Retecivica Comune di Trieste - Il Comune per te
Comunicati dell'Ufficio Stampa del Comune di Trieste

Trieste, 14/8/2017

TRIESTE ESTATE: ARCHEOLOGIA DI SERA 2017.


-


LA TERZA SERATA, DOMANI, MARTEDÌ 15 AGOSTO, DALLE 20 ALLE 23, ANCORA SULL’ARTE GRECA, SUL TEMA L’ARTE RAGGIUNGE LA GRAZIA (DA PRASSITELE ALL’ELLENISMO) NELLA VISIONE DEL GRANDE STUDIOSO TEDESCO JOHANN JOACHIM WINCKELMANN, INIZIATORE DELLA MODERNA STORIA DELL’ARTE E DELL’ARCHEOLOGIA.
CINQUE SERATE NEL SUO NOME, NEL 300° DELLA NASCITA, NELLA FRESCURA DEL “GIARDINO DEL CAPITANO”, SUL COLLE DI SAN GIUSTO, NEL VASTO COMPRENSORIO DEL CIVICO MUSEO DI STORIA E ARTE (ENTRATA DA PIAZZA DELLA CATTEDRALE 1, A INGRESSO LIBERO)

Prosegue con grande partecipazione di pubblico, nella frescura del Giardino del Capitano, sul Colle di San Giusto, nel vasto comprensorio del Civico Museo di Storia e Arte, la rassegna “Archeologia di Sera 2017”, dedicata quest'anno all’opera del grande studioso tedesco Johann Joachim Winckelmann, iniziatore della moderna storia dell’arte e dell’archeologia, nel 300° della nascita.
Manifestazione che lo stesso Museo propone ai cittadini interessati e ai turisti in visita, in tutti i martedì di agosto, nell'ambito del “cartellone” di Trieste Estate 2017, in ogni serata presentando letture e musiche diverse, ma sempre offrendo l'ingresso libero e gratuito, con apertura dalle ore 20 alle 23 e accesso da piazza della Cattedrale 1, a fianco della Cattedrale di San Giusto.

Il prossimo appuntamento, con la terza serata, domani, martedì 15 agosto (Ferragosto), sarà dedicato, sempre a cura di Marzia Vidulli Torlo e Susanna Moser, all’arte greca nel pensiero di Winckelmann.

In avvio, alle ore 20.30, la proiezione del cortometraggio “Winckelmann: storia di un assassinio”, di Mariangela Miceli e Giuseppe Sforzi, regia di Daniele Trani, Collective Pictures (durata 15 minuti); racconto ironico e moderno del celebre omicidio: al tavolino di un caffè tre studiosi ripercorrono gli Atti del processo all’assassino, Francesco Arcangeli, ma l’accusato diventa lo stesso Winckelmann che con il suo invito a rifarsi al mondo classico ha condizionato il libero progresso delle arti.
Alle ore 21, “L’arte raggiunge la Grazia (da Prassitele all’Ellenismo)”, letture dalle opere di Winckelmann.
Alle ore 22 la replica del documentario RAI “In morte di un archeologo. Winckelmann, Trieste e il riscatto di una città” di Paola Bonifacio e Piero Pieri (durata 60 minuti).
Il racconto filmico, realizzato quest’anno proprio per commemorare il 300° del grande studioso, affronta le ultime ore di Winckelmann che si avvia all’incontro con la morte, indagandone le strane e misteriose circostanze e proponendo nuovi scenari sulle motivazioni. Una figura in abiti settecenteschi dà corpo all’archeologo tedesco interpretato da Adriano Giraldi con sorprendente simiglianza. Winckelmann si aggira nella Trieste contemporanea, scoprendo realizzati nel profilo della città i suoi studi sull’antico ed è lui stesso a raccontare i dettagli del delitto del quale fu vittima.

In contemporanea alle presentazioni il pubblico potrà scegliere di seguire alcune visite guidate alle sezioni del Museo.

A proposito di Winckelmann si può osservare come nei suoi volumi egli insegni a esaminare con cura le opere dal vero e sempre di persona, sostenendo che le statue antiche anche dopo averle avute cento volte sotto gli occhi permettono di scoprire sempre qualcosa di nuovo. Egli fu il primo in grado di inquadrare un’opera intera, ma anche un solo frammento, un piede o una mano, meglio una testa, riconoscendovi la cultura che l’ha prodotta e la sua cronologia.
Fu capace di creare un Sistema dottrinale per insegnare in che cosa consiste la bellezza di un’opera d’arte, in particolare di una statua, contrapponendosi a chi fino ad allora aveva scritto solo vite di artisti, o narrato le storie dei soggetti raffigurati, giudicando esclusivamente per la qualità del lavoro.
Secondo Winckelmann le arti, in ogni tempo o luogo, possiedono tre stadi: cominciano, così come tutte le invenzioni, dalle cose necessarie; in seguito si passa alla ricerca della bellezza e della grandezza; alla quale infine si cede nel superfluo e allora va perduta quella grandezza a cui l’arte era pervenuta e ciò comporta la sua completa decadenza.
Egli sostiene che l’Arte sia nata allo stesso modo presso tutti quei popoli che l’hanno coltivata e che ogni popolo ha trovato in se stesso il primo seme dell’arte. L’invenzione varia con l’età dei popoli e in relazione alla instaurazione del culto divino, primitiva causa dell’espressione artistica.
In Grecia, benché ciò si ebbe più tardi rispetto all’Oriente, l’inizio fu semplicissimo ma si giunse poi alla perfezione. Winckelmann analizzò le ragioni e le cause dello sviluppo e della superiorità dell’arte greca ritrovandole in parte nell’influenza del clima, in parte nel governo (in particolare nella democrazia) e non meno nell’alta considerazione di cui gli artisti godevano.
Tanto più il clima si avvicina al clima temperato della Grecia tanto più belle, scultoree e possenti sono le forme delle creature che essa genera; ne consegue che l’arte, uno dei cui fini era l’omaggio alla Natura, solo in Grecia raggiunse la superiorità della perfezione del bello assoluto.




Come riferimento ideale, a corredo simbolico della serata, viene proposta la seguente immagine:



- Particolare degli occhi del ritratto di Alessandro Magno del IV secolo a.C., uno dei capolavori di cui parla Winckelmann nella sua “Storia dell’Arte”

Programma completo di “Archeologia di Sera 2017”





(info: Civico Museo di Storia e Arte – Orto Lapidario, piazza della Cattedrale 1 e via della Cattedrale 15, tel. 040-310500, posta: cmsa@comune.trieste.it, www.museostoriaeartetrieste.it)


COMTS – FS


distanziatoreComunicati stampa