Muore la Commissione Nazionale per le Parità e per le Pari Opportunità

Il 3 luglio è stato presentato e approvato il decreto legislativo, presentato del Ministro Stefania Prestigiacomo, che trasforma la Commissione per le Parità e le Pari Opportunità in un Comitato dipendente dal Ministero per le Pari Opportunità, dal quale vengono escluse tutte le rappresentanti legate ai partiti.
La CNPO al contrario è nata come organismo autonomo di rappresentanza delle donne associate e di interlocuzione con le reti delle donne impegnate nei diversi ambiti sociali ed istituzionali, e con compiti di informazione, ricerca e proposta sulle questioni della condizione femminile; la sua funzione è stata quella dello stimolo, della proposta e addirittura del controllo rispetto all'operato del Governo, in un confronto dialettico serrato e senza compromessi.
Il decreto del 3 luglio nega tutto questo e riduce la CNPO a strumento nelle mani della Ministra.
Marina Piazza, presidente della CNPO, denuncia: " Proprio quando più ci sarebbe bisogno di moltiplicare le voci femminili per lottare contro la tendenza sempre più accentuata nella società italiana di rendere le donne irrilevanti, di tenerle ai margini, se ne elimina una voce".
L'on. Prestigiacomo minimizza e le "donne contro" annunciano battaglia.

Redazione Ceresdonne luglio 2003

Un ruolo più incisivo per le donne elette nel nuovo Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

Più numerose rispetto alla precedente legislatura le donne elette nel nuovo Consiglio della regione Friuli Venezia Giulia: da 5 a 8 (Tamara Blazina/ Pds, Patrizia della Pietra/ Pds, Annamaria Menasso/ Pds,Maria T. Bassa Poropat/ Lista dei cittadini per Illy, Bruna Zorzini/Pdci, Alessandra Battellino,/ Lista Di Pietro,Gina Fasan/Udc, Alessandra Guerra/Lega).
Il rapporto, in percentuale, donne / uomini è del 13,3% : un buon risultato relativo se si considera che in Italia nelle amministrazioni locali la rappresentanza delle donne oscilla tra il 6% ed il 12%.
Essere numerose e solidali costituisce un buon presupposto per ottenere il riconoscimento di un ruolo non marginale nella definizione delle politiche regionali a partire dalle risposte istituzionali alle esigenze della popolazione femminile della regione in termini di occupazione e di Welfare. Non ci si formalizza sugli strumenti che verranno concordati (delega assessorile alle Pari Opportunità, incarichi, valorizzazione del ruolo consultivo e propositivo specifico delle Commissione Regionale Pari Opportunità / CPRO etc) purchè alla fine del mandato l'elettorato in particolare femminile possa con chiarezza valutare i risultati della legislatura, per quanto riguarda le politiche per le donne .
In tale prospettiva il Centro Studi Ceresdonne manterrà un filo diretto con le elette in Consiglio Regionale diffondendo le notizie , in italiano e sloveno, sulle iniziative che intraprendono.
Buon lavoro a tutte!!!!

Redazione Ceresdonne 30 giugno 2003

Attenzione alle diversità ......anche del genere maschile.

Perchè le donne sopravanzano e sono più brave dei maschi nelle Università americane?
Nel 2000 si sono laureate negli USA 177.000 donne in più rispetto agli uomini. Alla Seattle University sono il 61% ed a Princeton, dove le donne sono state ammesse solo trent'anni fa, sono il 57%. E' semplicemente una "success story" sostengono le femministe.
Cadute le barriere della discriminazione le donne hanno raggiunto i loro livelli naturali. C'era forse qualcuno che si preoccupava quando il "gap gender" era all'incontrario e le donne all'università erano rare?
Finalmente vengono riconosciute le capacità dell'altra metà del genere umano.
Michael Gurian, psicologo dell'età infantile, nel suo libro " I maschi e le femmine apprendono in modi diversi" sta dalla parte di coloro che sostengono trattarsi più che di successi femminili di insuccessi maschili dovuti a programmi scolastici che non tengono conto del diverso funzionamento del cervello maschile. I ragazzi hanno bisogno di parlare delle proprie idee piuttosto che essere obbligati a scrivere e leggere.
Non reggono a stare fermi per 40 minuti consecutivi, perdono la concentrazione e gli insegnanti devono assecondarli nel loro desiderio di saltare anche in classe, accanto al banco. A menocchè non si voglia ricorrere alla sempre più diffusa pratica delle famiglie americane di tenerli fermi somministrando loro psicofarmaci.

Da "Il caso " di Vanna Vannuccini. La Repubblica 8 giugno 2003

In attesa dei risultati della consultazione elettorale

Alcuni dati sulle candidate al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia per la consultazione dell'8 e 9 giugno 2003.
Le donne presenti nelle liste che concorrono a sostegno dei 3 candidati alla Presidenza della Regione ( Vicepresidente della Giunta Regionale uscente , dott. Alessandra Guerra per la "Casa delle Libertà" , on. Riccardo Illy per "Cittadini per Illy Presidente", on. Ferruccio Saro per " Libertà ed Autonomia"), sono complessivamente133.
Il maggior numero di donne candidate ( 44) si riscontra nella circoscrizione elettorale di Trieste con una percentuale del 20,45 per la "Casa delle Libertà", del 37,93 per "Cittadini per Illy Presidente" , del 18,18 per " Libertà ed Autonomia".
Le donne che hanno la certezza di far parte del Consiglio sono quelle inserite nel " Listino Regionale" del candidato che, aggiudicandosi il maggior numero di consensi da parte della popolazione votante della regione, risulterà eletto Goveratore del Friuli Venezia Giulia.
Se sarà Alessandra Guerra siederanno in Consiglio Antonietta Vascon e Marilena Francioso, se sarà Riccardo Illy, Tamara Blazina e Patrizia Della Pietra, se sarà Saro nessuna donna avrà diritto al seggio automaticamente, essendo il listino di Autonomia e Libertà composto di soli uomini.

Redazione Ceresdonne (dati A.N.D.E.) 9 giugno 2003

Incontro dei candidati alla presidenza della Regione FVG organizzato dall'A.N.D.E.

Grande successo di pubblico, non solo femminile, per l'incontro con i candidati alla Presidenza della Giunta Regionale per il Friuli Venezia Giulia organizzato dall'Associazione Nazionale Donne Elettrici (A.N.D.E.), presieduto da Etta Carignani, coadiuvata da Carla Carloni Mocavero. Autorevoli rappresentanti dell'A.N.D.E., della cultura e della politica hanno dialogato con l'on. Riccardo Illy e il dott. Ferruccio Saro (assente per sopraggiunti impedimenti la terza aspirante al governatoriato della Regione, dott. Alessandra Guerra) sugli obiettivi di sviluppo della Regione nei prossimi anni con un occhio di particolare all'area giuliano-isontina (Trieste e Gorizia) della Regione Friuli Venezia Giulia e, naturalmente, alle esigenze della popolazione femminile (lavoro, formazione, promozione efficace delle Pari Opportunità in campo lavorativo, rappresentanza politica).

Redazione Ceresdonne maggio 2003

I programmi per il lavoro alle donne nel FVG

I provvedimenti del governo sull'accesso al lavoro favoriscono la precarizzazione dei rapporti e colpiscono in particolare le donne. L'insicurezza economica scoraggia il formarsi delle famiglie, la maternità e la paternità.
Dobbiamo chiedere al nuovo governo della Regione del Friuli Venezia Giulia una politica specifica per le donne che ne favorisca l'ingresso ed il ricollocamento nel mondo del lavoro, che preveda misure di contenimento della precarizzazione sia per gli uomini che per le donne. Così si è espresso Ruben Colussi, Segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Gilulia, nel corso dell'attivo regionale svoltosi il 10 aprile a Udine con la partecipazione del Segretario Nazionale Guglielmo Epifani e del candidato governatore alle regionali dell'8 giugno 2003, Riccardo Illy.

Redazione Ceresdonne aprile 2003

I giovani hanno bisogno dei Consultori Familiari

Molti dei 3200 Consultori Familiari, istituiti in Italia a partire dal 1975 con lo scopo di prevenire l'aborto clandestino attraverso l'informazione sulla contraccezione e la sensibilizzazione delle donne ad una sessualità responsabile, rischiano la chiusura per mancanza di risorse.
Eppure i report ministeriali sull'andamento del fenomeno nel tempo parlano chiaro.
Nell'ultimo ventennio le strutture pubbliche specialistiche hanno fatto emergere dalla clandestinità il fenomeno dell'aborto, garantendo alle donne che decidevano di interrompere la gravidanza un intervento in condizioni di sicurezza per la loro salute e la loro vita e, nel contempo, hanno determinato una netta riduzione del ricorso all'Interruzione Volontaria della Gravidanza ( IVG).
Attualmente le condizioni di lavoro dei servizi consultoriali sono inadeguate al bisogno e, in alcune realtà, si tende anche a sovraccaricarli di compiti diversi da quelli originari, spesso burocratici, snaturandone la funzione primaria.
A volte sono inadeguati gli ospedali di riferimento e le donne, soprattutto nelle grandi città e nel sud d' Italia, sono costrette ad "emigrare" in altre province, per ottenere l'intervento.
L' insufficienza e la precarietà degli operatori consultoriali dovuta all'esiguità e all'incertezza dei finanziamenti, è cronica.
In alcune regioni ( Veneto e Lombardia ) sono stati introdotti i tichet anche su alcune prestazioni di prevenzione erogate dai Consultori che, per ora almeno, hanno lasciato esenti gli under 22.
Alcuni operatori dei Consultori pubblici, in particolare della Lombardia, ritengono che i mancati investimenti siano il preludio alla loro "esternalizzazione": cioè che i compiti affidati dalle leggi 405/75 e 194/78 ai Consultori verranno a breve attribuiti ai privati. E c'è chi è convinto che sarà un privato cattolico.
Anche oggi, come del resto in passato, la sopravvivenza di questi servizi socio-sanitari dipenderà dalla motivazione degli operatori e dal sostegno esterno delle organizzazioni di donne.
Il caso di Henry e Maria, accaduto a Torino, deve far riflettere su quanto i giovani abbiano bisogno di operatori competenti e privi di pregiudizi (ma anche di genitori comprensivi e forti).
Attraverso il FORUM di Ceresdonne gli operatori possono diffondere le informazioni sulla situazione dei Consultori in cui operano.

Redazione ceresdonne marzo 2003

Forum a Roma su "Donne e leadership"

Al Forum di Roma (5-9 maggio) verranno presentati i risultati del laboratorio "Donne e leadership" dedicato ai percorsi di carriera delle donne all'interno delle Pubbliche Amministrazioni.
Tali risultati saranno diffusi attraverso linee guida operative che illustreranno diversi percorsi possibili per le amministrazioni che intendono intraprendere la strada della "gestione delle risorse umane in un'ottica di genere".

Dal sito del dipartimento Funzione pubblica

Ceresdonne organizza un Focus-on "Pari Opportunità Lavoro Formazione"

Il Centro Studi regionale sulla storia e la cultura delle donne, nel suo ruolo di punto di riferimento e di incontro delle donne della regione, ha organizzato presso la sua sede il focus-on Pari Opportunità- Formazione- Lavoro. Per la prima volta le rappresentanti degli organismi di parità della regione Friuli Venezia Giulia si sono confrontate sui problemi, sulle prospettive e sulle iniziative di ciascun organismo. La problematica donne e politica si è naturalmente imposta durante il dibattito, dal momento che la regione Friuli Venezia Giulia, insieme alla Val d'Aosta, sarà chiamata a rinnovare i propri rappresentanti il prossimo 8 giugno.

Redazione Ceresdonne marzo 2003

Le donne dicono NO alla guerra

A Verona il gruppo di "Donne città futura", un movimento molto pragmatico, ha chiamato donne e uomini a scendere in piazza per dire no alla guerra, coinvolgendo anche i sindaci della zona.
L'insegnante Chiara Stella, una delle organizzatrici, sostiene che " Usare la guerra per risolvere i conflitti è una scelta di barbarie, che colpisce soprattutto la parte più debole della popolazione, le donne e i bambini…..Era impossibile restare ferme a guardare".
Un sondaggio dell'Eurisko ha segnalato che quasi il 68% degli italiani, la maggioranza donne, non vuole la guerra. Ciò fa pensare che non è solo l'istinto materno ad ispirare posizioni di rifiuto alla guerra, ma che entri in gioco la capacità di scegliere con la propria testa, tipico delle generazioni del femminismo.
Se 700 donne australiane hanno disegnato su una collina la scritta "no war" con i loro corpi nudi, le "Donne in nero" formeranno la stessa parola con i corpi avvolti nei loro vestiti di lutto ma, soprattutto, cercheranno di entrare nelle basi americane.
Le femministe storiche di Roma, Milano e Bologna sono in riunione quasi permanente.
Lea Melandri, l'animatrice della Libera Università delle Donne di Milano, sostiene che la guerra porta alla luce un'immagine maschile tradizionale, basata sulla violenza e sulla voglia di cancellare gli altri.

L'Espresso n.6/2003

No alle ragazze madri in cattedra

L'autorità ecclesiastica ha licenziato l'insegnante di religione presso una scuola media di Firenze "perché nubile in stato di gravidanza".
La ragazza ha invocato la legge che tutela le lavoratrici madri ma la Suprema Corte di Giustizia ha respinto il suo ricorso perché "l'Autorità ecclesiastica è l'unica legittimata ad attestare l'idoneità del docente all'insegnamento della religione cattolica".
La sentenza scatena polemiche: "Purtroppo questo dimostra che la sovranità dello Stato non è assoluta e che le pari opportunità non sono per tutti", afferma la ragazza madre. Per Stefania Prestigiacomo, Ministro per le pari opportunità, la sentenza rappresenta una palese discriminazione.
Bisogna riflettere innanzitutto sull'importanza di tutelare una donna in gravidanza, anche se non sposata, sulla necessità di avvicinare le norme giuridiche alla realtà sociale".
Livia Turco dei DS sostiene che la maternità non può essere usata contro le donne.
Ormai viviamo in una società multietnica, multirazziale e multireligiosa, forse è arrivato il momento di chiedersi a che cosa serve l'ora di religione nelle scuole pubbliche.
Prima che a imporlo sia la Corte europea, a cui la ragazza ha già fatto ricorso -continua il commento dell'articolista- sarebbe opportuno che il Governo italiano avviasse autonomamente un confronto sul caso con la Santa Sede.

La Repubblica 27 e 28/02/03

Pari opportunità per le donne nella Costituzione italiana

Il 20 febbraio 2003 il Senato della Repubblica italiana all'unanimità ha approvato la modifica dell'articolo 51 della Costituzione che riguarda l'accesso dei cittadini agli incarichi pubblici in condizioni di eguaglianza.
E' stato integrato con la frase "a tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini".
L'Italia è dopo l'Irlanda il paese con meno rappresentanza femminile nel parlamento. Le donne sono infatti il 10% nel Parlamento.
"Se la storia del femminismo è stata fatta da donne di sinistra, ma ora in Italia all'unanimità si è votata la modifica dell'articolo 51 è il segno di una crescita che ormai appartiene a tutti" sostiene il ministro Stefania Prestigiacomo.
"E' una grande opportunità. Il potere come capacità di governo è un diritto di uomini e donne, un esercizio di vera democrazia ma la riforma è troppo generica e servono leggi specifiche", sostiene l'ex ministro Katia Bellilo.

La Repubblica 20/02/03

Il ministro Stefania Prestigiacomo illustra il ddl sulla prostituzione a "Porta a Porta"

Stefania Prestigiacomo, Ministro per le Pari opportunità, nel corso della trasmissione "Porta a Porta" si è scontrata con il ministro Umberto Bossi, sul decreto legislativo che prevede la creazione di "eros center" per risolvere il problema della prostituzione. Il Ministro Bossi è favorevole agli eros center come soluzione della prostituzione ed è convinto che la nuova legge sia un primo passo verso questa strada. Secondo le nuove norme per la prostituzione coatta non è prevista alcuna punibilità, mentre per le lucciole in strada sono previste multe fino a 1000 € e per i loro clienti fino a 4000 €.
La Prestigiacomo ha affermato: "Sono contraria all'eros center. Spero che Bossi abbia torto".
" Il testo approvato dal Governo prevede misure bigotte e moraliste, tese solo a pulire le strade dalle prostitute, con il risultato di aumentarne la clandestinità" sostiene la deputata dei Verdi Luana Zanella.

La "solita" novità in cattedra

Gli esperti del settimanale "Tutto Scuola" sostengono che il corpo docente degli Istituti medi superiori, nell'anno 2000, era composto per il 75.5% da donne, presenti sempre in maggior numero.
La maggioranza dei dirigenti scolastici è invece rappresentata da uomini (50 presidi su 100 Medie e 76 negli Istituti superiori).
Il fenomeno della prevalenza femminile nelle professioni educative, sostengono, è legata al fatto che le donne approdano alle professioni in sostituzione degli uomini che, invece, scelgono quelle più innovative.

La Repubblica 18/02/03

Dibattito femminista in Francia sulla Donna e il Sesso

La società del terzo millennio sta scivolando verso un nuovo ordine sessuale.
A sostenere queste tesi è Marcela Iacub nel suo nuovo libro pubblicato in Francia che sta provocando moltissime discussioni tra le donne. Giurista trentottenne di origine argentina, da 13 anni in Francia Marcela Iacub lavora presso il CNRS (Centro Nazionale di Ricerche Scientifiche).
La prostituzione, sostiene l'autrice, è un simbolo di sessualità libera e pluralista, parole che hanno provocato l'ira di molte femministe per le quali le prostitute rappresentano le donne- oggetto per eccellenza. Nelle prossime settimane giungeranno in libreria moltissimi libri sull'argomento.
Tra i più attesi un saggio della filosofa francese Badinter.

L'Espresso n.5/2003

Kenya, la fuga delle bambine dall'orrore dell'infibulazione

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha reso noto, in occasione della prima giornata mondiale contro la mutilazione degli organi genitali femminili promossa dall'ONU lo scorso 5 febbraio, che attualmente sono 130 milioni le donne che hanno subito l'infibulazione e che, in 6000, ogni giorno continuano a subirla.
Le mutilazioni si praticano ancora in 28 Paesi africani e, in Asia, nello Yemen, Oman, Indonesia e Malesia, nonostante l'approvazione del Children Act, avvenuta nel 2001, che vieta l'infibulazione.
Le mutilazioni vengono praticate clandestinamente ma le bambine, con il consenso delle donne della famiglia e delle ONG ( Organizzazioni Non Governative che si costituiscono, sempre più numerose in Africa ed Asia, per tutelare i diritti delle donne) cominciano a ribellarsi fuggendo da casa e trovando asilo nei luoghi di culto.

La Repubblica 8/02/2003

Donne on-line

Le donne italiane conquistano uno spazio sempre maggiore sia come internaute che come operatrici del web.
Il panorama italiano offre siti generici e di intrattenimento ma anche spazi progettati per la comunicazione sulle tematiche di interesse specifico delle donne, dalla cultura, alle pari opportunità, al lavoro, alla salute, al volontariato di tutela delle donne.
Il quotidiano della provincia di Trieste "Il Piccolo" (Gruppo La Repubblica/L'Espresso) menziona, tra gli altri, il sito del Centro Studi Ceresdonne della regione Friuli Venezia Giulia, quale sito di interesse gestito da donne all'interno della Rete di genere nazionale Lilith.

Il Piccolo 23/01/2003

Il diversity management fa i primi passi

Nel novembre scorso 16 laureati hanno iniziato a frequentare il Master per la formazione di "Esperti in studi di genere e per le pari opportunità negli ambienti di lavoro", organizzato a Trieste da ENAIP (Ente nazionale per la formazione professionale) e Università degli Studi/Facoltà di Storia, con la partnership dell'Assessorato comunale alle pari opportunità e dell'Associazione degli industriali della provincia.
Gli esperti potranno utilizzare le competenze acquisite in tutti i settori di lavoro pubblici e privati a sostegno del diversity management, realtà affermata negli USA, che inizia a compiere i primi passi anche tra le grandi imprese italiane più lungimiranti, a partire dalla gestione della differenza di genere vista come una delle leve dello sviluppo aziendale.

Redazione Ceresdonne dicembre 2002

Un nuovo cruscotto per il monitoraggio dello sviluppo dei popoli europei

Il PIL (Prodotto interno lordo) quale misuratore dello sviluppo economico, di marca statunitense, potrebbe avere i giorni contati per lo meno in area europea.
E' già in sperimentazione infatti, anche in Italia nelle province di Milano, Sondrio ed Imperia, un nuovo indice, più "umano", ideato da un ricercatore della Commissione Europea.
Il nuovo indice, in breve DS (Dashbrand Sustainable= cruscotto della sostenibilità), misura lo sviluppo delle città e delle altre realtà territoriali utilizzando non soltanto indicatori economici ma anche istituzionali, ambientali e sociali.
Di questo indice apprezziamo in particolare che tra gli indicatori su cui si basa sia compreso il dato della differenza retributiva tra uomini e donne, a parità di mansioni.

L'Espresso n.3/03