per la massima valorizzazione del patrimonio museale triestino, anche tramite periodiche esposizioni, da realizzare proprio al Salone degli Incanti, dei molti reperti 'nascosti' e poco o per niente noti, in quanto mai usciti dai depositi. “Trieste possiede un patrimonio culturale immenso – ha detto in proposito la Declich – in molti casi ignoto o comunque da esporre e valorizzare; non dimenticando tra l'altro che il “binomio” cultura-turismo è ormai inscindibile e l'un fattore rafforza l'altro; guardando in quest'ottica anche all'accrescimento di una specifica offerta culturale giovanile e alla rivitalizzazione di spazi urbani e culturali la più ampia possibile, per tutti i cittadini.”
Analogamente Piero Camber che ha ricordato come “la cultura è un patrimonio e un investimento” e bisogna puntare “non solo sulle pinacoteche ma anche sugli spettacoli e sull'intrattenimento sociale, offrendo alle persone tutte le opportunità possibili per stare assieme, riscoprendo e usando a tale scopo tutte le strutture e gli spazi disponibili”.

Toni soddisfatti anche da Gabriele Centis (“riaprire San Giusto è stata una sfida vincente, e “Trieste Estate” è un successo che possiamo ancora ampliare, con la crescente collaborazione delle tante realtà che mai come in questa occasione hanno tutte cooperato per un obiettivo comune”) e dal regista Lino Marrazzo (“tra musica e prosa, “Trieste Estate” è stata stavolta una specie di grande 'cartellone continuo'!”).

Ha chiuso Giorgio Rossi sottolineando il prossimo grande e ambizioso impegno che attende il Comune in questo campo, ovvero l'organizzazione del nuovo “polo culturale museale” in Porto Vecchio: “Un percorso che oggi inizia”, ha detto, dando quindi appuntamento nell'Antico Scalo anche per trasferirvi una parte di “Trieste Estate 2018”. “Desideriamo portare una serie di spettacoli del prossimo 'cartellone' estivo in questa nuova suggestiva location” ha confermato la direttrice Francesca Locci.


COMTS – FS

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