ottobre 2003       

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Quattro chiacchiere con un campione

intervista a Luigi Braini

immaginoe di Luigi in divisa azzurra Eccolo qua, di fronte a me, nello stesso posto dove quasi dieci anni fa l'ho conosciuto bambino.
Un bambino serio che giocava a carte seriamente seduto allo stesso tavolo.
Luigi è sempre stato una persona seria, fin troppo, da piccolo, meno ora , che sta crescendo ed è quasi un uomo.
È sereno quando parla e sorride sempre guardandoti in faccia.
Parliamo delle sue gare, della sua vita, un po' a ruota libera.
Nel suo raccontarsi viene quasi sempre fuori una frase: - mi reputo fortunato, per la vita che ho, per lo sport che faccio, per aver David come allenatore, per avuto sempre accanto una persona che mi spiegasse cosa fare senza impormelo: mia madre.-
Dell' essere arrivato secondo e non primo ai Campionati Europei di quest'anno dice che è soddisfatto, che ha reso al massimo, che ha fatto tutto quello che sapeva fare, solo che l'altro era più bravo e la vita è anche questo: sapersi cimentare lealmente con i migliori. Chi vede della negatività nel suo piazzamento sbaglia, lui afferma serenamente di essere soddisfatto e di aver espresso in quella gara al massimo la sua creatività.
E cosa mi dici degli esercizi obbligatori e delle coppie danza ed artistico, una volta facevi tutto, ora no, come mai?-
- Una volta, da piccolo, ho pattinato in coppia, ma non fa per me: io lavoro sodo e so misurare le mie possibilità, alle volte spingo fino all'estremo, ma quando sei con un'altra devi capire anche i suoi problemi e io, per ora, non ci riesco.-
Gli chiedo se quel "per ora" significhi forse in futuro, ma Luigi mi guarda, scuote la testa e lo esclude, come esclude di cimentarsi ancora in gare di esercizi obbligatori, anche se sicuramente si eserciterà ancora sui tracciati, ma le gare no: - mi limitano, mi costringono dentro schemi rigidi in cui io mi sento un passivo esecutore e non fa parte del mio temperamento, altri non la pensano così e considerano gli obbligatori come esercizi in cui sfruttare al massimo le dinamiche degli equilibri corporei e certamente è così, ma non fa per me eccellere in questa specialità!.-
- Scuola, ragazze, amici?- Gli domando cambiando improvvisamente argomento per veder come reagisce: si ferma un attimo, riflette un attimo e risponde: - A scuola va bene, sto molto attento in classe e poi mi basta studiare poco per ottenere buoni risultati, non ho amici se si esclude una amica speciale più grande di me e non ho nemmeno ragazze fisse. Nelle mie relazioni sociali sono molto, o forse troppo, attento: conosco, misuro, valuto e poi accetto la persona, ma spesso sto troppo e quella se ne è già andata- conclude con un sorriso e a questo punto non so più se fa sul serio o mi sta prendendo in giro
Ritorno sul pattinaggio e gli chiedo quale atleta gli piaccia di più : mi risponde - il tedesco Albiez Frank, magari alle volte non infila tutti i salti, ma vedere come si muove sui pattini è come sentire un bel pezzo di musica ben realizzato -.
Dimmi, cosa significa per te pattinare al meglio? - Pattinare con il cuore! - risponde .
Frase quasi banale, ma non detta da lui, perché lui ci crede!
Ok Luigi, finiamo qui!
La tua serenità è disarmate, io non ho altro da chiederti perché mi hai detto di te tutto, o forse niente, ed a me non resta che augurati ed augurarmi che le prossime quattro chiacchiere siano con un campione del mondo.
Buona fortuna, Luigi!

  mt



Luigi Braini a Tavira con David ed Elvia

Luigi Elvia e David a Tavira, dopo la gara



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