Abbiamo da poco parlato di EUR.E.S. o EURopean Employment
Services, rete di cooperazione per facilitare la libera circolazione dei
lavoratori, attraverso tre gruppi di attività:
- informare, orientare e consigliare i lavoratori candidati alla
mobilità sulle possibilità di lavoro e sulle condizioni di vita e di lavoro
nello Spazio economico europeo;
- assistere i datori di lavoro che intendono assumere lavoratori
di altri paesi;
- fornire informazioni e assistenza a chi cerca e offre lavoro
nelle regioni transfrontaliere.
In vista della sospensione estiva di MUOVERSI, vogliamo
oggi potenziare l'autonomia dei lettori e perciò ci concentriamo sui modi
in cui Eures può essere utilizzato dai singoli lavoratori che cercano occasioni
d'impiego all'estero. Essi possono accedere ai servizi di Eures sia attraverso
gli Euroconsiglieri sia direttamente.
Nel primo caso incontreranno persone con una conoscenza specifica delle
questioni occupazionali, in grado di fornire informazione, orientamento e
collocamento.
Nel secondo caso possono esplorare in prima persona il portale Eures (http://ec.europa.eu/eures)
e scegliere le informazioni su cui concentrarsi.
Chi vuole arricchire la propria formazione, si inoltrerà nella sezione
"Apprendimento"; chi vuole scegliere il Paese in cui andare, tasterà
il terreno mediante la sezione "Vita e lavoro"; chi infine ha già
deciso dove andare e cosa fare, scaverà tra le offerte presenti nella sezione
"Candidati > Cercare un lavoro", che sono
circa 800.000.
Non si trovano solo offerte per "engineer" o per
"accountant", per "waiter" o per "cook". Ce ne
sono anche per professioni più inusuali come "librarian",
"warehouseman", oppure nei settori "driving",
"history", "gym", ecc. Si vedranno apparire le offerte
presenti nel database, distinte per Paese di destinazione. Ogni offerta è presentata
in una scheda con molti dettagli tra cui i requisiti richiesti, il tipo di
contratto e la retribuzione offerti, l'indirizzo del datore di lavoro e la
scadenza.
C'è
una questione di lingua: molte offerte (forse più della metà) sono scritte in
inglese; quindi le parole chiave da usare devono essere in inglese; lingua che
spesso va bene anche per le offerte scritte nella lingua nazionale del datore
di lavoro che inserisce il termine in inglese nel titolo dell'offerta. Se poi
avete in mente un particolare Paese, potete sempre farvi aiutare da Google Lingue
per la traduzione sia della parola chiave sia del testo dell'offerta.
Quando infine rispondete alle offerte che vi interessano, vi conviene farlo
ancora una volta in inglese o nella lingua del Paese del datore di lavoro.