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Mercoledì 5 dicembre si è svolto in una delle sale di lettura
della Biblioteca Statale di Largo Papa Giovanni XXIII a Trieste, il primo
workshop del Centro Studi sulla storia e la cultura delle donne del Friuli
venezia Giulia alla presenza delle componenti del Comitato direttivo,
dei Comitati Scientifici di progetto, dei gruppi di lavoro e di alcune
rappresentanti delle Commissioni di Pari Opportunità degli enti
locali del FVG e della Direzione della Biblioteca.
La Coordinatrice del Centro Studi, Lucia Starace, ha illustrato i contenuti
del sito che informa sulle attività e le iniziative di Ceresdonne.
La direttrice della Biblioteca del Centro di documentazione delle Donne
dell'Associazione Orlando di Bologna, Annamaria Tavaglini, ha illustrato
le caratteristiche dei più importanti tra i 300 centri sorti per
iniziativa delle donne in Europa, USA, America Latina, Africa e Asia.
I più importanti centri di documentazione italiani sono associati
alla rete Lilith.
Attualmente i centri associati, tra i quali Ceresdonne FVG, sono 32. Ciascuno
mette a disposizione il proprio potrimonio archivistico rappresentato
da complessivi 40.000 record (schede elettroniche di catalogazione di
pubblicazioni e riviste) e da un vasto patrimonio bibliografico cartaceo
di norma, ma non esclusivamente prodotto da donna sulle tematiche della
questione femminile (donne e sviluppo sostenibile, tempi e spazi di vita,
sessualità, salute, contraccezione, violenza e abusi sessuali,
immigrazione ed interculturalità, tecnologie e telematica, religioni,
linguaggio sessuato).
Altri 25 centri ed enti diversi sono associati per la consultazione degli
archivi informatici Lilith.
Alla luce dell'esperienza del Centro di Bologna, uno dei più consolidati
ed efficacemente inseriti nel network di comunicazione internazionale
delle donne, con un budget che nel 2000 ha sfiorato i 4 miliardi di lire,
le partecipanti al workshop hanno discusso i possibili percorsi di sviluppo
comuni a quelli degli altri centri e specifici, quali ad esempio quello
dell'interculturalità.
Il primo progetto di ricostruzione storica del Centro studi, denominato
"Cerere70"
riguarda il censimento e la catalogazione della documentazione sul neofemminismo
degli anni 70 in Regione.
La dott. Tavaglini ha espresso profonda soddisfazione per la costituzione
di questo nuovo Centro Studi, che va a colmare un'importante carenza del
network nazionale, essendo il FVG una delle ultime regioni che fa il suo
ingresso nella rete dei centri di documentazione delle donne italiani.
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