In una calda giornata estiva, nella splendida cornice delle alpi bavaresi a Mittenwald, Germania, ha avuto luogo un incontro importante a lungo auspicato. Due tra i massimi esponenti del pattinaggio artistico, Mr. Alexei Nikolaevich Mishin, munifico e acclamato former coach del ghiaccio, e Mr. Mario Vitta, alter ego delle rotelle, hanno finalmente trovato l'occasione di scambiarsi le rispettive sconfinate conoscenze di due discipline considerate erroneamente estranee l'una all'altra che, in realtà, hanno molteplici punti di convergenza.
Mr. Mishin è una autorità di primissimo piano nel mondo del pattinaggio di figura. Laureato in meccanica, dopo la carriera di pattinatore di coppia, ha dedicato la sua vita alla formazione di giovani talenti diventando in breve tempo uno tra i migliori allenatori al mondo. Uomo di incredibile lungimiranza, è noto per aver teorizzato prima di ogni altro ( ben 25 anni fa ), la possibilità di esecuzione di un salto quadruplo. Il suo sistema di allenamento consente agli atleti di apprendere le tecniche di salto molto rapidamente grazie anche all'utilizzo di un giubbotto da egli stesso concepito e brevettato che segnala gli errori di postura del corpo.
Mr. Vitta è stato presidente dell'International Roller Skating Trainere Assotiation dal 1992 al 1996. Come Mishin anche lui ha pattinato in singolo e coppia. Uomo dalla vivace curiosità, famoso per la creatività, si è distinto per i numerosi campioni portati al successo e per i vari saggi scritti e le manifestazioni ideate. Estimatore del lavoro di Alexei Mishin, ha tradotto nei primi anni '80 una relazione dell'allenatore russo in cui si trattava la questione dei quadrupli.
Nonostante i numerosi tentativi non era mai era stato possibile per i due personaggi incontrarsi e scambiare qualche parola sulle due discipline. Questo è stato il grande giorno in cui le lame e le rotelle sono finalmente entrate in contatto
.L'incontro si è svolto in due fasi: la parte pratica direttamente su ghiaccio, durante gli allenamenti dei vari pattinatori peresenti al campo estivo della InternationalFigure Skating School of Alexei Mishin, poi il momento di incontro informale, durante una cena bavarese consumata in allegria. cipline. Questo è stato il grande giorno in cui le lame e le rotelle sono entrate finalemnete in contatto.

Inquesto clima cordiale e amichevole, è stato decisamente surreale il pensiero di avere di fronte due giganti di questo spessore che conversavano in modo spontaneo e naturale, di lame, fili, rotelle eghiaccio, come fossero amici di vecchia data, proprio loro, che fino aquel momento avevano solo sentito parlare l'uno dell'altro.
Durantela sessione di allenamento in pista Mishin, sempre vigile e attento a tutti i pattinatori presenti sul ghiaccio, spiegava dettagliatamente a Mario Vitta l'esatto sistema utilizzato per la preparazione dei salti,affinché questi risultassero aerodinamicamente perfetti al fine di sfruttarne al meglio la velocità di rotazione. Mr. Vitta, che neglianni è riuscito a far si che il pattinaggio a rotelle diventasse estremamente simile per eleganza e tecnica al pattinaggio di figura, ha così potuto carpire qualche segreto in più utile alla formazione dei futuri campioni di uno sport splendido che meriterebbe una maggior attenzione.
Dalle sue stesse parole si può cogliere l'intensità di quanto avvenuto qui a Mittenwald.