trieste 23/11/2017

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Nome: Giulia     età 25
studi
: Laurea Magistrale in Psicologia   lingue:inglese
primo contatto con l'Eu Direct: novembre 2009
partenza: luglio 2010

Partita a inizio luglio Giulia ha iniziato il suo volontariato europeo a Essen, dove ci resterà per 12 mesi grazie al progetto SVE "Mother and child group". Gilia lavorerà presso un centro di accoglienza per donne/ragazze madri che hanno bisogno di assistenza.

 


Report I – settembre 2010
Il mio arrivo qui é cominciato con il corso intensivo di tedesco che è durato per 4 settimane. Dico alcune cose su questo. In realtà il mio mentor mi aveva proposto un ́altro corso, sarei dovuta andare per due settimane in uń’altra città rispetto a quella assegnata ad una specie di campo di lavoro per ragazzi, una cosa molto simile allo scoutismo, dove poi avremmo fatto un paio di ore di tedesco al mattino... ora, visto che il mio livello di tedesco non era dei migliori, e questa soluzione non mi convinceva molto
(più che altro perché ero impanicata per l’́inizio del progetto, di non riuscire a spiaccicare parola), ne ho cercato un ́altro mentre ero ancora in Italia, non troppo costoso e per cosí dire, un po’ ́più STRONG!!!
Il mio mentor é stato subito d́accordo (secondo me lui non aveva cercato molte soluzioni ma non é stato un problema).. e così il primo luglio ho cominciato la mia avventura in questa scuola di lingua. Per me é stata un’́avventura splendida!Sono stata sicuramente molto fortunata... avevo un ́insegnante bravissima, che tra ĺ altro era rumena, ma é cresciuta in Germania, e di lí a poco sarebbe ripartita per ĺAmerica dove vive da molto tempo... in più il mio corso era intercontinentale: Egitto, Africa, Sud Corea... persone con le storie più disparate... spesso ci siamo trovati tutti insieme a cena in ALSTADT (cittá vecchia, di Düsseldorf), e abbiamo passato momenti incredibili ognuno raccontando la sua storia.. perché era lì, perché voleva studiare il tedesco. Scoprivamo poi man mano le differenze delle nostre culture, che tra i diversi continenti sono davvero molte... ma interessanti da morire. Sulla famiglia, sui modi di passare il tempo libero, sulla scuola... ed era bello quando veniva fuori la visione che uńaltro aveva sul tuo continente. ĹEuropa é ammirata da tutti, e quando dicevo di essere italiana (dopo le tre cose scontate che sanno TUTTI, pizza mafia e mandolino) mi chiedevano un sacco di cose... sulla storia, sulla vita...
Finita questa splendida avventura, mi sono lanciata nell’́inizio del progetto... devo essere sincera: il mio inizio é stato MOLTO difficile!!
Dovrei contestualizzare un pó... per cui vi racconto un po ́dell’́impatto con la Germania, e poi scendo nei particolari... sono arrivata qui e una delle prime cose da fare era registrarmi al comune del mio quartiere, e questa è stata una delle cose piú difficili... nell’́ufficio infatti NESSUNO parlava inglese, e sono stata spedita alĺ’ufficio centrale dove anche lì si è riproposto lo stesso problema, ma almeno ci hanno provato e alla fine abbiamo risolto. Le difficoltà con la lingua sono state ( e sono) molte, anche se si migliora lentamente... qui pochissimi parlano inglese, certo non pochissimi come in Italia* :)* ma quando devi comunicare su cose un póco insistenti che non siano andare a fare la spesa tutto diventa un
problema... attivare internet, registrarsi in comune... ok, ma non voglio trarre conclusioni negative perché il mio giudizio é un ́altro. È vero, la Germania non é un posto semplice, la Rhur Gebit, che é la regione dove sono finita io é una delle zone più girge della Germania,per cui non aiuta; i tedeschi sono bizzarri, non hanno molto la concezione del "bello" o del "buono" su cibi, vestiti, città... e in piú sono stra gentili se ti devono aiutare tipo per strada un secondo, ma creare dei rapporti con loro, andare
a fondo, é molto difficile... non perché siano cattivi, ma sono sempre un po’́ diffidenti. É anche vero che io non mi sono trovata troppo bene con il mio mentor, abbiamo avuto delle discussioni su alcune cose pratiche, lui non si é comportato molto da gran signore ma (ed é questo che voglio dire a tutti i ragazzi che vogliono partire per lo SVE) questo NON È STATO E NON È UN PROBLEMA!! All’́inizio, prima di mettere piede al centro dove ora presto il mio servizio mi sembrava che stesse per crollare tutto il mondo, che la Germania fosse tutta mia nemica... poi da quando ho cominciato ad andare tutti i giorni al lavoro, ho incontrato e conosciuto la mia responsabile e gli educatori del centro tutto é improvvisamente diventato più semplice e più bello.
É vero, i tedeschi non sono diversi, non tutti gli educatori che sono qui sono gentili e cordiali (alcuni non mi passano dritti e credono che non sappia fare nulla), ma é come se io piano piano abbia cominciato a capire come sono fatti e in un certo senso ad apprezzare la loro cultura per com'é.
A entrare un po ́nel loro modo di vivere, a non prendere le cose sul personale... e questo non solo per merito della mia responsabile (tutor) ma anche perché vedo che sulle cose fondamentali non ćé differenza. Sulĺ’umanità non ćé differenza. Lo vedo nel come lavorano, nel come si pongono con le ragazze e i bambini... dimenticavo, io presto il mio servizio presso una comunità di mamme incinte poco prima del parto, o già con bambini molto piccoli, con situazioni un po’ ́disastrate alle spalle (una ha 16 anni, altre hanno altri bambini da uomini diversi e sono di nuovo incinta, etc) tutte tedesche,che stanno al centro per almeno 3 mesi e vengono aiutate a tenere i propri figli e sono supervisionate valutando un eventuale affido o un adozione nel caso non siano in grado di tenere con loro i piccoli.
Io mi occupo dei bimbi in particolar modo, non tanto spesso dei neonati quanto dei fratellini che stanno qui con la loro mamma. Anche loro non sono molto grandi, tra i 15 e i 17 mesi. Dal risveglio la mattina, quando arrivo, alla colazione, al gioco, al pranzo, al riposino pomeridiano... ci sono moltissime differenze tra italiani e tedeschi nel modo di gestire le attività dei bambini... sul cibo ad esempio, un po’ ́anche sul gioco... non sempre il metodo italiano e migliore, anzi, su alcune cose sono molto avanti
qui... ancora non so dirvi moltissimo, ma sicuramente é molto interessante.
Posso dire che le mie giornate non sono per nulla noiose e che il lavoro che faccio qui, con tutte le difficoltà del caso, é assolutamente splendido. Per questo volevo lanciare un po’́ un messaggio, se posso, a tutti quelli che desiderano partire o, ancora meglio che partiranno: non fermatevi ai
problemi che incontrate all’́inizio, burocratici, o con una persona in particolare, fosse anche il vostro mentor... come in Italia ci sono persone diverse, situazioni diverse, anche dove andrete ognuno avrà il suo carattere, il suo modo di porsi, il suo bagaglio di vita alle spalle oltre che la sua cultura... ma alla fine, almeno per me é così, ogni giorno ćè sempre qualcosa, un gesto, una frase, una persona, che ti fa capire che non ci sono differenze, che ti fa dire EUROPA. E non ćé giorno in cui io non pensi a quanto sono fortunata di poter conoscere uń’altra cultura, di parlare altre due lingue, di portare la mia di cultura... di non avere, in un certo senso mai più paura di solcare quei confini che sono a noi così
vicini e famigliari nella nostra regione e che sempre ho visto come qualcosa di sconosciuto e ignoto, della serie "cosa ci sarà di là????".
Per il momento bilancio molto positivo, senza nascondere la fatica.
A ottobre andrò 10 giorni a un seminario per i volontari SVE della Germania... per quella volta spero di riuscire a mandarvi anche qualche foto... adesso non ne ho molte e cmq, essendoci qui dei bambini non sono ancora sicura di poterle spedire in giro...
Vi daró ancora mie notizie... *:)*
Grazie EuropDirect!Buon lavoro!
Giulia


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

esperienzevita


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