ottobre 2008       

L'incontro tra due titani:
Alexej Mishin, il grande Coach of Champions, e Mario Vitta

Alla fine di luglio il nostro eclettico Maestromario, sempre alla ricerca di nuovi confronti per far crescere il pattinaggio a rotelle ha incontato Alexej Nikolaevich Mishin, uno dei più grandi allenatori di ghiaccio del mondo.

Ecco l'articolo sull'incontro scritto da Sara Simonato:

In una calda giornata estiva, nella splendida cornice delle alpi bavaresi a Mittenwald, Germania, ha avuto luogo un incontro importante a lungo auspicato. Due tra i massimi esponenti del pattinaggio artistico, Mr. Alexei Nikolaevich Mishin, munifico e acclamato former coach del ghiaccio, e Mr. Mario Vitta, alter ego delle rotelle, hanno finalmente trovato l'occasione di scambiarsi le rispettive sconfinate conoscenze di due discipline considerate erroneamente estranee l'una all'altra che, in realtà, hanno molteplici punti di convergenza.
Mr. Mishin è una autorità di primissimo piano nel mondo del pattinaggio di figura. Laureato in meccanica, dopo la carriera di pattinatore di coppia, ha dedicato la sua vita alla formazione di giovani talenti diventando in breve tempo uno tra i migliori allenatori al mondo. Uomo di incredibile lungimiranza, è noto per aver teorizzato prima di ogni altro ( ben 25 anni fa ), la possibilità di esecuzione di un salto quadruplo. Il suo sistema di allenamento consente agli atleti di apprendere le tecniche di salto molto rapidamente grazie anche all'utilizzo di un giubbotto da egli stesso concepito e brevettato che segnala gli errori di postura del corpo.
Mishin, Vitta Mr. Vitta è stato presidente dell'International Roller Skating Trainere Assotiation dal 1992 al 1996. Come Mishin anche lui ha pattinato in singolo e coppia. Uomo dalla vivace curiosità, famoso per la creatività, si è distinto per i numerosi campioni portati al successo e per i vari saggi scritti e le manifestazioni ideate. Estimatore del lavoro di Alexei Mishin, ha tradotto nei primi anni '80 una relazione dell'allenatore russo in cui si trattava la questione dei quadrupli.
Nonostante i numerosi tentativi non era mai era stato possibile per i due personaggi incontrarsi e scambiare qualche parola sulle due discipline. Questo è stato il grande giorno in cui le lame e le rotelle sono finalmente entrate in contatto
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L'incontro si è svolto in due fasi: la parte pratica direttamente su ghiaccio, durante gli allenamenti dei vari pattinatori peresenti al campo estivo della InternationalFigure Skating School of Alexei Mishin, poi il momento di incontro informale, durante una cena bavarese consumata in allegria. cipline. Questo è stato il grande giorno in cui le lame e le rotelle sono entrate finalemnete in contatto.

Mishin, Vitta Inquesto clima cordiale e amichevole, è stato decisamente surreale il pensiero di avere di fronte due giganti di questo spessore che conversavano in modo spontaneo e naturale, di lame, fili, rotelle eghiaccio, come fossero amici di vecchia data, proprio loro, che fino aquel momento avevano solo sentito parlare l'uno dell'altro.
Durantela sessione di allenamento in pista Mishin, sempre vigile e attento a tutti i pattinatori presenti sul ghiaccio, spiegava dettagliatamente a Mario Vitta l'esatto sistema utilizzato per la preparazione dei salti,affinché questi risultassero aerodinamicamente perfetti al fine di sfruttarne al meglio la velocità di rotazione. Mr. Vitta, che neglianni è riuscito a far si che il pattinaggio a rotelle diventasse estremamente simile per eleganza e tecnica al pattinaggio di figura, ha così potuto carpire qualche segreto in più utile alla formazione dei futuri campioni di uno sport splendido che meriterebbe una maggior attenzione.



Dalle sue stesse parole si può cogliere l'intensità di quanto avvenuto qui a Mittenwald.

S.S:Dunque, Mr. Vitta, a Mittenwald è avvenuto l'incontro tanto atteso. Quali sono state le sue prime impressioni? È stato come l'aveva immaginato? Mr. Mishin è l'uomo di ghiaccio che tutti temono?
M.Vitta : Assolutamente no, è una persona splendida e generosa, simpatico e sicuro di sè. Devo dire sinceramente che, non conoscendolo di persona,e dalla descrizione che molte persone mi avevano fatto di lui, avevo un po' di timore di questo incontro; lui per me ha sempre rappresentato qualcosa di grande, la meta che ogni allenatore vorrebbe raggiungere e sentivo dentro di me un rispetto reverenziale.

S.S: Mr. Mishin le ha concesso il grandissimo privilegio di assistere alla sua sessione di allenamento, blindatissima ai più. Quali momenti del training hanno maggiormente attirato la Vostra attenzione?
M.Vitta : Sono stato onorato e trattato come un vero amico, un collega, quasi come un fratello. Mi ha consentito di presenziare alle sue lezioni assieme a mio figlio David e a mia moglie Elvia, anche loro validi allenatori, che mi hanno accompagnato in questa avventura. Mr.Mishin ha lavorato con il gruppo di ragazzi ed i suoi atleti in modo esemplare; ha trasmesso informazioni tecniche basate sulla consapevolezza del proprio corpo e sulla corretta posizione dell'asse corporeo in volo. Ha usato metodologie veramente originali e alcune di queste si avvicinano molto ai mezzi usati da noi, cosa che conferma la giusta direzioneintrapresa dalla nostra scuola. Abbiamo riscontrato così di avere molti punti in comune.

S.S: Secondo lei quali sono i maggiori ostacoli da superare nel pattinaggio artistico a rotelle affinché questo possa avvicinarsi sempre di più al pattinaggio su ghiaccio?
M.Vitta: In questo seminario mi sono reso conto per esempio di quanto poco i nostri atleti lavorano sulla mobilità articolare, sull'allungamento della muscolatura; ho osservato con attenzione la struttura delle gambe dei pattinatori di ghiaccio e, oltre alle differenze date dall'uso di un mezzo meccanico diverso, indubbiamente il tipo di preparazione fisica non è lo stesso. Un problema da non sottovalutare è il fatto economico. Uno è sport olimpico, l'altro è il fratello povero; i nostri campioni del mondo ricevono a volte 5.000 Euro, e nel migliore dei casi una medaglia d'oro al valore atletico da parte del C.O.N.I. L'atleta che vince un campionato europeo ha solo la soddisfazione personale, non riceve alcun contributo in denaro, la maggior parte delle volte deve pagarsi addirittura tutte le spese di trasferta. Neppure i club di appartenenza sono aiutati dalla federazione o dal C.O.N.I. non ci sono mezzi per effettuare studi particolareggiati, ad alto livello, si lavora ancora in modo empirico, basandosi sull' osservazione e sull'intuito e sull'arte di arrangiarsi con ciò che si ha a disposizione.

S.S: Personalmente,avendo vissuto da inesperta osservatrice il campo estivo di Mr. Mishin, non ho potuto fare a meno di notare la totale dedizione degli atleti, costantemente impegnati nell'allenamento, dalla mattina alla sera. Un impegno simile per noi sarebbe difficilmente concepibile. Crede che le maggiori ore di allenamento siano determinanti al fine del raggiungimento della perfezione tecnico artistica di un atleta?
M.Vitta: Senz'altro sì, quando nel pattinatore l'interesse è legato alla passione e quando egli trova le motivazioni per un tale impegno. Per ottenere risultati importanti anche sulle rotelle ci si allena almeno 5 - 6 ore ogni giorno. È basilare però anche avere degli insegnanti competenti e specializzati: qui ho visto 4 persone lavorare su un atleta, in settori diversi, uno sul gesto tecnico, uno sulla ideazione dei passaggi, uno sulla parte coreografica degli stesssi, uno sulla parte emozionale-espressiva; questo da noi è rarissimo, o addirittura impossibile!

S.S: La domanda da porre riguarda ora le questioni strettamente tecniche. Può descriverci i punti fondamentali sui quali lei e Mr. Mishin visiete soffermati?
M.Vitta: Ci siamo soffermati su argomenti diversi: sulla posizione del corpo in volo e del tempo di volo, sull'acquisizione della velocità angolare, sulle diverse metodologie, sulle differenze dell'attrezzo e quelle degli attriti ed infine sulla biomeccanica del movimento.

S.S: Questo scambio di opinioni tra voi, munifici ed acclamati allenatori di fama internazionale è certamente un evento degno di nota. Avete in programmadi ripetere l'incontro in un prossimo futuro collaborando magari aqualche progetto comune?
M.Vitta: Sì, Mr. Mishin è stato invitato a "THE ART OF ARTISTIC ROLLER SKATING" un seminario internazionale per allenatori ed atleti del mondo delle rotelle che ha luogo a Trieste ogni anno nella prima settimana di febbraio, ma dati i suoi impegni in quel periodo, è probabile che anticipi la sua venuta a novembre. Il progetto " ROLL&ICE " sarà caratterizzato da tavole rotonde su argomenti e temi di interesse comune .

Questo è verosimilmente l'inizio di una nuova era, un nuovo capitolo che porterà queste due splendide discipline a livelli ancora più elevati....
A un passo dal Paradiso!

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