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Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 9/10/2017

IL LUNGO VIAGGIO. PAUL MORAND DA PARIGI A TRIESTE. TAVOLA ROTONDA E PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO DI MARIO RIZZARELLI


GIOVEDÌ 12 OTTOBRE, ORE 16.00 – 19-00, AL CIVICO MUSEO REVOLTELLA. AUDITORIUM “MARCO SOFIANOPULO”(VIA DIAZ, 27)


IL LUNGO VIAGGIO: PAUL MORAND DA PARIGI A TRIESTE è il titolo del documentario di Mario Rizzarelli che sarà presentato giovedì 12 ottobre, all’Auditorium “Marco Sofianopulo” del Civico Museo Revoltella su iniziativa del Comune di Trieste, in collaborazione con l’Alliance Française di Trieste, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. La proiezione sarà preceduta da una tavola rotonda, cui parteciperanno Cristina Benussi, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trieste, Anna Zoppellari, professore associato di Letteratura francese all’Università di Trieste e il giornalista Mario Rizzarelli autore del documentario.

Versato in vari generi letterari, Paul Morand (Parigi 1888- Parigi 1976) si distinse soprattutto in quello della “novella”, che innovò profondamente con nuove e originali tecniche di scrittura. È stato detto che ha introdotto il ritmo del jazz nella lingua francese. Dopo il suo primo libro importante “Tendres stocks”, che si giovò dell’autorevole prefazione di Marcel Proust, divenne ben presto lo scrittore più popolare di Francia. Spirito libero e anticonformista, viaggiatore instancabile, amante delle automobili sportive, corteggiato dalle donne, negli anni di maggior successo fu circondato da un alone di leggenda. Nel 1927 sposò la principessa Hélène Soutzo, di origine greca, la cui madre, Callirhoé Economo, era nata a Trieste. Anche per questo motivo con la città adriatica ebbe profondi legami e, alla fine della sua lunga esistenza, scelse di riposarvi, nel cimitero della Comunità Greco Orientale. Oltre che scrittore, Morand fu anche diplomatico di carriera. Tale scelta, se gli permise di coltivare la sua passione per i viaggi, fu anche all’origine, nella seconda parte della sua vita, di problemi e difficoltà. Accettò infatti di fare l’ambasciatore per il regime di Vichy, prima a Bucarest, poi a Berna. Ciò gli valse l’accusa di collaborazionismo, la radiazione dai ranghi della diplomazia da parte di De Gaulle alla fine del 1944, e il volontario esilio in Svizzera. La commissione per le epurazioni, istituita dal Governo, però, non rilevò nulla di significativo a suo carico e un ricorso al Consiglio di Stato portò anche al suo reintegro nella carriera. Ebbe una rivincita, seppur tardiva, pure sull’ostracismo letterario, con l’ingresso nel 1969 nell’Académie Française, ritenuto il massimo riconoscimento per uno scrittore. Al suo parziale ritorno in auge contribuì un gruppo di giovani scrittori, impertinenti e anticonformisti, conosciuti con il nome di “ussari”. Tra le sue opere più famose vanno ricordate ‘’Tendres stocks’’, “Ouvert la nuit”, “Fermé la nuit”, “Lewis et Irène”, “L’homme pressé”, “Le flagellante de Séville”, “Hécate et ses chiens”,“Venises”.
Il documentario ripercorre l’intera vita di Morand. In un’ampia pagina vengono ricostruiti i suoi legami con Trieste. Particolare attenzione è dedicata alla storia della famiglia Economo e al ruolo da essa svolto nella vita economica triestina. Viene anche delineato il contesto storico ed economico che, a partire dalla nascita del porto franco (1719), portò allo sviluppo della Trieste cosmopolita, multiculturale e multireligiosa.
Il documentario propone anche interventi e testimonianze: tra gli altri, quelli di Michel Déon , accademico di Francia, l’ultimo degli “ussari”(è una delle sue ultime interviste prima della scomparsa, avvenuta lo scorso dicembre), di Frédéric Vitoux, pure lui accademico di Francia, della studiosa di Morand, Catherine Douzou, di Manuel Burrus, autore di una biografia sullo scrittore, della studiosa italiana di Morand, Anna Zoppellari, di Gabriel Jardin, figlioccio di Morand, dell’ ambasciatore Maurizio Serra, che si è occupato di Morand diplomatico, e di Jean Chrissoveloni, nipote di Hélène.
Il documentario, della durata di un’ora e mezzo, realizzato con il patrocinio e la collaborazione dell’Alliance Française di Trieste, è stato girato a in Francia, Svizzera, Romania e a Trieste.
Le musiche originali sono state composte da Valter Sivilotti e Marco Bianchi.
È stata realizzata anche una versione in lingua francese, a cura dell'Alliance Française. La presentazione a Trieste segue quella che ha avuto luogo a Firenze lo scorso 27 settembre (sia nella versione italiana sia in quella francese, in una manifestazione a Villa Finaly, proprietà delle Università di Parigi) e precede quella in programma a Parigi per il mese di dicembre.

La manifestazione di giovedì 12 ottobre al Museo Revoltella avrà inizio alle ore 16 con la tavola rotonda, cui faranno seguito un breve intervallo e la proiezione del documentario intorno alle ore 17.30. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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