febbraio 2002       

Primi

Cronistoria di una magia


      


Chi l'avrebbe pensato? Come al solito nessuno. Solo loro, i ragazzi, l'avevano sognato e con tanta forza da farlo diventare realtà.

Quando un dirigente un po' birbone assieme ad una presidente un po' birbona, aveva detto al Maestro Mario di aver iscritto tutto il gruppo di Smile, una sessantina di ragazzi, al campionato regionale FIHP dei gruppi, il Maestro Mario l'aveva guardato a lungo, poi aveva sorriso, poi aveva riso e poi aveva detto no!.....voi siete matti, e chi riesce a fare tutto questo lavoro in tre settimane, io no.

Ma i ragazzi dalle orecchie lunghe avevano sentito: allora i grandi si sono seduti in cerchio e hanno ragionato.
Ognuno di loro ha tirato fuori dai meandri della memoria tutti i ricordi dei mille allenamenti di attività spettacolo, ognuno con un ricordo, ognuno con un pezzo, hanno ricostruito, come in un complesso puzzle, la storia e la struttura del numero; poi sono andati dal Maestro Mario e gli hanno detto: se tu ci stai ti aiutiamo noi, proviamo a farcela insieme.
Mario non sapeva che dire, sapeva di poter contare su di loro, ma l'esperienza non era molta e lui era solo; ma no, non era più solo, c'erano loro!

E così i grandi hanno iniziato a disfare il numero in pezzi perché bisognava far star tutto in cinque minuti, a rimontare pezzi di coreografia che via via Mario assemblava, ad insegnare ai medi perché insegnassero ai piccoli.
Alcuni grandi sono tornati, richiamati da un gruppo che diventava sempre più unito e Mario guardava, sorrideva, diceva..è impossibile, brontolava, lavorava come un forsennato, ma sorrideva ed i ragazzi sapevano che quando Mario sorride tutto è possibile.
Fino all'ultimo momento, il sabato prima della gara i cerchi erano uova e le stelle avevano raggi che cadevano da tutte le parti, ma nessuno ha mollato.
Tutti aiutavano tutti, chi correggeva all'altro un passo, chi spiegava le battute e quando dovevano allargare, chi ci metteva tutto se stesso e basta, il che era già tantissimo.
Visto che avevano deciso di ballare ora si trattava di non fare figuracce, di piazzarsi decentemente.

Domenica 27 gennaio alle sette di sera, a Latisana, cinquantuno atleti del Pattinaggio Artistico Jolly, dagli otto ai trent'anni, sono entrati in pista ed hanno smesso di esser cinquantuno, sono diventati un'unica entità legata da un filo di amicizia, solidarietà ed orgoglio che li ha fatti muovere con la perfezione di un orologio svizzero.
Sono stati bravi, oltre ogni aspettativa, ancora una volta mi hanno lasciata stupefatta compiendo uno di quei prodigi che solo nel Magico Jolly sono possibili.
Hanno vinto, per un soffio e grazie al punteggio altissimo nella presentazione (9.8 10.0 9.8), hanno vinto davanti ad atleti più capaci nelle acrobazie e nelle difficoltà, hanno vinto perché ci hanno messo tutto, compreso il cuore, ed il boato con cui hanno accolto il risultato, eccessivo a detta di alcuni, non era un boato di vittoria, ma uno stupefatto boato di gioia.
Sicuramente molti atleti sono più bravi di loro, ma la capacità di diventare, di essere, una unica essenza, concedetemi di credere sia solo loro.


mt




logo archivio
logo homepage

validazione W3C